La dieta alcalina è sempre più popolare. Sembrerebbe che gli alimenti, a seconda se sono acidi o basici, possono influenzare la salute del corpo, in primis il metabolismo dell’osso, causando o prevenendo l’osteoporosi. Diversi “esperti” si sono espressi a riguardo. In questo articolo cercheremo di vedere cosa dice la Scienza, non partendo dalle affermazioni di un medico o un professore rinomato, ma mostrando le evidenze scientifiche. Perché tutti possiamo dare un nostro parere personale, ma poi a livello scientifico sono gli studi, le metanalisi e le review che parlano. C’è davvero confusione sulla dieta alcalina e l’osteoporosi oppure gli studi sono concordi su una posizione?

Scopriamolo in questo articolo, perchè solo chi conosce sceglie, altrimenti crede di scegliere.

La dieta alcalina e l’osteoporosi

Del Dott. Angelo Fassio

Affermare che la dieta abbia un ruolo importante in tutti gli aspetti della vita dell’individuo è scontato; il metabolismo dell’osso non fa eccezione. Sfortunatamente è sempre più facile imbattersi, più o meno ovunque, in informazioni non del tutto corrette oppure in vere e proprie cialtronerie.

Mi rendo conto che questo articolo genererà qualche scompenso in alcuni, vorrei tuttavia sottolineare che non sto esponendo la mia personale opinione, o il mio metodo: riporterò alla fine una bibliografia essenziale che come vedrete sarà composta in gran parte da linee guida, da review sistematiche e metanalisi. Perché anche se spesso accade che su PubMed si possa trovare uno studio che afferma una cosa ed uno l’esatto opposto, è anche vero che non tutti hanno lo stesso valore.

Diffidante da chi opera la “scienza al rovescio”, ovvero da chi parte già con una opinione per partito preso e inizia a vagare su PubMed per selezionare quegli unici due studi che confermano la loro tesi ignorando il quadro generale (e generalmente limitandosi a scorrere velocemente gli abstract, visto che solo chi fa ricerca in abito universitario o è studente ha le credenziali di accesso per i full-text delle riviste… a meno di non pagare ogni volta per ogni articolo). Questo procedimento è profondamente scorretto e fazioso, ed è il tipico esempio di come NON si dovrebbe discutere in ambito scientifico.

Piramide evidenze scientifiche

Questo qui sopra è giusto un ripassino su cosa siano i livelli di evidenza (more at: www.google.it “levels of evidence”, ad esempio: http://researchguides.ebling.library.wisc.edu/content.php?pid=325126&sid=2940230). Confrontate dunque i dati riportati in questo articolo e le vostre fonti alla luce di tutto questo, e traete le vostre conclusioni. Come vedete l’esperienza personale è relegata all’ultimo livello (e anche qui, non l’esperienza personale del Sig. Rossi, ma solo quella di coloro che vengono considerati le “autorità riconosciute in materia”, ovvero gente che ha pubblicato su riviste internazionali e ha contribuito ad ampliare la conoscenza sull’argomento con dati e ricerche originali).

Quando ascoltate un video di un esperto su youtube, quando leggete un libro sull’alimentazione comprato alla Feltrinelli, vi state informando sul più basso scalino delle evidenze scientifiche (nel caso più ottimistico!). Credete magari di studiare cosa dice la “scienza” quando in realtà sono, probabilmente, pareri personali.

Considerate inoltre che nell’ambiente del fitness e dell’alimentazione la componente “marketing” è piuttosto pervasiva e non sempre ricavata da evidenza scientifiche di buona qualità.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza, prima di parlare di dieta alcalina, partendo da una veloce occhiata alle linee guida per l’osteoporosi, alla sezione “alimentazione” ([1] SIOMMS 2012 – potete recuperare nella bibliografia la versione completa e gratuita).

1) Introito di calcio:

Fabbisogno di calcio

2) Vitamina D3: (leggi l’articolo completo su come comportarsi con la vitamina D3)

Fabbisogno di vitamina D3

3) Proteine:

L’aumento dell’apporto proteico in soggetti con inadeguato introito riduce il rischio di fratture del femore in entrambi i sessi. Un adeguato apporto proteico è necessario per mantenere la funzione del sistema muscolo-scheletrico, ma anche per ridurre il rischio di complicanze dopo una frattura osteoporotica. “

Ma come? Le proteine non determinano un importante carico acidificante che costringe l’osso a “sciogliersi” per tamponare l’eccesso acido? Lo dice la dieta alcalina…

Abbandoniamo le linee guida per proseguire il discorso.

Il sospetto iniziale non era un’idea campata per aria: qualcuno, in passato, aveva infatti notato che un incremento della quantità delle proteine nella dieta induceva un aumento della calciuria (quantità giornaliera complessiva di calcio escreto con le urine). Ripeto, in passato. Parliamo infatti del 1973 [2]. Dal ’73 (ovvero, in medicina, praticamente la preistoria) cosa è stato in seguito messo in evidenza?

Riassumendo:

  • Una dieta ad alto “potential renal acid load” determina un aumento della frazione di assorbimento intestinale del calcio, che compensa l’ipercalciuria [3]. Il risultato è che il bilancio totale del calcio non cambia ovvero nessun cambiamento a livello di massa ossea totale).
  • Tale alimentazione non solo non modifica i marker di turnover osseo (per chi sa che cosa siano) ma addirittura aumenterebbe i livelli di IGF-1 e ridurrebbe quelli del paratormone (addirittura suggerendo un ruolo favorevole nei confronti della massa ossea) [3]
  • Nessuna relazione causale nei confronti del bilancio fosfo-calcico complessivo o variazioni del dato densitometrico (valore di densità minerale ossea valutato dalla DEXA ovvero la metodica gold standard) né tantomeno nei confronti del il rischio di frattura [4]
  • Non vi è nessuna evidenza a supportare l’ipotesi che una dieta ad elevato PRAL determini osteoporosi e nemmeno che una alcalinizzante la prevenga. Allo stesso modo non vi sono evidenze a supportare il consumo di integratori alcalinizzanti (attenzione, non è uno studietto da quattro soldi: è una metanalisi-review sistematica di trial randomizzati di elevata qualità statistica e di studi longitudinali a basso rischio di bias) [4].

