Muscolo grande rotondo: anatomia e funzioni

Muscolo grande rotondo: anatomia e funzioni
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Il grande rotondo è un muscolo del complesso articolare della spalla, posto tra la scapola e l’omero. Decorrendo in profondità e superiormente rispetto al gran dorsale, il grande rotondo origina dall’angolo inferiore e dal bordo laterale della scapola e si inserisce a livello della cresta della piccola tuberosità dell’omero. Insieme al muscolo piccolo rotondo, al capo lungo del tricipite e all’omero, forma il “quadrilatero di Velpeau”, uno spazio attraverso il quale passano il nervo ascellare e l’arteria circonflessa posteriore dell’omero.

Funzioni grande rotondo

Il grande rotondo è un muscolo monoarticolare che agisce a livello dell’articolazione scapolo – omerale. Infatti, ruota medialmente, adduce ed estende la spalla. A punto fisso, ruota esternamente la scapola, in sinergia con il muscolo gran dentato e trapezio È anche uno stabilizzatore secondario della testa omerale durante i movimenti dell’arto superiore.

Origine Superficie posteriore dell’angolo inferiore della scapola e del margine laterale della scapola
Inserzione Cresta della piccola tuberosità dell’omero
Azione Ruota medialmente, adduce ed estende la spalla

Grande rotondo

Infiammazione e dolore del grande rotondo

Una lesione isolata del grande rotondo è rara. I muscoli della cuffia dei rotatori, il bicipite brachiale e il grande pettorale sono infatti più frequentemente interessati da disordini muscolo scheletrici.
In letteratura vengono riportati due meccanismi di infortunio del grande rotondo. Il primo meccanismo è un movimento forzato di flessione e adduzione della spalla che causa una contrazione eccentrica del muscolo. Il secondo meccanismo è il gesto del lancio, in atleti sportivi di alto livello.

Una persona con una lesione del grande rotondo può descrivere un dolore improvviso a livello della spalla, che causa un’immediata interruzione dell’attività, in alcuni casi accompagnato da una sensazione di bruciore. Può essere presente dolore alla palpazione nella cavità ascellare e posteriormente alla spalla, con una riduzione della forza di adduzione e rotazione interna rispetto alla parte controlaterale.

Si tratta comunque di lesioni acute causate da movimenti improvvisi difficilmente riproducibili nell’ambito del fitness, dove gli esercizi vengono eseguiti in modo controllato.

Il grande rotondo può anche essere responsabile insieme al piccolo rotondo di dolore alla spalla e di perdita di forza nei movimenti di abduzione e di rotazione esterna a causa della compressione del nervo ascellare che emerge attraverso il quadrilatero di Velpeau ad innervare il piccolo rotondo e il deltoide. In particolare, il dolore è presente nella zona di distribuzione cutanea del nervo ascellare, e può aumentare con la palpazione tra il grande e piccolo rotondo e con i movimenti di rotazione interna ed esterna con conseguente riduzione dello spazio del quadrilatero.

In questo caso il trattamento per la risoluzione del dolore consiste nell’utilizzo di terapie manuali come il massaggio e la mobilizzazione, l’applicazione di calore ed esercizi di stretching passivo e attivo assistito per l’allungamento dei rotatori mediali, in particolare del grande rotondo.

Valutazione della lunghezza muscolare e stretching del grande rotondo

stretching grande rotondo

Un grande rotondo accorciato può limitare la flessione, la rotazione laterale e l’abduzione della spalla. In un movimento di elevazione del braccio o abduzione del braccio, il grande rotondo può causare un’abduzione eccessiva della scapola come compenso.

Se vogliamo valutare la lunghezza muscolare del grande rotondo possiamo utilizzare dei test specifici.

Il primo test ci permette di valutare la lunghezza sia del grande rotondo che del grande dorsale.
Ponendo il soggetto in posizione supina, ginocchia piegate e zona lombare aderente al piano, chiediamo di flettere le braccia e di portarle dietro mantenendo la regione lombare ben aderente al lettino. Se la flessione della spalla non raggiunge i 180°, oppure viene estesa la regione lombare per raggiungere con le braccia il lettino, il grande dorsale è rigido e corto. Se il margine inferiore della scapola si sposta per più di 1 cm oltre la regione postero laterale del torace, saremo in presenza di un grande rotondo accorciato.

Possiamo utilizzare un secondo test per discriminare un accorciamento del grande dorsale o del grande rotondo.
Il soggetto rimane nelle medesima posizione precedente con il braccio posto a 90° di abduzione all’altezza della spalla, gomito a 90° e l’avambraccio perpendicolare al lettino. Chiediamo poi di ruotare lateralmente la spalla portando gli avambracci sul piano, prestando sempre attenzione a mantenere aderente la regione lombare. Se la rotazione esterna è normale e raggiunge i 90°, saremo in presenza di un accorciamento del grande dorsale, ma non del grande rotondo.

