Colesterolo: funzioni ed implicazioni

Colesterolo: funzioni ed implicazioni

Il colesterolo è stato isolato per la prima volta dai calcoli biliari nel 1789 durante la rivoluzione francese e da allora è stato ampiamente studiato. Il colesterolo è uno steroide indispensabile per l’organismo in quanto è componente essenziale delle membrane plasmatiche delle cellule, in virtù delle sue proprietà chimico-fisiche che gli permettono di modulare la fluidità della membrana. Inoltre è il precursore di diverse altre molecole ad alta attività biologica, ad esempio gli ormoni steroidei e la vitamina D.

Dunque, il colesterolo è sicuramente una sostanza che appartiene alla classe dei lipidi, ed è una sostanza che può essere sia sintetizzata endogenamente ex novo, sia ottenuta attraverso la dieta, consumando alimenti che naturalmente lo contengono.  Quasi tutti i tessuti hanno la capacità di  sintetizzare de novo  il colesterolo; tuttavia, il fegato produce la maggior parte del colesterolo totale in tutto il corpo.

La sintesi de novo di colesterolo è un processo strettamente regolato in cui diverse proteine ​​hanno un ruolo importante a seconda delle specifiche esigenze. Quindi, quando i livelli di colesterolo intracellulare superano il fabbisogno fisiologico, inibiscono le proteine ​​leganti gli elementi regolatori dello sterolo (SREBPs) nel reticolo endoplasmatico (ER).

Gli SREBP sono sensori dedicati per gli steroli nella cellula, e la loro attivazione promuove la trascrizione dell’HMG-CoA reduttasi (l’enzima limitante della sintesi del colesterolo) e attiva in concomitanza la via del mevalonato (MVA) per aumentare la sintesi del colesterolo intracellulare. Il colesterolo è sintetizzato in un processo a 19 fasi, poi diventa disponibile e può essere distribuito o immagazzinato come esteri di colesterolo (CE) in goccioline lipidiche dopo la sua esterificazione.

Funzioni del colesterolo

Come abbiamo precedentemente accennato, il colesterolo è un costituente insostituibile delle membrane cellulari in quanto conferisce a queste strutture delle caratteristiche di importanza vitale, regolando la permeabilità e la fluidità della membrana plasmatica delle cellule. L’altro principale motivo per cui il colesterolo è molto importante è che è il precursore di una moltitudine di sostanze e ormoni (di natura lipidica appunto).

Nel caso degli ormoni, il colesterolo è il precursore di cinque principali classi di ormoni steroidei: progestinici, glucocorticoidi, mineralcorticoidi, androgeni ed estrogeni. Inoltre, anche la vitamina D è una molecola che in realtà deriva dal colesterolo, e ha una notevole importanza nel metabolismo del calcio e del fosforo, e non solo. Infine, il colesterolo è un componente molto importante anche della bile, e ha un ruolo fondamentale nella digestione e nell’assorbimento dei grassi di origine alimentare.

Le complesse funzioni mediate dal colesterolo e il suo ruolo di precursore e il suo coinvolgimento ai percorsi metabolici richiedono una regolazione coordinata di un complesso sistema composto da input e output, per mantenere l’omeostasi del colesterolo. Ciò è di notevole importanza al fine di evitare un eccessivo accumulo dannoso e una deposizione anormale di colesterolo all’interno del corpo.

Il colesterolo fa male?

colesterolo ldl hdl

Chiaramente il colesterolo in sé non fa male, anzi, come abbiamo già più volte detto, questa sostanza è indispensabile per la vita e ha una moltitudine di importanti funzioni. Dobbiamo piuttosto chiederci, però, se un’alterazione del metabolismo lipidico e così anche del metabolismo del colesterolo, può non essere l’ideale e può causare dei danni. La risposta, in questo caso, è affermativa.

È opportuno comprendere bene che in ogni caso non è il colesterolo a far male ma piuttosto quella che chiamiamo placca aterosclerotica o aterosclerosi, che in effetti sembrerebbe essere associata a una serie di fattori. Tra questi fattori di rischio appare anche il colesterolo alto e in particolare il colesterolo LDL(C-LDL). Livelli maggiori di colesterolo HDL(C-HDL), invece, sembrerebbero essere fattori protettivi per le malattie cardiovascolari. Cerchiamo di capirci di più: innanzitutto cosa sono realmente il C-LDL o il C-HDL? E cosa si intende per aterosclerosi?