Quindi una dieta iperproteica “cura” l’osteoporosi? In realtà, sebbene vi siano sono studi epidemiologici che individuerebbero una certa correlazione positiva tra massa ossea e intake proteico [5], questo aspetto va contestualizzato (ricordate: correlation doesn’t imply causation!). L’osteoporosi primaria (quindi postemenopausale-senile) è una malattia tendenzialmente dell’anziano. Tale popolazione è esposta, ad esempio, ad un elevato rischio di sarcopenia e malnutrizione (interessante è, a questo proposito, la cosiddetta “obesità sarcopenica”). Una dieta con un buon contenuto proteico è un fattore protettivo nei confronti di tale problematica e tendenzialmente si accompagna anche ad un decente apporto calorico. Prevenire la sarcopenia permette di mantenere dei migliori livelli di funzionalità muscloscheletrica che a loro volta sono protettivi nei confronti dell’osso, così come un introito calorico adeguato. Va da sé che il nesso causa-effetto non è così automatico (NB: come spesso accade in medicina).

[In definitiva non solo le basi su cui si fonda la dieta alcalina sono fisiologicamente scorrette, bisognerebbe riscrivere tutti i libri di fisiologia e l’inventore della dieta alcalina vincerebbe il premio Nobel per la medicina. Ma sia in ambito della ricerca scientifica, sia sul pratico attraverso le misurazione ospedaliere tramite DEXA, si è visto che non c’è nessuna correlazione tra aumento dell’introito proteico e osteoporosi. L’introito proteico alimentare non è uno dei fattori di rischio per l’osteoporosi, punto! Nd Andrea Biasci]

E frutta e verdura?

Potenzialmente tali alimenti sono ricchi di nutrienti favorevoli per la salute dell’osso. Antiossidanti, vitamine C e K (implicate nella sintesi della matrice ossea), minerali (potassio, magnesio, calcio). Ad oggi gli studi hanno tuttavia portato a risultati non concordanti, molto probabilmente a causa di una elevata eterogeneità dei campioni esaminati ed ad un elevato rischio di bias degli studi.

Alcol

L’abuso alcolico è un fattore di rischio assolutamente ben conosciuto. Troverete montagne di letteratura in merito.

Altri alimenti

L’eccessivo consumo di caffeina, bibite e sodio sembrerebbe avere un effetto negativo nei confronti del bilancio del calcio, ma le evidenze complessive sono limitate.

Introito calorico complessivo

Sebbene le persone obese abbiano dei valori di massa ossea mediamente più elevati (attenzione: ciò non significa un ridotto rischio di frattura, ovvero il vero risvolto applicabile alla clinica quando si parla di osteoporosi, anzi!), da uno studio emergerebbe come il grasso viscerale possa avere un effetto sfavorevole nei confronti della densità minerale ossea [6]. D’altro canto, una restrizione calorica potrebbe comunque determinare una perdita di massa ossea, in particolare se di entità importante (nello studio in questione ciò si evidenzia per percentuali inferiori al 55% della RDA) [7].

Bibliografia essenziale

  • Linee guida SIOMMS 2012 http://www.siommms.it/index.php?option=com_content&view=article&id=93&Itemid=71
  • Allen LH, Oddoye EA, Margen S. Protein-induced hypercalciuria: a longer term study. Am J Clin Nutr. 1979;32(4):741–9. Epub 1979/04/01.
  • Cao JJ, Johnson LK, Hunt JR. A diet high in meat protein and potential renal acid load increases fractional calcium absorption and urinary calcium excretion without affecting markers of bone resorption or formation in postmenopausal women. J Nutr. 2011;141 (3):391–7. Epub 2011/01/21.
  • Fenton TR, Tough SC, Lyon AW, Eliasziw M, Hanley DA. Causal assessment of dietary acid load and bone disease: a systematic review & meta-analysis applying Hill’s epidemiologic criteria for causality. Nutr J. 2011;10:41. Epub 2011/05/03
  • Promislow JH, Goodman-Gruen D, Slymen DJ, Barrett-Connor E. Protein consumption and bone mineral density in the elderly: the Rancho Bernardo Study. Am J Epidemiol. 2002;155(7):636– Epub 2002/03/27.
  • Bredella MA, Torriani M, Ghomi RH, Thomas BJ, Brick DJ, Gerweck AV, et al. Determinants of bone mineral density in obese premenopausal women. Bone. 2011;48(4):748– Epub 2011/01/05.
  • Caporaso F, Frisch F, Sumida KD. Compromised bone health in non-obese, older women with low caloric intake. J Community Health. 2011;36(4):559– Epub 2010/11/26.


FAQ sulla dieta alcalina, il latte e l’osteoporosi

(ovvero le aggiunte dell’ultimo minuto per non lasciare adito a dubbi…)

Dieta alcalina e osteoporosi

Q: il latte è acidificante?

A: NO. Svariati studi hanno dimostrato che il latte non è un cibo “acidificante”(1,2). Addirittura uno studio sul NAE (neat acid excretion) ha dimostrato come il carico del latte sia sovrapponibile a quello…dell’acqua (1)!

Q: il latte causa osteoporosi?

A: NO. Questa è davvero l’ennesima trovata commerciale. Una tesi ad effetto, che carpisce l’attenzione proprio per il paradosso che porta con sé e per il fatto soddisfa quella vena complottista che ultimamente sta andando piuttosto di moda (il che va a braccetto con le altre eresie del tipo: l’HIV non causa l’AIDS, le conseguenze della malattia neoplastica sono in realtà dovute alla terapia, i vaccini sono il flagello dell’umanità, ecc). Una review sistematica (pubblicata sul Lancet) ha confermato il ruolo del calcio nel supportare la salute dell’osso (3), ed un recentissimo studio pubblicato su Osteoporosis Int. (5) (impact factor 4 tanto per dire) conclude così: “Greater milk intake was associated with lower bone turnover, higher aBMD, and higher TBS in community-dwelling elderly Japanese men”.

Q: allora il latte cura l’osteoporosi?

A: NO. Il latte è un alimento ricco di calcio. Il calcio non cura l’osteoporosi, sarebbe come pensare che frutta e verdura possano curare una coronaria occlusa. Un adeguato apporto di calcio e vitamina D rappresenta una corretta abitudine nutrizionale per la salute dell’osso. Le persone intolleranti al lattosio o che non consumano latticini per i motivi più svariati possono senz’altro recuperare il fabbisogno giornaliero di calcio da altre fonti alimentari (o eventualmente da supplementi, che vengono tuttavia ritenuti di seconda scelta per vari motivi).

Q: le diete alcalinizzanti alcalinizzano?

