Cannella / benefici e proprietà

Cannella /  benefici e proprietà

La cannellaè una spezia ricavata dalla corteccia del fusto o dai ramoscelli di una pianta nativa dello Sri Lanka poi introdotta in numerosi paesi tropicali. In commercio può essere venduta sotto forma di piccoli ramoscelli, già macinata in polvere o come estratto idroalcolico, derivanti dalle più comuni piante di Cinnamomum verum o Cinnamomum cassia.

È possibile trovare anche altre varianti di cannella da differenti piante, con un prezzo che sale in proporzione al più basso quantitativo di cumarina, un composto aromatico ritenuto epatotossico se assunto in grosse quantità.

Proprietà della cannella

Questa spezia attraverso i differenti agenti bioattivi che la compongono ha un potere antiossidante molto alto ed è costituita in gran parte da tannini, glicosidi, flavonoidi, terpenoidi ed antrachinoni.

L’aldeide cinammica, ad esempio, conferisce alla cannella il suo aroma e viene utilizzata per la produzione di profumi; la cumarina contribuisce al gusto ma in dosi elevate viene ritenuta epatotossica , troviamo poi il polimero del metil-idrossi-calcone (MHCP), uno dei probabili protagonisti degli effetti ipoglicemizzanti della cannella.

Benefici della cannella

A causa di questi innumerevoli composti che la caratterizzano e per il suo alto valore ORAC (l’indice ora è da prendere con le pinze ed attualmente non viene più considerato attendibile), che stima il potere antiossidante degli alimenti, si è cercato di studiare negli anni eventuali effetti sulla salute, alcuni dei quali sono stati dimostrati ma in maniera insufficiente, facendo parte di studi su campioni di ricerca modesti o su ratti e non sull’uomo.

La capacità più studiata e probabilmente più consistente, è quella di abbassare i livelli plasmatici di glucosio, a dosaggi che vanno da 1g a circa 6 gr/die di polvere o estratto secco.

Vengono segnalati in alcuni studi anche capacità neuroprotettive, di riduzione dei sintomi da colon irritabile e di regolazione della sazietà ed altri effetti secondari legati ai suoi componenti tra cui anche la tanto temuta cumarina.

Valori nutrizionali della cannella 

cannella proprietà

Energia247 Kcal
Grassi1,24 g
Carboidrati80g (di cui zuccheri 2,17g)
Proteine4 g
Fibre53,1 g

Riferiti a 100 grammi di cannella essiccata.

Cannella tossica?

La tossicità che viene attribuita alla cannella è dovuta al suo alto contenuto di un composto aromatico, la cumarina, ritenuta epatotossica e cancerogena nell’uomo.
Le cumarine sono presenti in molte piante e frutti ed arrecano, in base alla loro struttura biochimica, numerosi benefici ma anche alcuni effetti collaterali.
La dose giornaliera tollerabile negli anni è stata abbassata dai 2 mg/kg di peso corporeo agli attuali 0,1 mg/kg (fonte EFSA), di cui è stato poi indagato il contenuto di cumarina presente nelle differenti tipologie di cannella.

Come detto la scelta migliore ricade sulla cannella di Ceylon che, con i suoi circa 190 mg/kg di cumarina vince il confronto con la più commerciale Cassia, che contiene invece valori uguali o superiori ai circa 700 mg/kg.

Da alcuni studi inoltre, l’assorbimento e la biodisponibilità della cumarina risultava identica indipendentemente dalla forma e tipologia di cannella assunta, con leggere variazioni se la cannella veniva utilizzata in immersione con bevande calde, metodo che permette di far precipitare parte della cumarina presente.

Cannella e glicemia

In letteratura ci sarebbero da distinguere vari utilizzi della cannella nel miglioramento della gestione glicemica: nel soggetto sano normopeso, nei soggetti sovrappesi ed obesi con resistenza insulinica anche pre-diabetica e nei soggetti diabetici di tipo 1 e 2. Come spesso succede lo studio iniziale di determinate sostanze o alimenti produce quasi sempre risultati a favore, che sembrano mostrare possibili e promettenti effetti positivi, nel caso della cannella, per esempio: studio1, studio2.

Ad oggi, tuttavia, l’utilizzo della cannella ha dimostrato effettivamente soltanto un abbassamento della glicemia in acuto ma pochi e scarsi risultati nel cronico, come la non influenza sull’emoglobina glicata o sul miglioramento della resistenza all’insulina.

I meccanismi con cui avviene questo abbassamento della glicemia post-prandiale dose dipendente sono stati più volte attribuiti, in letteratura, al rallentamento dello svuotamento gastrico che la cannella produce, all’inibizione di numerosi enzimi digestivi tra cui spesso vengono citati l’alfa-glicosidasi o maltasi , la sucrasi e, inoltre, da una sorta di attività carb-blocker, ottenuta inibendo uno degli enzimi adibiti alla digestione dei carboidrati, ovvero l’alfa-amilasi pancreatica.

