Miostatina: che cos’è e a cosa serve

Relazione tra la miostatina e l'ipertrofia muscolare
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La miostatina limita la crescita muscolare.

È la molecola che non ti fa avere risultati dopo estenuanti allenamenti in palestra? Ti impedisce di raggiungere l’ipertrofia muscolare?

È importante per il bodybuilding? Ci sono integratori per non farla funzionare?

Che cos’è la miostatina?

La miostatina è una proteina che trovi principalmente a livello del muscolo scheletrico e in minori quantità nel tessuto adiposo e muscolare cardiaco, sia nell’uomo che negli animali.

Come altre proteine prodotte dal muscolo scheletrico fa parte della grande famiglia delle miochine, anche se la miostatina tra tutte è l’unico inibitore della crescita muscolare per ora conosciuto.

È una molecola coinvolta nell’equilibrio dello sviluppo muscolare: regola sia la dimensione delle singole fibre muscolari sia la loro numerosità, anche se i meccanismi tramite i quali agisce non sono ancora del tutto identificati.

A cosa serve la miostatina? Che funzioni ha?

Come già accennato, questa molecola tiene sotto controllo la crescita muscolare, limitando il numero e la grandezza (in termini di volume) delle fibre muscolari: potenzialmente, altrimenti, il muscolo potrebbe crescere senza limiti.

Il nostro corpo è una macchina perfetta, ma basta un infinitesimale errore (a livello del DNA) per avere conseguente a livello macroscopico. Nel caso di non funzionamento della miostatina (es. struttura sbagliata, meccanismo alterato), l’alterazione che noi percepiamo ad occhio nudo è un aumento evidente della massa muscolare, che va oltre alla normalità.

Dall’altra parte, invece, se la proteina funziona troppo la situazione si capovolge e ci sarà una riduzione della crescita muscolare che nel peggiore dei casi porta ad atrofia.

Miostatina e ipertrofia muscolare nel bodybuilding

Effetti della miostatina sul muscolo scheletrico

In generale, l’aumento della massa muscolare può essere determinato da:

  • Iperplasia: aumenta il numero delle cellule muscolari, in seguito ad un vero danno muscolare;
  • Ipertrofia: come avviene nel bodybuilding, il muscolo diventa più grande perché le cellule satelliti (staminali) del muscolo si fondono con le fibre muscolari già esistenti. Sostanzialmente c’è una fusione di più cellule che porta quindi alla formazione di un’unica cellula di volume maggiore.

La miostatina per il bodybuilder può sembrare il peggior nemico, riuscire a bloccarla renderebbe più facile le cose, ma si può fare? Nei prossimi capitoli le considerazioni per rispondere!

Miostatina, doping e massa muscolare: che relazione c’è?

Vuoi pesare di più, vuoi più muscoli, ti alleni ma non hai risultati. Adesso che conosci la miostatina sembra proprio di avere la soluzione facile in tasca: basta non farla funzionare!

In realtà, non è così semplice: le sostanze che modificano il funzionamento della miostatina (quindi sostanzialmente i suoi inibitori) sono considerate dopanti e quindi proibite allo sportivo durante la sua competizione, in quanto la loro assunzione non avrebbe fondamenta terapeutiche.

Questo perché chiaramente l’utilizzo di queste sostanze modifica il metabolismo e agevola il miglioramento della prestazione per un atleta e della forma fisica per un bodybuilder.

Come aumentare o abbassare la miostatina?

Modificare i livelli di miostatina è possibile, anche se sicuramente è più una pratica indispensabile per chi soffre di determinate patologie (es. distrofia muscolare) piuttosto che per il bodybuilder che cerca qualche kg o grammo di massa magra in più.

Nel primo caso si utilizzano specifici farmaci, nel secondo le stesse sostanze sono considerate doping. Quindi in quanto bodybuilder devi rinunciare ad abbassare i livelli di miostatina?

In realtà no, tramite determinati alimenti (analizzati tra poco) puoi influenzare il suo livello.

Quali sono gli inibitori della miostatina?

L’azione della miostatina è contrastata dalla follistatina: questa impedisce alla miostatina di funzionare e, di conseguenza, promuove la crescita muscolare.

Quindi, da una parte abbiamo la miostatina che blocca lo sviluppo, dall’altra a contrastare la follistatina che lo promuove: questa interazione determina l’equilibrio del muscolo.

Più follistatina è presente, più sarà favorita la crescita del muscolo, sostanzialmente in termini di ipertrofia.

Miostatina e integratori

La presenza di miostatina nel muscolo può essere influenzata dall’alimentazione tramite l’assunzione di particolari sostanze nutritive, che indirettamente modificano la sua concentrazione. Chiaramente considerando un lasso di tempo considerevole, non qualche giorno.

È il caso dell’epicatechina, della creatina, della vitamina D: le ultime due le hai già sicuramente sentite nominare, la prima probabilmente no.

Vediamo di conoscerle meglio e in particolare che relazione hanno con la miostatina.

Epicatechina

Questa molecola la trovi ad esempio nel tè verde e nel cacao (di più nel cioccolato fondente rispetto al cioccolato al latte).

L’epicatechina migliora le funzioni del muscolo scheletrico: è in grado di attenuare la perdita di tessuto magro perché limita la degradazione proteica. Infatti, in parallelo, stimola la produzione di fattori anabolici.