A: NO, né il sangue né l’interstizio. Il discorso è lungo e complesso. Non è scopo di questo articolo spiegare l’equilibrio acido base perché è davvero un argomento molto articolato. Se siete interessati potete leggere questo breve articolo pubblicato su MedBunker. Se siete molto interessati dovete allora prenderla larga e fare un investimento di tempo, energie e denaro, iniziando a studiare l’argomento sui testi adeguati. Vi posso dare qualche indicazione:

  • Un testo universitario qualsiasi di chimica generale
  • Un testo di biochimica (es. principi di biochimica di Lehninger)
  • Un testo di fisiologia (es. Berne e Levy – Fisiologia, sebbene la parte di fisiologia renale non sia chiarissima, io ho trovato molto più chiaro il Vander – Fisiologia renale
  • Un libro di medicina di laboratorio
  • Un libro che tratti in maniera specifica l’argomento (che sia di anestesia-rianimazione, medicina interna, oppure –consigliato- anche lo Schiraldi-Guiotto, Equilibrio acido base, ossigeno, fluidi ed elettroliti; McGraw Hill edizioni)

Detto questo, una dieta alcalina NON cambia il pH sistemico, se non minimamente; anzi, così minimamente che il cambiamento è più piccolo dell’errore di misurazione possibile (4). Una dieta alcalina, altera semplicemente il pH urinario (il che è normale, anzi, banale, visto che ciò significa semplicemente che il rene compie il suo lavoro).

Bibliografia

  • Heaney RP, Rafferty K. Carbonated beverages and urinary calcium excretion. Am J Clin Nutr. 2001 Sep;74(3):343–7.
  • Spence LA, Lipscomb ER, Cadogan J, Martin B, Wastney ME, Peacock M, et al. The effect of soy protein and soy isoflavones on calcium metabolism in postmenopausal women: a randomized crossover study. Am J Clin Nutr. 2005 Apr;81(4):916–22.
  • Tang BMP, Eslick GD, Nowson C, Smith C, Bensoussan A. Use of calcium or calcium in combination with vitamin D supplementation to prevent fractures and bone loss in people aged 50 years and older: a meta-analysis. Lancet Lond Engl. 2007 Aug 25;370(9588):657–66.
  • Buclin T, Cosma M, Appenzeller M, Jacquet AF, Décosterd LA, Biollaz J, et al. Diet acids and alkalis influence calcium retention in bone. Osteoporos Int J Establ Result Coop Eur Found Osteoporos Natl Osteoporos Found USA. 2001;12(6):493–9.
  • Sato Y, Iki M, Fujita Y, Tamaki J, Kouda K, Yura A, et al. Greater milk intake is associated with lower bone turnover, higher bone density, and higher bone microarchitecture index in a population of elderly Japanese men with relatively low dietary calcium intake: Fujiwara-kyo Osteoporosis Risk in Men (FORMEN) Study. Osteoporos Int J Establ Result Coop Eur Found Osteoporos Natl Osteoporos Found USA. maggio 2015;26(5):1585–94.

Per concludere guardate questo video del Dott. Berrino (poi leggete il nostro commento).

Il Dott. Berrino (che non mi permetto assolutamente di giudicare come ricercatore, ci mancherebbe), ha pubblicato una serie di libri. Questi libri, per definizione, non sono pubblicazioni scientifiche e non seguono il consueto processo di revisione tra pari (ovvero il processo fondamentale che sta alla base della scienza basata sull’evidenza; inviterei chiunque non abbia del tutto chiaro l’argomento ad approfondire la questione). Chiunque, su un libro destinato al pubblico generico, può scrivere ciò che vuole. Il fatto che un libro, una dichiarazione, un video siano firmate da una persona rinomata, da un ricercatore, perfino da un premio Nobel, non è assolutamente garanzia di imparzialità (qualcuno forse ricorderà Watson, premio Nobel per aver scoperto insieme a Crick il DNA, dichiarare apertamente posizioni razziste nel senso più basso della parola).

La demonizzazione delle proteine della famosa dieta “Diana” effettivamente farebbe parte di un progetto di ricerca multicentrico. Eppure, se si cercano dati in merito su PubMed cosa troviamo? Poco o nulla (vedi: ‪http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=%22diana-5%22). Dove sono i dati che dimostrano che la dieta ridurrebbe drammaticamente l’incidenza e le recidive di malattia? (Per correttezza, ammetto che il trial è stato presentato nel 2012 quindi magari il periodo potrebbe essere considerato troppo breve. Eppure sono sempre 3 anni, che non sono pochi).

Per curiosità, cosa troviamo se andiamo a spulciare tra le pubblicazioni che portano il nome (anche) del Dott. Berrino? Beh, ne troviamo una recentissima del 2015: European Code against Cancer 4th edition: 12 ways to reduce your cancer risk. (disponibile per tutti, qui). Cosa c’è scritto riguardo all’introito proteico? Niente! Ma come? Infatti leggiamo:

Dichiarazioni studio berrino

Tutto qui!

La mia opinione: il Dott. Berrino ha delle convinzioni personali. Tali convinzioni possono essere supportate da una moltitudine di fattori ma al momento non sono assolutamente confermate dai dati complessivi della letteratura. Ecco perché sui libri liberamente editi troviamo scritti una serie di concetti che lui stesso non può permettersi di riportare quando pubblica su riviste scientifiche (le quali peraltro riportano raccomandazioni assolutamente condivisibili). Credo che queste precisazioni siano doverose ed aiutino ad inquadrare meglio ciò che leggiamo nel contesto corretto.

 

Se non vuoi essere schiavo delle diete ma padrone dei concetti, scopri il nostro libro Project Nutrition

Project Nutrition

Articolo del Dott. Angelo Fassio.
Lavora presso il reparto di reumatologia a Verona. Centro studi e punto di riferimento per l’osteoporosi.

Vi inseriamo anche un video del Dott. Mozzi. Se volete una completa disinformazione sulla dieta alcalina e l’osteoporosi non c’è nulla di meglio:

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42 COMMENTI

  1. Ciao. Come al solito articolo molto interessante. A proposito del latte, è uno dei cavalli di battaglia che i vegani utilizzano per mettere in luce come una buona fonte di calcio, ma associata ad un elevato contenuto proteico sia dannosa per la salute dell’osso. Evidenetemente la cosa non è supportata da studi scientifici.
    Certo nel mondo di oggi se non si hanno conoscenze specifiche su un argomento è molto difficile capire dove finisce l’aspetto scientifico di una cosa e dove comincia invece l’interesse commerciale.
    L’osteoporosi in sostanza sarebbe una patologia che colpisce alcuni soggetti e che può essere rallentata o controllata attraverso una dieta equilibrata, un adeguato apporto calorico e una limitazione dei possibili fattori di rischio?