La retrazione del muscolo grande rotondo può influenzare negativamente l’esecuzione di alcuni esercizi in palestra. Una limitazione del movimento di flessione della spalla, causata da una rigidità del grande dorsale e grande rotondo, altera movimenti di spinta sopra la testa come il lento avanti con le sue varie alternative (manubri, bilanciere, shoulder press) e esercizi di trazione dall’alto nella fase di partenza (trazioni, lat machine in particolare a presa stretta), con inevitabili compensi a livello della regione lombare o cervicale.

Un accorciamento del grande rotondo insieme agli altri rotatori mediali può alterare anche il setting del back squat, con difficoltà a mantenere il bilanciere dietro il capo.

Lo stretching selettivo del grande rotondo può essere effettuato da supino, nella stessa posizione dei due precedenti test. Portando le braccia dietro, da posizione supina, l’operatore preme contro il margine ascellare della scapola per evitare un eccessiva abduzione della scapola. In alternativa, se viene effettuato l’esercizio in autonomia, puoi premere il margine ascellare con il braccio opposto. Come per i test di valutazione muscolare, dovrai prestare attenzione a non estendere la colonna lombare oppure la regione cervicale durante il movimento di flessione delle braccia. Sono movimenti di compenso che non consentono di allungare il muscolo target. Una volta raggiunta la posizione di allungamento, mantienila per almeno 30 secondi evitando movimenti rapidi.

Esercizi per il grande rotondo

Esercizi grande rotondo

Considerata l’azione sinergica con il grande dorsale, il grande rotondo è attivo in tutti gli esercizi di “trazione” che comportano il movimento di estensione, adduzione e intrarotazione della spalla. In particolare, possiamo distinguere tre grandi categorie di esercizi che interessano il grande rotondo.

Tirata verticale a leva corta: questi esercizi comportano un’estensione e adduzione della spalla completa sul piano frontale, con le braccia sollevate sopra la testa. Si definiscono a leva corta perché implicano anche una flessione del gomito. Gli esercizi principali sono:

Di questi due esercizi comportano numerose varianti nella larghezza dell’impugnatura (larga, stretta, media), nel tipo di impugnatura (supina, prona, neutra) e tipo di attrezzo (cavi, sbarra, anelli, trx) che consentono maggiore o minore libertà di movimento.

È interessante notare come una modificazione della larghezza della presa modifica anche il movimento. Una presa larga aumenta il movimento di adduzione sul piano frontale, mentre una presa stretta sposta il movimento di tirata maggiormente sul piano sagittale a favore dell’estensione.

Tirata verticale a leva lunga: sono esercizi che come i precedenti effettuano un movimento di estensione e adduzione, ma non implicano una flessione del gomito, per questo sono definiti a leva lunga. I due principali esercizi sono:

Tirata orizzontale: In questo caso il grande rotondo viene interessato principalmente nell’azione di estensione. La spalla si trova in questo caso in allungamento incompleto, con omero a circa 90° di flessione. Gli esercizi principali sono:

La variante del rematore con manubri o cavi ti permette di inserire anche la componente intrarotatoria attivando il grande rotondo in maniera significativa. Tuttavia è consigliabile, partendo da una posizione di extrarotazione, portare il braccio e il polso a una posizione neutra quando arrivi all’altezza dei fianchi, in modo da evitare il contatto del manubrio con il tronco.

Conclusioni

Muscolo Grande rotondo

In sintesi, il grande rotondo agisce sull’articolazione della spalla e lavora in sinergia con il grande dorsale partecipando ai movimenti di estensione, adduzione e intrarotazione.

Una lesione del grande rotondo, così come del grande dorsale, è molto rara e interessa nella maggior parte dei casi atleti di alto livello che effettuano il gesto del lancio, uno schema motorio difficilmente presente nell’ambito del fitness.

È possibile, in caso di limitazione dei movimenti di flessione della spalla, valutare e discriminare un accorciamento del grande dorsale o grande rotondo, ed effettuare uno stretching selettivo del muscolo. Difatti, un’alterazione della lunghezza muscolare del grande rotondo, può limitare l’esecuzione ottimale di esercizi di spinta e trazione.

In particolare, gli esercizi di trazione che effettui in palestra, sia di “tirata orizzontale” che “verticale” stimolano a sufficienza il grande rotondo. Non sono esercizi di isolamento per questo muscolo.

Bibliografia

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Gallinaro Mattia: Fisioterapista in ambito ortopedico e sportivo. Laureato magistrale in scienze motorie specializzato in attività preventiva e antalgica e nella preparazione sportiva.

Note sull’autore

Dott. Gallinaro Mattia fisioterapista e dottore magistrale in scienze e tecniche delle attività preventive e adattate.

Mi occupo di riabilitazione in ambito ortopedico, neurologico e sportivo anche attraverso l’utilizzo dell’idrokinesiterapia. Lavoro anche come personal trainer conseguendo la certificazione Invictus. Da sempre appassionato dello sport e dell’attvità fisica, utlizzo le mie conoscenze in ambito riabilitativo integrandole con l’allenamento. Attualmente lavoro nella provincia di Varese e seguo costantemete corsi di formazione post universitari per continuare ad ampliare le mie conoscenze.

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