Creatina

La supplementazione di creatina (sostanza che è già presente naturalmente nei muscoli) ha effetti favorevoli sulla crescita della massa muscolare, in quanto stimola processi anabolici. La creatina, infatti, agisce direttamente:

  • alterando la secrezione della miostatina e di altre miochine, come il fattore di crescita insulino-simile 1;
  • aumentando la proliferazione delle cellule satelliti (progenitrici di nuove cellule muscolari).

Non sono ancora ben chiari i meccanismi, ma la creatina nei confronti della miostatina ha funzione di inibizione.

Vitamina D

La maggior parte della popolazione è carente di vitamina D, alcune strategie per aumentare i livelli sono:

  • esposizione al sole 15 minuti ogni giorno, anche solo di viso e mani;
  • bere latte;
  • consumare cereali fortificati;
  • scegliere il salmone fresco al posto del tonno.

La somministrazione di vitamina D incrementa la performance muscolare e l’ipertrofia. Ma attenzione che un suo eccesso risulta dannoso all’organismo, ci vuole equilibrio.

Miostatina e alimenti

Tè verde, miostatina e sviluppo muscolare per il bodybuilding

Come hai appena visto, alcuni alimenti contengono elementi che possono interagire con la miostatina.

Ovviamente, come sempre, si tratta di sostanze che hanno solo un’influenza, che possono quindi aiutare in un contesto di allenamento e alimentazione corretto.

Se invece non ti alleni e la miostatina (ora che la conosci) è appena diventata la causa (o la scusa) dei tuoi mali, non sperare di diventare muscoloso grazie al tè verde.

Miostatina e vitamina D

La vitamina D, così come la follistatina, contrasta la miostatina abbassandone i livelli. Azione che comporta un meno limitato sviluppo muscolare.

Ma attenzione: assumere più vitamina D del dovuto non corrisponde ad un’azione di inibizione più marcata della miostatina e quindi una crescita muscolare, anzi! Troppa vitamina D porta all’effetto opposto rispetto a quello desiderato: indebolimento muscolare e nessun miglioramento della performance.

Miostatina e tè verde

Nel tè verde trovi l’epicatechina (o il suo analogo 3-epigallocatechina gallato). Grazie a questa, il tè verde aiuta a preservare la massa muscolare scheletrica in una situazione di catabolismo e atrofia muscolare, come nel caso di disuso muscolare, sarcopenia, cachessia.

Ha quindi funzione inversa rispetto alla miostatina.

Miostatina e vitamina D: che relazione c’è?

Avrai già sicuramente sentito parlare della relazione tra vitamina D e il tessuto osseo (regolazione dell’omeostasi del calcio), ma probabilmente no del rapporto tra questa vitamina e il tessuto muscolare.

La vitamina D diminuisce la concentrazione di miostatina e aumenta quella della follistatina. O, più in generale, aumenta la presenza di tutti i fattori che promuovono lo sviluppo della cellula muscolare.

Risultato? Dalla combinazione sinergica di questi due eventi la crescita muscolare è meno limitata, anzi: è favorita la genesi di nuove cellule muscolari.

Che ruolo ha la miostatina nella sarcopenia?

A causa di determinate patologie (es. distrofia muscolare) e invecchiamento vai incontro alla sarcopenia, cioè alla perdita di tessuto muscolare e relative conseguenze.

Non è ancora ben chiara la relazione tra invecchiamento e attività della miostatina: un motivo potrebbe essere (attenzione al condizionale, non è certo) l’aumento della concentrazione della miostatina con l’avanzare dell’età.

Questo incremento sarebbe, inoltre, inversamente proporzionale alla massa muscolare: più muscoli hai da anziano, meno la miostatina aumenta e quindi avrai meno perdita muscolare. Un ragionamento che fila liscio ma che necessita di ulteriori studi per confermare o smentire questa ipotesi.

Il ruolo della miostatina è di rilevante interesse in questi casi per il trattamento di questa malattia e la rigenerazione muscolare: l’inattivazione della miostatina può essere una strada terapeutica da seguire per incrementare la costruzione di muscolo e di forza per chi è soggetto ad una condizione di perdita muscolare.

Come e quando è stata scoperta la miostatina?

È stata scoperta nel 1997 da un gruppo di scienziati che sono riusciti a produrre topi con una massa muscolare doppia rispetto al normale: i topi più muscolosi erano quelli in cui la miostatina era difettosa e quindi non più in grado di limitare la crescita muscolare.

Si era verificata una situazione sia di ipertrofia che di iperplasia miocitica, ma anche una contemporanea diminuzione del tessuto adiposo.

Ci sono poi stati successivi studi, sempre su animali, che hanno confermato la funzione della miostatina.

Conclusioni sulla miostatina

E’ un importante elemento di regolazione della crescita muscolare, l’unico per ora conosciuto in grado di inibire lo sviluppo del muscolo.

Per chi cerca un miglioramento dei risultati far funzionare di meno questa molecola è possibile tramite determinati nutrienti, che non sono da considerare “magici” o sostanze che portano ad ipertrofia. La base sulla quale questi alimenti possono contribuire ad aiutare resta comunque un buon allenamento.

 

Bibliografia

https://www.wada-ama.org/en/content/what-is-prohibited/prohibited-at-all-times

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Lucia Ienco

Lucia Ienco

Laureata in Biotecnologie presso l’Università di Trieste e studentessa magistrale in Scienze dell’Alimentazione presso l’Università di Firenze. Articolista inVictus ed esordiente di weightlifting a livello agonistico. Maggiori informazioni

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