    • si guarda avevo studito superficialmente la questione con l’università. L’osteoporosi inizia dall’infanzia perchè se da piccolo quando cresci ti muovi poco, poi indipendentemente da quello che farai da grande, sarai più soggetto ad averla. Quindi la questione è molto complessa e ci sono veramente tanti fattori.

      In ogni caso nei paesi poveri non si ammalano di osteoporosi, diabete, ecc, perchè si muovono molto di più e muoiono prima. Guardare a cosa mangiano può essere fuorviante.

      Leggi il nostro articolo sulla vitamina D3 http://www.projectinvictus.it/la-vitamina-d-in-breve-quello-che-dobbiamo-sapere/ è uno dei tanti fattori su cui possiamo incidere 😉

    • “Mi aveva convinto molto la storia dell’acidosi, quando parlano della chemioterapia, la quale provoca forte acidosi (e abbassamento di difese immunitarie) , perdita di capelli e indebolimento delle ossa….tutto ciò per “compensare” l’acidosi generata dalla terapia”
      No, non ha molto senso in questi termini. Teniamo presente innanzitutto che “chemioterapia” vuol dire tutto e non vuol dire niente. Innanzitutto i malati oncologici sono di per sé pazienti cronici con una patologia che di per sé determina una riduzione della massa ossea. In secondo luogo molti farmaci utilizzati (dai glucocorticoidi agli antiormonali) hanno un effetto decisamente negativo sul metabolismo dell’osso.
      La terapia di per sé non causa acidosi, la comparsa di acidosi metabolica o respiratoria rappresenta complicanza della malattia in pazienti che per loro natura sono molto complessi.

  2. Ciao, interessantissimo. Mi aveva convinto molto la storia dell’acidosi, quando parlano della chemioterapia, la quale provoca forte acidosi (e abbassamento di difese immunitarie) , perdita di capelli e indebolimento delle ossa….tutto ciò per “compensare” l’acidosi generata dalla terapia. Ha senso tutto ciò? Da quanto affermi, no.
    Gli studi scientifici sono la nostra speranza per non cadere in teorie strane, ma possiamo fidarci l 100% ? Siamo certi che se trovano nel latte/carne ecc. un male per l’umanità, li permetteranno di pubblicarlo? Ultima domanda: pubblicherete (o avete nel libro) le differenze tra carne di allevamento intensivo vs carne “grass fed”(rapporto omega 3 e 6 e roba varia), e lo stesso discorso per il latte?
    Aspettando il libro….grazie ragazzi, continuate così!!!

    • si è lo stesso discorso per il latte. Non so se si scoprisse definitivamente che la carne fa male se lo pubblicherebbero, ma troverebbero molti altri business per sostituirla.
      Il punto fondamentale è questo, si vuole incolpare qualcosa , perchè ad oggi non abbiamo soluzioni. Per il diabete ci hanno messo 100 anni per trovare una cura. Le soluzioni alle malattie sono lente ed impiegano decenni. Noi vogliamo trovare oggi, ora una soluzione.

      Purtroppo non c’è, hai un tumore? mangiare frutta e verdura ti farà bene ma non ti curerà purtroppo neanche seguendo la dieta alcalina.

      Tutti gli istituti di ricerca si sono espressi in merito per fare chiarezza sulla questione. soprattutto dopo il servizio delle iene sulla dieta alcalina ed i tumori 😉

  3. Sono molto contento di aver ricominciato a consumare il caro e vecchio buon latte, dopo anni di disinformazione (mia), una bel frullato ogni mattina, con frutta di stagione, frutta secca e un po di zucchero perché sono goloso :-)
    Vi odio (ma vi amo :-) ) perché state smantellando sistematicamente molte delle mie convinzioni.
    Credevo di stare scegliendo, invece stavo solo illudendomi di farlo, perché ignoravo la verità.
    Grazie

  4. Non è che il latte abbia poi tante proteine sono 3.6 % penso ci siano verdure che gli danno decisamente la via.

    Sono abbastanza sicuro che se uno giocasse un pò con le tipiche fonti di calcio vegane scoprirebbe che il latte ha un basso rapporto proteine/calcio.

  5. Tanto avevo apprezzato l’articolo su dieta vegan e sport, quanto questo mi ha lasciato perplesso, non tanto per la tesi esposta, ma perchè a parer mio siete andati contro alla stessa metodologia da te annunciata. A partire dal citare Watson: sei andato a leggere le sue dichiarazioni? o hai letto uno dei mille articoli che lo accusa di razzismo senza entrare in merito del contesto di un’uscita dì poco felice? che non ne fa un criminale o una persona spregevole come invece riportato dalla maggioranza della critica…Lo stesso vale per Berrino, che ha “demonizzato” il latte per tantissimi motivi, non solo legati al rischio di osteoporosi e all’acidificazione, e così vale per il China Study, che tra l’altro raccoglie una mole statistica di dati veramente impressionante. Avrei voluto vederli per lo meno citati per sommi capi in questo articolo. Detto questo vi stimo per l’immenso lavoro che fate. Ciao

  6. Ciao, volevo complimentarmi con voi… Professionalità e rigore scientifico al 100%.
    Concordo con voi nel dire che l’osteoporosi sia una malattia multifattoriale e che l’alimentazione giochi un ruolo importante come lo è quello di un tassello del puzzle.