Tuttavia come anticipato, i risultati più importanti si riferiscono maggiormente ad una riduzione della risposta glicemica in acuto dopo 30′ dal pasto e non a modifiche più profonde degli altri parametri di controllo glicemico. Non sono comunque da escludere eventuali vantaggi di questo tipo nell’assunzione di cannella nel lungo periodo, anche se come ricordiamo in questo articolo sull’indice glicemico, questo parametro non è predittivo di un miglior o peggior dimagrimento.

Ancora meno vantaggioso risulta un suo utilizzo nei soggetti diabetici, in quanto sono stati osservati miglioramenti nel controllo glicemico solo in associazione a farmaci ipoglicemizzanti e non in sostituzione ad essi, come si sperava ed ipotizzava inizialmente. Tale risultato potrebbe essere causato soprattutto dalla sua attività “carb-blocker” simile a quella osservata in seguito ad assunzione di acarbosio, un farmaco antidiabetico usato per trattare il diabete mellito di tipo 2 e casi di pre-diabete.

Dai risultati osservati in questi studi possiamo quindi affermare che, nei diabetici di tipo II, i benefici a lungo termine dell’uso della cannella sono molto ridotti, non andando ad influenzare in modo significativo i parametri di emoglobina glicata, parametro ben più importante in questa patologia rispetto alla singola risposta glicemica del pasto.

Nei soggetti sani, pare più concreta la possibilità che l’abbassamento della glicemia del singolo pasto sia solo il risultato di un’inibizione della digestione e dell’assorbimento dei carboidrati e non ad un vero e proprio miglioramento della sensibilità insulinica.

Queste conclusioni sono suggerite dai risultati ottenuti nell’osservazione della risposta glicemica in seguito ad un pasto di carboidrati, tra placebo e gruppo trattato con 1g di cannella di Ceylon.

La maggior risposta ipoglicemizzante si osservava a 60′ dal pasto e non oltre, suggerendo così che l’effetto possa essere attribuito esclusivamente all’inibizione dell’alfa-amilasi e quindi ad una più lenta digestione dei carboidrati e non ad altri meccanismi cellulari come l’ipotesi di molecole insulino-mimetiche.C’è da dire, come suggerito anche da altri autori, che tali risultati potrebbero essere ottenuti più agevolmente anche semplicemente con una miglior distribuzione dei macronutrienti e degli abbinamenti della dieta, oltre che con una riduzione delle quote glucidiche.

Implicazioni pratiche nel sano con buona sensibilità all’insulina non sono così evidenti se non in particolari situazioni in cui si vogliano ridurre gli sbalzi glicemici per particolari motivi o situazioni, soluzione utile in casi sporadici, ma poco sensata su continui eccessi glucidici che andrebbero ad inficiare il più determinante controllo calorico e le percentuali dei macronutrienti.

cannella benefici

Dosaggio raccomandato, quantità attive, altri dettagli

La dose più studiata per ottenere effetti sulla glicemia è stata sempre di media tra i 3-6g di cannella al giorno, da assumere con i pasti contenenti carboidrati, per le sue capacità di rallentare lo svuotamento gastrico e di ridurre la glicemia post-prandiale.

La necessità di imporre un intervallo di assunzione, nasce da alcune osservazioni che mostravano un effetto dose dipendente sulla glicemia, ma anche una lieve tossicità ad alti dosaggi.

Si è poi cercato di studiare formulazioni di cannella che contenessero il minor quantitativo di cumarina ed in questo, la cannella di Ceylon, se in estratto idroalcolico, risultava essere una scelta migliore rispetto alle più studiate e comunque efficaci Cassia o Verum, che ne contengono quantitativi ben più alti, facendo così raggiungere più facilmente i livelli di assunzione massima tollerabile giornalieri (0,1 mg/kg peso corporeo/die).

Conclusioni

Ad oggi, non ci sono sufficienti studi attendibili sulla sicurezza di un’assunzione cronica di cannella nelle sue differenti varianti più o meno ricche della tanto temuta cumarina.

Inoltre gli effetti sul controllo glicemico risultano blandi e meglio osservabili solo in acuto sulla glicemia post-prandiale e non su variazioni ben più importanti dell’emoglobina glicata o dei parametri insulinici.

Il consiglio migliore resta quello di valutare un’integrazione con cannella per puro piacere di gusto o per controllare pasti particolarmente glucidici non abituali.
Il miglioramento della sensibilità insulinica piuttosto che dei valori glicemici è ancora più dipendente dall’approccio dietetico, dallo stile di vita e da particolari strategie di allenamento. La cannella è una bella promessa ma solo in futuro sapremo se manterrà le aspettative. Una recente review su TUTTE le sostanze ad effetto ipoglicemizzante, non chiude nessuna porta, ma attenua le entusiaste speranze iniziali. Anche questo studio  ridimensiona il posizionamento nel trattamento diabetico.
Insomma sperare di dimagrire, a parità di calorie, grazie alla cannella, rimane ad oggi una bella speranza.

Articolo del Dr Gamal Soliman, biologo nutrizionista.

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Gamal Soliman

Gamal Soliman

Professore di dietetica e scienza dalla nutrizione presso l'istituto di osteopatia Soma e nutrizione bariatrica presso l'ospedale Fornaroli di Magenta. Biologo nutrizionista e certificato ISSN. Mail: [email protected] Tutti i miei articoli

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