Bene, il punto fondamentale su cui ragionare è che il colesterolo nel sangue non si trova così com’è, ma viaggia legato a particolari proteine (perché in quanto molecola tendenzialmente idrofobica ha bisogno di essere “trasportata” in un ambiente come quello sanguigno, composto principalmente da acqua) che prendono il nome di lipoproteine. Quelle che più ci interessano in questa sede sono le lipoproteine a densità alta (HDL) e le lipoproteine a densità bassa (LDL).

Quando parliamo, volgarmente, di “colesterolo cattivo”, stiamo parlando delle LDL; quando parliamo di “colesterolo buono” ci riferiamo alle HDL. Dico “volgarmente” perché ovviamente non solo le LDL a essere cattive così come le HDL non sono buone, ma vengono considerate in questi termini per il fatto che le prime, quando trovate in concentrazioni elevate nelle analisi ematiche, rappresentano fattori di rischio cardiovascolare, mentre le seconde, quando sono più elevate, rappresentano un fattore protettivo. In realtà, infatti, anche le LDL hanno un ruolo nella normale fisiologia, e non sono dannose nel contesto di un profilo lipidico equilibrato (se volessimo andare ancora più a fondo – e non è il caso in questa sede – sono piuttosto le LDL ossidate, LDLox a essere realmente dannose).

Dunque, le LDL, avendo densità bassa, viaggiano sempre vicine alle pareti dei vasi sanguigni che stanno attraversando. Pertanto aumenta la probabilità che queste particelle vengano “inglobate” nelle pareti dei vasi sanguigni (endocitosi è il termine tecnico che risulta più corretto), permettendone il restringimento del lume del vaso. Le HDL, con densità più alta “spingono” gli eventuali depositi di LDL.

Ecco perché parliamo di HDL come “colesterolo buono” e per valutare la pericolosità del “colesterolo alto” facciamo riferimento al rapporto HDL/LDL tenendo presente che più è alto HDL meglio è, mentre più è basso HDL e più è alto LDL più la situazione è rischiosa.

L’ultima informazione che dobbiamo imparare è che le LDL trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti (quindi distribuiscono il colesterolo presente in sede epatica), mentre le HDL trasportano il colesterolo dai tessuti al fegato (quindi rimuovono il colesterolo presente nei tessuti).

Lipoproteine a densità alta (HDL)Lipoproteine a densità bassa (LDL)
Queste lipoproteine sbloccano gli eventuali depositi di colesterolo dalle pareti delle arterie ostacolando la formazione delle placche aterosclerotiche.Queste lipoproteine essendo a bassa densità tendono a depositarsi sulle pareti delle arterie favorendo la formazione delle placche aterosclerotiche

Dunque, semplificando, potremmo dire che il colesterolo non fa male, ma è il colesterolo alto, con un disequilibrio tra LDL/HDL ad aumentare il rischio cardiovascolare (in realtà questi marcatori hanno diversi limiti tanto da non essere sempre affidabili per poter parlare di rischio cardiovascolare).

Colesterolo e aterosclerosi

formazione aterosclerosi

L’aterosclerosi è una malattia causata da accumulo di lipidi, soprattutto colesterolo libero o in forma esterificata, a livello della parete interna dei vasi sanguigni. Precedentemente abbiamo appreso che la maggior parte del colesterolo che circola nel sangue per essere trasportato verso i diversi tessuti bersagli si trova inclusa in particelle lipoproteiche, le LDL.

Per raggiungere i tessuti queste particelle lipoproteiche devono attraversare le pareti dei vasi. Le placche ateromatose si formano a causa di un’alterazione del flusso di colesterolo attraverso l’intima (parete elastica interna del vaso sanguigno), provocata a sua volta da uno squilibrio tra afflusso e efflusso delle lipoproteine coinvolte nel trasporto.

I fattori che secondo gli studi più recenti sono responsabili dello squilibro nel flusso di lipoproteine sono fondamentalmente due:

  • la modificazione localizzata delle LDL, soprattutto a causa del danno ossidativo, che porta all’intrappolamento delle LDL stessa da parte dei macrofagi;
  • una rimozione del colesterolo insufficiente da parte delle HDL.