  7. Credo che i fatti valgono più delle parole. Guadate questo: https://www.youtube.com/watch?v=JSY3KT7PoO0. Se andate nel suo sito si possono vedere i referti medici e documenti dove dichiara che rifiuta la chemio: http://www.carcinomaepatico.it/quadro-clinico.asp. Non ho capito l’argomento su Berrino, nel suo studio che ho letto in versione integrale dice le stesse cose dei suoi video. Questo è un estratto:
    2.3. Red and processed meats and cancer
    Numerous studies have shown an association between high intake of processed meat (such as ham, bacon, sausages, and hot dogs), red meat (mainly beef, pork or lamb) and colorectal cancer [[4], [95]] (Table 2). Overall, the increased risk associated with processed meat intake was higher than that with unprocessed red meat. Processed meat cured with nitrite contains high concentrations of preformed nitroso compounds and nitrosylated haem iron, and these are potential carcinogens. There is experimental evidence that meats cured with nitrite may increase oxidative DNA damage [93]. Studies on carcinogens formed during the cooking of meat have not been conclusive, perhaps because of interactions with genetic polymorphisms, such as the acetylator phenotypes, and because of the difficulties in assessing dietary carcinogen intake.
    Red and processed meat intake has also been found to be related to the risk of stomach [96] and pancreatic cancers [97], and with higher overall cancer mortality [[98], [99]]. In addition to the carcinogenicity of nitroso compounds, the relationship between processed meat and stomach cancer could be due to the high salt content of processed meats.
    Credo che siete molto bravi nei vostri argomenti, su allenamento e dieta, ma lasciate stare queste cose ce ne sono già abbastanza e molto forvianti, visto che gli studi si basano solo su risposte a delle diete fatte male e lascia da parte la fisiologia ancora troppo frammentaria e discordante. Chi vuol diventare vegano si guardi bene dalle quantità di pasti e qualità. 100 gr di pollo non equivale a 100 gr di fagioli. Ma anche a parità di nutrienti 100 gr di pollo non equivale a 100 gr di verdure soprattutto se cotte. Come è stato detto dal projecinvictus un gorilla mangia tutto il giorno. Se si sposa una dieta vegana le quantità e la preparazione dei cibi fanno la differenza.

    • quelle sono come le linee guida sulla carne rossa e infatti su quella posizione ci adeguiamo , sul latte e l’acidità non vedo niente.
      Noi abbiamo mostrate le linee guida che sono la somma delle meta-analisi e review. Quindi chi non è d’accordo non lo deve dire a noi ma alla comunità scientifica. Chi vuole fare lo scientifico deve perseguire su questa strada. Altri fa il falso scientifico.

      Se domani le linee guida cambiano noi ci adeguiamo, non è che questa è la nostra opinione ci teniamo a sottolinearlo 😀

  8. Ciao Eros, nonn ho capito il tuo discorso.
    1) La parola “milk” non è nemmeno menzionata sulle raccomandazioni
    2) l’articolo che ho scritto concerne la “dieta alcalinizzante” e le proteine, quale che sia la loro origine, non il consumo di carne rossa o processata.

  9. non so perchè avete scritto Se volete una completa disinformazione sulla dieta alcalina e l’osteoporosi non c’è nulla di meglio e avete messo il video del dott. mozzi? dice molte cose più interessanti di berrino es. la combinazione dei cibi.!

  10. Ciao a tutti, come da mio “nick” vi riporto quanto segue.
    In seguito al film-documentario Super Size Me sono diventato un salutista ed estremamente attento alle mie analisi facendo non pochi sacrifici. Da lavoratore (in fabbrica) quando posso mi alleno e cerco di mangiare bene. Nonostante tutto all’alba dei miei 35 anni cominciano i primi problemi di genetica. Nel documentario in questione appariva un personaggio, appunto, Don Gorske, che vanta il record di essersi mangiato ben 25000 Mac Burger… e ai suoi 57 anni attuali è in forma, è magro e il suo colesterolo è di 156…. quello che mi chiedo è… questo è uno che non si fa una pippa (mentale) ed ha una salute “de fero”, io che sto attentissimo a tutto, prodotti biologici, a volte da produttore ecc… ho cmq glicemia alta ecc… Me fa un pò incazzè!

    • si infatti è genetica, il tuo profilo probabilmente ti aiuterebbe a sopravvivere di più in mezzo alla foresta, nella vita occidentale l’ambiente invece rema contro e ci puoi fare poco, lo so perchè in famiglia sono tutti diabetici a prescindere da quello che mangiamo o facciamo io all’età di 14 anni avevo già l’emoglobina glicata prediabetica anche se non mangiavo dolci :(

  11. Attenzione però , negli studi riportati si parla che con l’aumento proteico (e non l’azione acidificante come dice nel video) facilita l’assunzione di calcio associato a vitamina d. Quindi avremmo avuto gli stessi risultati da proteine vegetali con la differenza che l’omeostasi acido-base è meno marcata. Ovviamente non mi riferisco all’acidità intestinale che in questo caso favorisce l’assorbimento del calcio. Quindi non ha senso, per me, associare gli studi alla dieta alcalinizzante sono due cose completamente differenti. Infatti Berrino specifica che il sangue non può essere acidificato se mai in piccolissime variazione. Le proteine che fanno male, credo che parli delle abitudini alimentari degli italiani che arrivano a consumare il 250 % del fabbisogno, è logico che se un atleta che di proteine ne consuma il doppio del sedentario arrivasse a questa percentuale faranno anche a loro male. Lo stesso discorso vele per gli zuccheri e i grassi. Ricordiamoci che berrino si rivolge a un pubblico diverso dal vostro. Va ovviamente contestualizzato. Al min 38.55 ne parla chiaramente. https://www.youtube.com/watch?v=ecG4bwa5SBc.

    • guarda facciamo anche un video sull’assunzione proteica, se vai a leggere le linee guida in anticipo di fai un’idea di quello che diremo :)
      Credo che Berrino sia fuori anche in questo caso. 😀

    • Ciao, ti ringrazio per l’intevento
      1) è un bel documento quello che hai postato, ovviamente non ho potuto includerlo visto che è stato pubblicato il 29-09-15 mentre l’articolo è stato pubblicato su Project solo il 24-09.
      2) non vedo proprio cosa c’entri questo paper con Berrino. Il latte causa il cancro? Il latte causa osteoporosi? Il latte cura osteoporosi? No, come ho INFATTI scritto nell’articolo. I
      Questa RS parla di dieta alcalina? No
      Berrino si occupa di osteoporosi? No, quindi se parla di OP la sua non è nemmeno considerabile come “opinione dell’esperto”.
      La review sistematica evidenzia che l’utilizzo di supplementi di calcio è relativamente poco utile nella riduzione complessiva del rischio di frattura ed infatti nella pratica clinica si da priorità ad un compenso ottimale di vitamina D e si lasciano i supplementi solo in casi selezionati (come ho accennato, ma solo brevemente perchè non era lo scopo dell’articolo). Lo stesso discorso vale per eventuali manipolazioni della dieta.
      Ciao

  12. Ciao, articolo molto interessante. Mi chiedevo però se gli stessi principi si possono adoperare per quel che riguarda l’assunzione di creatina. Per questo tipo di integrazione infatti si trovano pareri del tutto discordanti, infatti ci sono quelli che non integrano la creatina in concomitanza con l’assunzione del caffè, o addirittura tentano di alcalinizzarla con il brioschi..
    Ma il ph del nostro stomaco non è già acido di per se..? cosa può fare un caffè..?
    In alcuni alimenti che assumiamo, come la carne rossa vi è presenza di creatina; il nostro corpo riesce ad isolarla e ad utilizzarla anche senza il nostro aiuto, nessuno si è mai messo in testa di non prendere il caffè dopo aver mangiato della carne rossa.. ..
    lo stesso discorso vale per la vitamina c, o acido ascorbico .. influisce sulla creatina..? il caffè influisce sull’acido ascorbico ..?

