La fosfocreatina

fosfocreatina

La fosfocreatina, chiamata anche creatinfosfato (PCr), è un composto altamente energetico che ha il compito di mantenere costante la concentrazione di ATP nei primi secondi di attività fisica intensa.

Che cos’è la fosfocreatina?

La fosfocreatina è una molecola altamente energetica che permette di svolgere i primi istanti di un esercizio fisico intenso. Questo composto si trova nel citosol e nel mitocondrio ed è formato da una molecola di creatina e un gruppo fosfato.

In tutte le cellule, in particolare in quelle muscolari, è presente l’ATP, l’unica sostanza dalla quale è possibile ricavare energia per la contrazione muscolare.

Purtroppo, l’ATP è presente in minima quantità nel muscolo scheletrico (80-100g in tutto il corpo) ed è quindi in grado di sostenere solo qualche secondo di contrazione: l’ATP è rapidamente esauribile.

Per continuare la contrazione, e quindi il movimento, il muscolo deve ripristinare l’ATP man mano che viene utilizzato e lo fa attraverso i sistemi energetici; il primo che interviene è quello anaerobico alattacido, rappresentato proprio dalla fosfocreatina.

Sistema creatina-fosfocreatina

L’enzima fondamentale del sistema anaerobico alattacido è la creatina chinasi che catalizza la stessa reazione ma in versi opposti a seconda dello stato energetico cellulare.

In condizioni di sforzo fisico intenso, viene consumato ATP formando ADP e Pi.

La creatina chinasi toglie il gruppo fosfato dalla fosfocreatina e lo dona all’ADP trasformandolo in ATP, la cui concentrazione viene mantenuta costante: l’attività fisica può procedere alla stessa intensità per altri secondi.

In condizioni di riposo invece, è presente una relativa abbondanza di ATP: la creatina chinasi catalizza la reazione inversa, ovvero prende un gruppo fosfato dall’ATP e lo dona alla creatina, trasformandola in fosfocreatina.

Pertanto, l’eccesso di ATP, che non può essere accumulato nella cellula oltre certe quantità, viene immagazzinato in questa molecola, che funge quindi da deposito di ATP.

Ruolo energetico della fosfocreatina: quando viene utilizzata?

Durante uno sforzo intenso, l’ATP già presente nelle fibre muscolari può fornire energia solo per i primissimi secondi di attività, dopodichè si esaurisce.

Per continuare lo sforzo interviene la fosfocreatina che mantiene costante la concentrazione di ATP per i primi 15 secondi circa di attività.

Questa azione della fosfocreatina viene anche chiamata tamponamento temporale, proprio perché questo composto si fa carico di fornire energia nel primo lasso di tempo, in attesa che si attivino gli altri sistemi energetici, più lenti ma più duraturi.

Il sistema della fosfocreatina svolge anche un’altra funzione, meno conosciuta ma altrettanto importante: il tamponamento spaziale, termine che riferisce al luogo in cui avviene, ovvero il mitocondrio.

Dopo uno sforzo fisico intenso, la maggior parte della fosfocreatina è diventata creatina, che si trova a livello citoplasmatico.

Durante il riposo, la creatina passa nel mitocondrio, dove incontra l’ATP formato dalla fosforilazione ossidativa (in condizioni di riposo o bassa intensità si attiva maggiormente il sistema aerobico).

La creatina quindi si prende il gruppo fosfato dall’ATP, diventa fosfocretina e torna nel citoplasma per svolgere il suo compito. Questo meccanismo è anche chiamato shuttle della creatina-fosfocretina.

 

Bibliografia

Fisiologia applicata allo sport. Aspetti energetici, nutrizionali e performance – MacArdle, Katch, Katch

Fisiologia umana. Un approccio integrato – Silverthon

I principi di biochimica di Lehninger – Nelson, Cox

 

Note sull’autore: Andrea Barone

Laureato magistrale in “Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione Umana” (prossimo all’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di biologo nutrizionista) e triennale in “Scienza della Nutrizione”. Attualmente è studente in Scienze Motorie.

Invictus Trainer che esercita da circa 4 anni l’attività di personal trainer, con l’obiettivo di migliorare la composizione corporea dei suoi clienti e correggere le loro abitudini alimentari. Aspira a crescere professionalmente nel settore sportivo agonistico in qualità di preparatore atletico e/o personal trainer curando parallelamente l’aspetto nutrizionale degli atleti.

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