Ritenzione idrica in gravidanza

La ritenzione idrica è un fenomeno fisiologico normale che interessa tutte le donne in ogni fase di vita. Generalmente di manifesta a partire dall’ età puberale a causa del cambiamento dell’ assetto ormonale, e poi accompagna la vita quotidiana di tutte nel corso negli anni.

Ci sono momenti in cui questo fenomeno è accentuato e uno di questi è proprio quello della gravidanza. La sua presenza temporanea durante questa fase di vita purtroppo non è eliminabile, ma sicuramente ci sono dei rimedi e degli accorgimenti che possono aiutarti a gestire e a ridurre drasticamente il problema, in modo che non influenzi troppo la tua quotidianità e il tuo benessere psico-fisico.

Cause ritenzione idrica in gravidanza

Durante la gravidanza il corpo della donna vive una grande quantità di cambiamenti di tipo fisico, sensoriale, cutaneo, del sistema respiratorio, cardiovascolare ed endocrino. In particolar modo le principali cause per cui si sperimenta la ritenzione idrica e l’ edema sono:

  • aumento di progesterone, estrogeni, prolattina che cambiano l’ equilibrio idro-elettrolitico (acqua e sodio in particolare);
  • aumento della prostaglandine che determina una maggiore vasodilatazione e permeabilità vascolare;
  • aumento del peso e del volume dell’ utero che, comprimendo parte della vena cava inferiore, non facilita il ritorno venoso;
  • aumento del peso e del tessuto adiposo che è correlato ad un aumento della ritenzione dei liquidi;
  • predisposizione genetica,
  • inattività.

E’ importante ricordare che nella maggior parte dei casi l’edema che si sperimenta durante questa fase di vita è fisiologico, normale e non pericoloso per madre e feto, ma ci sono casi in cui è sintomo di un problema più grave come la preeclampsia o la trombosi venosa profonda.

E’ chiaro che in queste situazioni è fondamentale rivolgersi al proprio medico per un trattamento adeguato al proprio caso.

Quando compare la ritenzione idrica in gravidanza? Quali sono i sintomi?

ritenzione gambe donne in gravidanza

La ritenzione e l’edema durante la gravidanza interessano 8 donne su 10 prevalentemente durante il terzo trimestre. Generalmente i sintomi che si sperimentano sono:

  • un generale senso di pesantezza e gonfiore,
  • dolore,
  • crampi notturni,
  • parestesie (alterazione della sensibilità con formicolio, prurito ed intorpidimento).

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La ritenzione in gravidanza fa aumentare il peso? Di quanto?

Studi dimostrano che la ritenzione durante la gravidanza aumenta di molto la quantità di liquidi, si parla di un valore compreso generalmente tra i 6 e gli 8 L di liquidi, di cui 4-6 L a livello extracellulare e i restanti 2-3 interstiziali.

Circa la metà delle donne lo manifesta a livello degli arti inferiori e delle caviglie, altre donne invece la manifestano anche sulle mani e in viso.

Rimedi efficaci per la ritenzione idrica in gravidanza

rimedi ritenzione idrica in gravidanza

Nonostante sia possibile ridurre e di molto il senso di pesantezza e gonfiore dati dall’ edema, qualsiasi strategia scegliamo dobbiamo metterla in atto con costanza, perchè non esiste un trattamento che abbia effetti a lungo termine.

In letteratura esistono diverse ricerche che provano scientificamente l’ efficacia di alcuni rimedi “naturali” per alleviare i sintomi e il fastidio dato dall’ edema. Questi sono:

  • esercizio fisico;
  • immersioni statiche degli arti inferiori;
  • utilizzare calze compressive;
  • sollevare le gambe ad una altezza superiore a quella del cuore (20′ 3-4 volte/giorno);
  • massoterapia e linfodrenaggio ai piedi e agli arti inferiori (20′ almeno 5 volte/settimana);
  • integratori (es. Centella Asiatica, Vitis Vinifera, Ippocastano, Ginkgo Biloba), chiedi prima consiglio al tuo medico o farmacista.

Dieta contro la ritenzione idrica in gravidanza

Non esiste una dieta contro la ritenzione idrica in gravidanza, così come non esiste una dieta specifica per la ritenzione idrica in generale. L’obiettivo che ha la dieta durante la gravidanza è quello di consentire lo sviluppo del feto e mantenere la salute della madre.

Questo vorrà dire seguire una dieta in cui i macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) siano bilanciati tra loro, in modo da ridurre al minimo lo stato infiammatorio, che è un fattore che predispone la ritenzione.

In letteratura esistono una gran quantità di studi che trattano questo tema, in particolare molti associano la funzionalità della dieta mediterranea alla gravidanza. La dieta mediterranea infatti fornisce alimenti ricchi di nutrienti (grassi polinsaturi, fibre, vitamine, etc) ed è povera di alimenti che potrebbero aumentare il rischio di malattie e infiammazioni (carne rossa, grassi saturi, zuccheri e sodio). Sono proprio questi ultimi alimenti infatti che predispongono o peggiorano la ritenzione e il quadro cellulitico della donna incinta.

Infine, anche l’idratazione è fondamentale. Secondo l’ EFSA infatti una donna adulta dovrebbe bere circa 2 L di acqua al giorno, sia che sia incinta o meno. L’assunzione dovrebbe poi aumentare in condizioni in cui la disidratazione è maggiore (per esempio in estate).

Cosa succede alla ritenzione dopo il parto?

Poichè la ritenzione idrica in gravidanza è data principalmente dalle importanti variazioni ormonali, è chiaro che dopo il parto questo fenomeno si affievolisce fino a quando non si ristabilisce l’equilibrio ormonale. Sicuramente anche il peso influisce sulla ritenzione dei liquidi, per questo anche ritornare al proprio peso forma e riprendere/continuare a praticare attività fisica non possono che aiutare a velocizzare il nostro corpo a tornare alle condizioni di “normalità”.

Anche dopo il parto valgono tutti gli accorgimenti e i rimedi elencati prima, ma ci saranno meno controindicazioni per quanto riguarda l’utilizzo degli integratori piuttosto che di altre terapie fisioterapiche volte a ridurre la ritenzione (per esempio la pressoterapia).

Anche l’attività fisica potrà e dovrà essere ripresa o continuata in progressione graduale tenendo presente che se la madre allatta è consigliabile evitare i lavori lattacidi troppo intensi dato che porterebbero a un cambiamento del sapore (più acido) del latte materno.

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Chiara Fezzardi

Mi chiamo Chiara Fezzardi, ho 28 anni e lavoro come PT e insegnante di Pilates a Brescia. Sono laureata magistrale presso l’ Università di Scienze Motorie a Milano e ho frequentato corsi di formazione con diverse scuole (FIF, SFSM, Power Pilates). Amo muovermi, ridere, viaggiare, leggere e aiuto le persone a migliorare il loro benessere e a riscoprire il loro potenziale fisico e mentale. Maggiori informazioni