    • ciao sul discorso delle creatina è interessante ma sinceramente so poco per le review a riguardo non sono riuscite a decretare nessun parere, insomma non si capisce se realmente ostacola oppure no, quindi comunque avrà un effetto moderato. Quello che comunque aiuta è veicolarlo con l’insulina quindi in concomitanza coi carbo 😀

  13. Salve
    Vorrei un chiarimento
    Il fatto che il trovo contro natura nutrirmi di latte e derivati visto che siamo l’unica specie sul pianeta a farlo dopo lo svezzamento è sbagliato?
    E per il glutine ho letto che in teoria siamo tutti intolleranti a diversi livelli , è giusto cibarsi ancora di pane e pasta ?
    Il fatto che ci siamo sempre piu prodotti in commercio senza lattosio e senza glutine è irrilevante?
    Grazie

    • no è rilevante per le aziende che lo vendono :)

      Guarda sono problemi che esistono su internet e che seguono un loro filone virtuale. Come per tutte le cose basta non abbassare ma se si pensa d’avere una miglior salute perchè si tolgono questi alimenti è del tutto irrilevante.

      Insomma il latte di mucche che non hanno mai visto l’erba non è sicuramente salutare, il glutine di farine lavorate idem.

      Pensare però d’incolpare in generale questi due alimenti è voler trovare un colpevole per fattori che sono sempre multiffattoriali e riguardano centinaia d’elementi 😉

  14. L’ articolo si presenta bene, scientificamente corretto, complimenti. Tuttavia mi piacerebbe far notare, se mi è consentito, come la divulgazione scientifica e l’informazione non stia ottenendo gli effetti desiderati. Ho scritto un recente post su questa mia visione, nulla di scientifico in questo particolare caso, per ora solo un punto di vista che esula dal dare risposte:

    http://www.mirkotoller-medicinaenutrizione.it/2015/10/dieta-alcalina-una-bufala-meta-la.html

    • sono in un periodo molto full ed ho letto solo la prima parte, il problema della dieta alcalina non è che la comunità scientifica è divisa in due , da una parte ci sono meta-analisi , review, linee guida, dall’altra denunce e condanne.
      Difficile dire che sia una diatriba scientificamente aperta 😀

      • Se non lo è scientificamente, per quanto riguarda la divulgazione e l’informazione assolutamente si.
        Si può notare come siti di spicco con page rank elevato, esponenti scientifici come medici e nutrizionisti, continuino indisturbati a promuovere e difendere gli assunti di questa dieta.

        Tra il resto in una mia ricerca ho potuto notare un particolare curioso, che si ripete con costanza (non sono chimico, riporto solo le informazioni che mi sono state date):

        molti sostenitori dell’alcalinizzazione (non dieta alcalina ma principio curativo di alcalinizzazione) come medici, biologici e nutrizionisti, sono assolutamente a conoscenza del fatto che il pH del sangue ed in generale del corpo non possa variare (se non nei limiti stabiliti).
        Il principio (parole loro) su cui si basa tale “alcalinizzante” assunto è stato frainteso e/o volutamente non compreso a livello scientifico, Non si tratta di modificare il pH del corpo (che è stabile), ma bensi di aiutare il corpo o meglio l’organismo, (soprattuto i reni) a mantenere questo pH nella norma.

        (Loro) Sostengono che lo sforzo che il nostro organismo dovrebbe fare per mantenere il pH nei limiti sarebbe alla lunga stancante e quindi dannoso. Su questa base (vera o no) assumere alimenti alcalinizzanti aiuterebbe il nostro organismo a mantenersi in salute con minor sforzo. Un po’ come quando si fuma sigarette, una, dieci, cento fanno poca differenza, ma 2 pacchetti tutti i giorni nel lungo periodo potrebbero creare qualche problemino.

        A sostengo di questa tesi, di cui m’informano che gli studi stanno arrivando a poco a poco, ci sarebbe l’analisi del PRAL che dimostrerebbe come i reni siano costretti a fare più lavoro del previsto in condizioni limite.

        Tra il resto il principio su cui si è sbufalata la dieta alcalina è stato messo in forte discussione (ripeto da loro); in quanto non è il pH dell’alimento ad acidificare o alcalinizzare ma pensi il valore PRAL che è tutta altra cosa. Inoltre i succhi gastrici (che Medbunker utilizza per spiegare come un presunto alimento alcalinizzante a contatto con lo stomaco diventi immediatamente acido) non centrano assolutamente niente con questa analisi.

        Infine possiamo notare come su un importante sito d’informazione su salute e benessere (si definisce il primo in Italia) sia spiegata in parole povere e per i meno esperti questo principio:

        http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/PRAL-alimenti-alcalinizzanti.html

        http://www.my-personaltrainer.it/dieta/dieta-alcalina1.html

        Se questo fosse vero (e non vedo il motivo percui dovrebbe essere falsoa), al di là della dieta alcalina, esisterebbero effettivamente cibi acidificanti e cibi alcalinizzanti e (almeno in linea teorica) il principio su cui i debunker fanno leva per sbugiardare la dieta alcalina sarebbe errato.

        Da ciò si evince che bufala si o bufala no, la diatriba (almeno sul piano divulgativo e d’informazione dei media) è ancora apertissima. Purtroppo.

        • ma il punto è che la medicina non va avanti a supposizioni ma prove. Ci saranno sempre medici che promuovono l’omeopatia, l’acqua santa e gli extraterrestri, per questo il medico non è la medicina.
          Poi ogni questione ovviamente può essere riaperta e cambiata alla luce di nuove prove. Al momento siamo passato dall’essere acidificati al far lavorare di più il rene, anche se, pure qui, sembrerebbe che il rene si affatichi come il cuore a battere o i polmoni a respirare. In ogni caso siamo sempre aperti a nuovi sviluppi 😀

          • Difatti le prove e gli studi in questa direzione ci sono, e come!
            Non trattasi di omeopatia (mai dimostrata), di acqua santa (dimostrata da qualcuno che non è ritenuto scientificamente attendibile), di extraterrestri (che se ne staranno a casa loro a giocare a bridge -LOL-).
            Qui le prove iniziano a esserci, ed ogni giorno più consistenti. La difficoltà è metterle assieme tutte!
            Il punto semmai, è capire il perché alcuni divulgatori siano letteralmente ciechi anche di fronte a dati oggettivi e scientificamente validi, continuando a difendere la loro posizione in nome di una conoscenza che alla luce di nuovi studi potrebbe essere fallacie.