Le LDL ricche di colesterolo raggiungono le cellule extraepatiche attraverso l’endotelio capillare ed entrano nel flusso interstiziale, da dove poi si legano a specifici recettori. Normalmente i capillari linfatici drenano l’eccesso di LDL dal parenchima al sangue, attraverso la circolazione linfatica, quindi di solito le LDL nell’interstizio sono 1/10 di quelle del plasma. Nell’arteria, invece, la situazione è diversa a causa di un innalzamento eccessivo delle LDL nell’intima (strato più interno e sottile dei vasi sanguigni). Questo può succedere perché:

  • Gli scambi con la circolazione linfatica sono assenti.
  • L’interfaccia tra intima e spazio extracellulare è costituita da una barriera (lamina elastica interna) che è impermeabile alle LDL.
  • Sulla parete è presente una densa matrice extracellulare carica negativamente.

A causa di questi fattori le LDL in eccesso che non vengono rimosse e degradate dalle cellule nell’intima e quest’ultima  si lega alla proteina APO-B della particella. Le LDL modificate vengono fagocitate dai macrofagi, che a loro volta si trasformano in cellule ricche di esteri del colesterolo (foam cells= cellule schiumose). Alcune di queste cellule muoiono e gli esteri del colesterolo che esse contengono si fondono con gli accumuli già presenti sulla lamina elastica e contribuiscono all’ispessimento della placca.

Tabella valori colesterolo

ParametriValori desiderabiliRischio moderatoRischio elevato
Colesterolo<200200-239>240
LDL<130130-159>160
HDLUomini > 39
Donne > 45
Uomini 35 – 39
Donne 40 – 45
Uomini < 35
Donne < 40
Trigliceridi< 200200-400>400

Questi valori sono indicativi ed andrebbero confrontati con il medico di fiducia e con gli aggiornamenti della comunità scientifica.

Colesterolo nella dieta

valori colesterolo

Sicuramente la dieta rappresenta uno degli aspetti più importanti nel mantenimento di adeguati livelli di colesterolo e lipoproteine (HDL e LDL) o, al contrario, nelle modificazioni dannose del profilo lipidico. Tuttavia, contrariamente a quanto generalmente si pensa, l’assunzione diretta di colesterolo con la dieta non ha, nella maggior parte dei casi, un ruolo chiave in questo contesto.

Infatti, l’assunzione di colesterolo contenuto negli alimenti sembrerebbe essere poco impattante sui livelli di colesterolo ematico. Il motivo principale è che la maggior parte del colesterolo nel corpo è ottenuto dalla sintesi ex novo di colesterolo, che avviene principalmente in sede epatica. La sintesi endogena di colesterolo rappresenta infatti circa il 70-80% del colesterolo totale che troviamo poi in circolo. Va da sé che se vogliamo migliorare il nostro profilo lipidico, per quanto riguarda i livelli di colesterolo, dovremmo maggiormente fossilizzarci su interventi dietetici (e sullo stile di vita) che agiscano sui fattori implicati nella sintesi endogena di colesterolo.

Non a caso, dal 2016 le linee guida nutrizionali americane hanno escluso l’apporto di colesterolo esogeno (ad esempio con il consumo delle uova) come fattore influenzante i parametri ematici di colesterolo, nella maggior parte delle persone (ci sono individui, classificati come “iper-responder”, che effettivamente sono particolarmente sensibili all’assunzione di colesterolo dietetico, e in genere sono anche geneticamente predisposti a livelli più elevati di colesterolo totale e LDL – in questi casi è chiaro che prestare un po’ più attenzione anche al colesterolo direttamente presente negli alimenti può essere un comportamento raccomandabile ed efficace).

A livello generale una dieta per abbassare il colesterolo dovrebbe avere:

  • un quantitativo energetico moderato (dieta ipocalorica)
  • 5 porzioni di frutta e verdura al giorno
  • alimentazione principalmente basata su cereali integrali e legumi
  • preferire il pesce, la carne bianca a quella rossa
  • moderato consumo di alimenti industriali e lavorati
  • moderato consumo di formaggi, grassi saturi, grassi tropicali ed alimenti ricchi di omega 6
  • basso consumo di alimenti ipercalorici e di alcol
  • evitare carni lavorate

Articolo del Dott. Daniele Esposito, autore di Project Diet.

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Andrea Biasci

Andrea Biasci

Professore universitario a contratto all'università Statale di Milano. Fondatore del Project inVictus. Maggiori informazioni

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