Saltare la Colazione: facciamo chiarezza una volta per tutte.

Saltare la Colazione: facciamo chiarezza una volta per tutte.

Molto spesso si parla di colazione continentale, occidentale o americana. In questo articolo cercheremo di far comprendere una volta per tutte se e come saltare la colazione. Quando è importante farla e quando potrebbe essere utile saltarla. Partendo dai principi di biochimica e fisiologia cerchiamo di fare chiarezza sull’argomento colazione.

Il buon senso si basa sulle conoscenze attuali. Cambiate le conoscenze e cambierete il buon senso” PAOLO EVANGELISTA

Fare colazione è una cosa di buon senso, non si arriva alle 11 affamati e non si ci si precipita al bar a mangiare qualsiasi cosa si trovi, non si sviene, non si abbassa il metabolismo, non si soffre la fame. Insomma GIUSTAMENTE il vostro medico non vi dirà mai di saltare la colazione, perché per l’uomo della strada è cosa buona e giusta.

saltare la colazione

MA ATTENZIONE:  SALTARE LA COLAZIONE NON VUOL DIRE DIGIUNARE, almeno col significato che diamo noi a questo termine. Il mio libro dell’università il Tettamanti :Biochimica Medica (lettura caldamente consigliata)
individua diverse fasi nel digiuno.
(Notate come il grafico parli di GIORNI NON ORE)

La prima (mi riferisco al saltare la colazione) non comprende tutte le accezioni negative che gli affidiamo noi:

  • Non vi manda in ipoglicemia, solo persone con gravi problemi di salute rischiano un abbassamento eccessivo degli zuccheri (questo è uno dei motivi per cui generalmente non sapendo chi abbiamo di fronte non possiamo consigliarli di saltare la colazione). In soggetti sani saltarla migliora i parametri glicemici e migliora la sensibilità all’insulina.
    Gli zuccheri nel sangue calano leggermente portando le cellule muscolari ed adipocitarie ad aumentare i recettori cellulari all’insulina. IL VOSTRO CORPO IMPARA A NUTRIRSI ANCHE SENZA PICCHI GLICEMICI POSTPRANDIALI.
  • Non vi abbassa il metabolismo, quando gli zuccheri scendono leggermente la glicemia viene sostenuta dalle catecolamine e dal cortisolo (ormoni che aumentano il metabolismo e la lipolisi) e dal glucagone . Il GH (in seguito al picco notturno) rimane ELEVATO, questo avviene perché il corpo sta lentamente shiftando il proprio metabolismo dagli zuccheri ai grassi. Meno zuccheri sono disponibili più grassi utilizza per preservarli.
  • Non vi manda in chetosi, la chetosi è uno stato metabolico (spesso confusa con la chetoacidosi diabetica) che si instaura dopo giorni di digiuno NON ORE.
  • Non soffrite la fame, dopo la prima fase d’assestamento ed il ritrovato equilibrio metabolico/energetico, il quadro ormonale produce un effetto anoressizzante diminuendo il senso della fame.

Chiarire questi quattro punti era essenziale per poter proseguire nell’articolo. Nota che questi non sono pareri personali ma concetti biochimici e fisiologici assodati. Non troverete in altri libri di biochimica o fisiologia altri concetti. Qui non stiamo parlando di uno studio che mostra una cosa e uno studio successivo mostra l’esatto opposto. Stiamo esponendo la biochimica di base, universale per tutti gli esseri umani.

Come ci si sente quando si salta la colazione

stanchezza dopo la colazione

Torniamo ora a cosa succede all’uomo comune dopo che salta la colazione: si sente stanco, svuotato, affamato e gli gira la testa
Questo avviene perché in un’alimentazione normale e sana (60% delle calorie derivanti da carboidrati cioè zuccheri) noi diventiamo dipendenti da essi. Lo stato energetico del corpo è regolato dalla disponibilità esogena degli zuccheri, se non gli mangiamo avvertiamo un malessere.

Ora questa dipendenza dal cibo non è una cosa cattiva, in atleti magri, con un’alta massa contrattile, che praticano sforzi glicolitici, una dieta fortemente glucidica permette d’aumentare la performance senza affaticare i sistemi metabolici.
Gli zuccheri sono un carburante pulito per il nostro corpo e non lo affatica.

Nei sedentari (spesso in sovrappeso) questa dipendenza non è sempre ottimale. Com’è possibile che persone grasse con scorte energetiche elevatissime (potrebbero stare mesi senza mangiare e non morirebbero di fame) se  provano a saltare la colazione si sentono male?

Bastano poche ore di digiuno per mandare in crisi un sistema progettato per resistere settimane e mesi senza cibarsi.
C’è sicuramente qualcosa che non va.
Qui la dipendenza esogena dai carboidrati prende il sopravvento sui sistemi metabolici naturali. Abbiamo le riserve piene ma continuiamo a dipendere da fonti esterne, un po’ come se in Sicilia smettessero di mangiare le loro arance e comprassero solo quelle spagnole, ha senso?

Perché evitare qualche colazione potrebbe aiutare

colazione occidentale

In questo caso cambiare le proprie abitudini alimentari può sicuramente aiutare.
Saltare la colazione, arrivare a fare 16-18 ore di digiuno, insegna al corpo a sfruttare le proprie riserve energetiche, con la costanza imparerete a non avvertire nessuna stanchezza, non sentirete nessuna fame o esigenza di mangiare, l’organismo imparerà ad autoregolarsi sfruttando al meglio i depositi di grassi e preservando il glicogeno epatico.

È consigliato non iniziare da zero a saltare la colazione, ci vuole gradualità. Iniziate a modificare la vostra colazione prediligendo frutta al posto dei cereali, yogurt magri rispetto a quelli con la frutta (quest’ultimi hanno moltissimi zuccheri aggiunti), introducendo magari qualche noce o mandorla, o delle fonti proteiche come le uova (sul discorso colesterolo ne parleremo in un altro articolo).
Già così facendo i benefici saranno enormi, successivamente se avrete voglia iniziate 2-3 giorni a settimana a saltarla per poi arrivare a stare 16-18 ore a digiuno sempre.
Con un po’ di costanza (almeno 3 settimane) vi accorgerete che state in piedi lo stesso, che quello che reputavate il pasto più importante della giornata forse non lo era.

Conclusioni

La colazione è solo una scelta alimentare, non è indispensabile farla ma allo stesso tempo può essere utile. Dipende dalla persona e dalle sue abitudini.
Prendete soggetti in sovrappeso abituati a saltare la colazione, fategliela fare e vedrete che dimagriranno.
Prendete soggetti in sovrappeso abituati a fare colazione, fategliela saltare e vedrete che dimagriranno.
In tutti i due casi sono avvenuti adattamenti metabolici che hanno spezzato l’omeostasi che si era creata con le consuetudini alimentari.
Partite sempre dalla persona, in un soggetto diabetico tutto quello che abbiamo scritto non ha senso, ma nello stesso tempo partite anche dai principi biochimici e fisiologici.
E’ inutile stare a citare uno studio se non si capisce il principio su cui si basa, altrimenti non si riesce a capire perché un altro studio da dei risultati diametralmente opposti.

La prossima volta che affronterete l’argomento colazione, iniziate dalla persona ed in base a quello ragionate su cos’è meglio e più adatto fare.

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Andrea Biasci

Andrea Biasci

Professore universitario a contratto all'università Statale di Milano. Fondatore del Project inVictus. Maggiori informazioni

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