            La dottoressa che di seguito propongo, non mi sembra pecchi in conoscenze scientifiche e tanto meno in fisiologia umana (a mio avviso in quanto a conoscenze sulla nutrizione umana, avrebbe in tasca qualcosa in più di… per esempio un ginecologo):

            dott.ssa LOREDANA VESCI
            “Nutrizionista Clinico con Dottorato di Ricerca in Scienze Biochimiche e della Nutrizione, Master in Dietologia e Nutrizione Clinica e Master in Nutrizione Clinica di II livello; coordinatore di attività di ricerca nel settore oncologico ed autore di 60 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali.”

            Questa Signora, ha recentemente spiegato, dati alla mano, quello che io ho cercato di dire in parole povere e sicuramente in modo meno scientifico:

            La dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), messa a punto negli USA dal “National Institute of Health” e la più nota dieta mediterranea, producono un effetto alcalinizzante, grazie al loro elevato contenuto di frutta e verdura. E’ quanto affermano i ricercatori del Dipartimento di Medicina dell’Università di San Francisco insieme alla John Hopkins University di Baltimora nel mese di gennaio 2016, sulla rivista “Blood Purification”.

            Alcuni estratti:

            L’azione della dieta sul metabolismo acido-base viene misurata come NEAP (Net Endogenous Acid Production – produzione netta di acido endogeno), a seconda degli alimenti acidi o alcalinizzanti che contiene. Entrambe le diete inducono una bassa NEAP, che comporta un miglioramento dei parametri metabolici, della funzione renale e della qualità della vita nei soggetti con nefropatia ipertensiva.

            Quantificazione della dieta alcalina

            Gli alimenti ingeriti vengono classificati come acidificanti o alcalinizzanti in base al PRAL che producono (Potential Renal Acid Load – carico acido renale potenziale). Il risultato finale della dieta è la produzione netta di acido endogeno (NEAP). Gli alimenti a PRAL positivo, come le proteine animali, producono acido solforico, aumentando il carico acido netto; al contrario frutta e verdura generano bicarbonato, diminuendo il carico acido: sono dunque alcalinizzanti.

            Successivamente alle già dimostrate proprietà alcaline della dieta vegetariana e vegana, anche le diete DASH e mediterranea sono caratterizzate da un basso carico acido netto e riducono la presenza di marcatori del danno renale come l’albumina urinaria negli individui con malattie renali croniche ipertensive. Si sta, perciò, affermando la tendenza a sensibilizzare i clinici nell’applicare questi due metodi dietetici, per controllare queste malattie in modo più efficace.

            Tempo al tempo, restare aperti a nuovi sviluppi lo reputo scientificamente necessario, bene :-) !
            Buna giornata, ringrazio per l’attenzione.

          • grazie a te, guarda sulla funzionalità renale, diete “alcaline” sono riconosciute valide in chi ha problemi di calcoli renali.
            Per il resto lasciamo alla scienza fare il suo corso, ma per ora non sono questi titoli a sbilanciare l’ago della bilancia, anche perché i reumatologi non vedono veramente nessuna differenza a livello d’osteoporosi con diete alcaline o acide, anzi quest’ulite sembrano migliori sul metabolismo dell’osso , questo per via del miglior assorbimento di calcio intestinale

  15. Ciao io sono vegetariano e mangio formaggi tutti i giorni rispettando i macronutrienti giornalieri di cui ho bisogno.
    Va bene o è necessario diminuirli?
    Grazie

  16. Devo ammettere che la bibliografia l’ho letta un po’ alla veloce ma non mi serve tutta siccome voglio considero per vero ciò che hai detto. Premetto anche che non ho un’ottima conoscenza dell’inglese (a volte faccio confusione) nè dell’uso di siti scientifici quindi potrei aver fatto confusione. Non sostengo la dieta alcalina ma ho sempre pensato che, per le ossa, potesse essere buona. Le mie osservazioni probabilmente non saranno neutrali ma saranno influenzate, tuttavia ho alcuni dubbi.

    Sono rimasto stupito da questo link:
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11522558
    Cioè, scusa, qui dice che le sostanze acide non influiscono sul metabolismo del calcio. E’ praticamente la stessa identica cosa che affermano i sostenitori della dieta alcalina. Vi è infatti una differenza tra cibi acidi e cibi acidificanti. Il limone, per esempio, cibo acidissimo in forma standard, è un superalcalinizzante quando entra nel sangue (secondo i sostenitori). Al contrario il latte, cibo molto basico in forma naturale, diventa neutro.
    Come dici tu l’acidità del latte è paragonabile a quella dell’acqua. Infatti sia acqua sia latte sono alimenti neutri. Il fatto che però siano alimenti neutri si traduce nel non dare beneficio alle ossa. In pratica considerare che il suo effetto alcalinizzante/acidificante è uguale a quello dell’acqua è come dire che acqua e latte abbiano lo stesso effetto sulle ossa.

    Il consumo di latte è si associato a minori fratture. Le persone che consumano più latte hanno STATISTICAMENTE ossa più forti ma al tempo stesso le persone che consumano molto latte tendenzialmente hanno una dieta più sana e lontana dal junk-food.
    In linea potenziale dire che il latte fa bene alle ossa potrebbe essere come dire che “Chi salta la colazione ingrassa” o che “Chi si lava i denti 3 volte al giorno vive di più”.
    Lascio un articolo: http://m.ajcn.nutrition.org/content/72/3/681.full

    Per quanto riguarda invece le proteine sulle ossa sto facendo qualche ricerca su PubMed e ajcn nutrition e risulta alquanto confuso il rapporto.
    Risulta però che non conti solo la proteine ma anche la sua fonte: http://ajcn.nutrition.org/content/73/1/118.short

    • guarda il dottore dell’articolo lavora al centro di verona sullo studio del metabolismo dell’osso. Credo che chi lo studia e può verificare attraverso un semplice esame DEXA cosa succede vada preso più in considerazione.
      Guardo la mia densità ossea, mangio per sei mesi cibi prevalentemente con un PRAL acido, dopo 6 mesi la rifaccio, che è cambiato, niente :(

      Insomma il problema di fondo è che chi parla di queste cose su internet non lavora con l’osteoporosi, magari nella vita fa altro, magari nella vita fa il medico ma con un’altra specializzazione. Perché poi alla fine chi passa a studiare il metabolismo dell’osso per tutta la vita, non ha interessi commerciali nel perdere tempo a divulgare le linee guida (che sono le conclusioni delle meta-analisi e review sistemiche).
      Almeno io la penso così altrimenti diventa difficile trovare punti di riferimento 😀

      • Cosa c’entra con il discorso scusa?

        Comunque sia il commento é stato mandato per sbaglio. Era ancora incompleto. Stasera lo metto a posto.

  17. Non sostengo la dieta alcalina ma ho sempre pensato che, per le ossa, potesse essere buona. Le mie osservazioni probabilmente non saranno neutrali ma saranno influenzate e per questo ho alcuni dubbi.

    Sono rimasto stupito da questo link:
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11522558
    Cioè, scusa, qui dice che le sostanze acide non influiscono sul metabolismo del calcio. E’ praticamente la stessa identica cosa che affermano i sostenitori della dieta alcalina. Vi è infatti una differenza tra cibi acidi e cibi acidificanti a livello ematico. Il limone, per esempio, cibo acidissimo in forma normale, è un superalcalinizzante quando entra nel sangue dopo essere digerito. Al contrario il latte, cibo molto basico in forma naturale, diventa neutro. Per questo motivo dimostrare l’acidità di un cibo partendo dall’acido fitico, sostanza contenuta naturalmente nel limone, non ha alcun senso.
    Come dici tu l’acidità del latte è paragonabile a quella dell’acqua. Infatti sia acqua sia latte sono alimenti neutri. Il fatto che però siano alimenti neutri si traduce nel non dare beneficio alle ossa. In pratica considerare che il suo effetto alcalinizzante/acidificante è uguale a quello dell’acqua è come dire che acqua e latte abbiano lo stesso effetto sulle ossa, cioè nessuno.

    Questa è la posizione dei sostenitori di una dieta alcalinizzante e quella che fino a 3 giorni fa era la mia. D’altronde io non ho mai creduto che la dieta alcalinizzante potesse prevenire il cancro perchè ben sapevo che il sangue non può spostarsi dai valori 7,35-7,45 e questo l’ho sempre saputo/pensato.

    Il consumo di latte è si associato a minori fratture. Le persone che consumano più latte hanno STATISTICAMENTE ossa più forti ma al tempo stesso le persone che consumano molto latte tendenzialmente hanno una dieta più sana e lontana dal junk-food.
    In linea potenziale dire che il latte fa bene alle ossa potrebbe essere come dire che “Chi salta la colazione ingrassa” o che “Chi si lava i denti 3 volte al giorno vive di più”.
    Lascio gli articoli:
    http://m.ajcn.nutrition.org/content/72/3/681.full
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/15741380/?i=4&from=%2F10759135%2Frelated

    Per quanto riguarda invece le proteine sulle ossa sto facendo qualche ricerca su PubMed e ajcn nutrition e risulta alquanto confuso il rapporto. Questi gli articoli interessanti trovati: http://ajcn.nutrition.org/content/73/1/118.short
    http://ajcn.nutrition.org/content/87/5/1567S.full#ref-2
    C’erano poi molti altri articoli che ho trovato che parlavano comunque dell’importanza delle proteine nella dieta. Pur non avendo fonti certe su nulla mi pare di capire che le proteine abbiano comunque facciano bene alla salute delle ossa e non siano da sottovalutare. Ho trovato poi un articolo che affermava che i latticini aumentano STATISTICAMENTE la resistenza ossea (quindi confutato in parte) e altri che parlavano dell’importanza del ruolo delle proteine nella salute dell’osso.

    Ora ci sono 4 dubbi:

    1. Ho fatto la massima attenzione ad analizzare bene i dati ma è la prima volta che faccio ricerche su siti istituzionali (è stato questo articolo ad incoraggiarmi a farlo) e quindi non vorrei aver utilizzato un cattivo metodo.
    2. Non vorrei aver frainteso parte delle informazioni
    3. Per quanto cerchi di essere trasparente e neutrale è fuori da ogni dubbio che la mia convinzione nella validità di una dieta alcalinizzante per la salute delle ossa al contrario di una dieta ricca di latticini influenzi il mio modo di pensare subconsciamente.
    4. Il mio metodo di analisi delle informazioni prima della conoscenza delle peer-rewiews è sempre stato il confrontare una tesi e la sua tesi opposta per poi trarre conclusioni. Per questo motivo se prima non ho analizzato le tesi contrarie non mi sento sicuro di considerare una tesi “vera”.

  18. Due premesse:
    a) Sono capitato per caso in questo spazio.
    b) Ho una grossa considerazione per il Dr. Berrino.
    A proposito di latte e osteoporosi vorrei raccontare di mio padre deceduto il due agosto scorso all’età di 98 anni e 4 mesi, a causa di una polmonite contratta in ospedale nel quale è stato ricoverato a seguito di una caduta.
    L’unico latte assunto da mio padre è stato quello materno nel 1917, in piena “Grande Guerra”
    Per contro, essendo contadino, amava bere il vino prodotto in casa. Ne beveva un fiasco (1.5 l circa) a pranzo ed uno a cena. Non si è mai ubriacato tranne quando è diventato padre, aumentando la dose di cui sopra.
    La sua dieta preferita era: pollo arrosto, coniglio e verdure in giusta quantità.
    Ha fatto la guerra e la prigionia nei campi tedeschi per un totale di sette anni.
    Si è ammalato di tubercolosi dalla quale è uscito guarito sul finire degli anni cinquanta, e non ha mai sofferto di artrosi, artrite e malattie simili.
    Prima di essere ricoverato non chiedeva aiuto ne per l’igiene personale, ne per vestirsi, ne per radersi (usava il classico sapone e rasoio bilama, e si disinfettava con lo spirito o alcool denaturato)
    Io, credendo di far bene, mi sono nutrito di latte, ho 62 anni e soffro di mal di schiena….

    • il punto di base è che lo stile di vita conta 100 e il latte 0. Non puoi equiparare due persone quando le i fattori in gioco sono infiniti e dire è il latte, la scienza non funziona così 😉

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