Bioimpedenziometria corporea: cos’è e a cosa serve?

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La bioimpedenziometria (o, per gli amici, più semplicemente BIA) è uno strumento per valutare la composizione corporea: semplice, immediato e proprio per questi motivi ampiamente utilizzato. Non è però un sistema esente da un certo margine di errore, che può dare adito ad una cattiva interpretazione dei risultati.

Scopri cos’è la BIA, a cosa serve e anche, quindi, se le bilance da casa che dicono di stimare massa grassa, massa magra, localizzazione dell’acqua, metabolismo basale, numero di goccioline di acqua espulse ad ogni espirazione o lacrima e millilitri di urina funzionano davvero!

Cos’è la bioimpedenziometria? A cosa serve?

Bilancia, circonferenze, plicometria sono strumenti di facile utilizzo, semplici ed economici per avere un’idea di come il peso sia distribuito tra massa magra (Fat Free Mass, FFM) e massa grassa (Fat Mass, FM).

Negli ultimi vent’anni ha preso piede un’apparecchiatura che riesce a stimare la composizione corporea, non prendendo in considerazione solo FFM e FM, ma anche l’idratazione. Questo strumento è la bioimpedenziometria, anche chiamata BIA o impedenziometria: stima lo stato corporeo attraverso la conduzione elettrica generata tra gli elettrodi (impedenza).

Per impedenza si intende una resistenza, cioè della resistenza da parte del grasso corporeo al passaggio della corrente elettrica.

Come si fa e come si misura la bioimpedenziometria?

Bioimpedenziometria cos'è e come funziona

La BIA sfrutta le leggi della fisica della corrente elettrica, vede l’organismo come una sostanza che, a seconda della sua composizione, può più o meno far viaggiare tramite i propri fluidi un impulso elettrico.

Il soggetto viene fatto sdraiare su un lettino con una superficie che sia non conducibile. Vengono posti degli elettrodi sul dorso dei piedi e sui polsi e anche dei detector, rispettivamente a livello dei malleoli mediale e laterale e tra il radio e l’ulna. Tramite gli elettrodi, viene introdotta una corrente elettrica, localizzata e impercettibile: questa corrente viaggia nell’organismo grazie ai fluidi corporei.

Viene misurata l’impedenza (resistenza) del flusso della corrente tra la sorgente elettrica e il detector corrispondente all’elettrodo, che rileva il livello della corrente dopo che questa ha viaggiato nell’organismo. Questo valore rilevato dal detector viene convertito in % di BF tramite un’equazione che tiene conto di molti fattori (età, sesso, statura, peso corporeo e altro, come ad esempio la fase del ciclo mestruale).

In alternativa (meno accurata) allo stare disteso e all’applicazione degli elettrodi, può essere utilizzata un’apposita bilancia su cui stare a piedi scalzi e con delle componenti della stessa bilancia tra le mani, come ad esempio nella figura sottostante.

Come funziona la bioimpedenziometria

Valori di riferimento e valori ideali della bioimpedenziometria

Il passaggio dell’elettricità nell’organismo è facilitato dalla percentuale di acqua presente nei tessuti. La massa magra ha mediamente un’idratazione del 72-73%: l’osso 30%, il muscolo 75%, i polmoni 80%, il plasma 90%. La massa grassa, invece, mediamente ha solo il 10%: il grasso è poco idratato (anidro).

Da questi dati si capisce come l’idratazione sia dipendente da quanto grasso corporeo è presente.

% d’acqua uomo % d’acqua donna
Magro 65 55
Normale 60 50
Grasso 55 45

L’uomo ha meno grasso essenziale e un maggior tessuto muscolare rispetto alla donna, quindi risulta più idratato.

Massa corporea ripartizione acqua intracellulare extracellulare

Con l’avanzare dell’età l’idratazione diminuisce: rimanere idratati è così un indice di giovinezza.

Idratazione corporea età

Cosa calcola la bioimpedenziometria

In commercio esistono diverse apparecchiature, alcune con una solida letteratura scientifica, altre meno, altre ancora nessuna. In generale, quelle più accreditate stimano:

  • BCM (massa cellulare): è la componente più attiva dell’organismo, un suo aumento indica che sta incrementando la massa muscolare. Viceversa, una sua diminuzione vuol dire che c’è erosione della massa contrattile e/o sarcopenia.
  • TBW (acqua totale): una corretta idratazione è un parametro importante della salute. Se sei correttamente idratato è anche più facile fare la plicometria.
  • BCMI: è il rapporto tra la BCM e l’altezza del soggetto. Valori inferiori a 8 nella donna e a 10 nell’uomo indicano una probabile malnutrizione.
  • PA (angolo di fase): è il rapporto tra resistenza e reattanza. Normalmente il valore è compreso tra 6-7; risultati inferiori indicano una probabile ritenzione idrica o la rottura delle cellule, mentre valori superiori sono espressi da soggetti sportivi o disidratati.
  • Na/K (scambio sodio/potassio): sodio e potassio sono gli elettroliti più presenti nei fluidi corporei. Valori alti superiori a 1,6 indicano una forte iperidratazione, mentre valori inferiori a 0,6 una ipo- o dis-idratazione.

Alcune apparecchiature sostengono di poter misurare il pH del corpo, la densitometria ossea, il TDEE, ecc, ma c’è dubbio sull’accuratezza di questi dati (se così non fosse, verrebbero utilizzate in ospedale).

Bioimpedenziometria e massa grassa

Bioimpedenziometria e massa grassa

La massa grassa non è un buon conduttore della corrente elettrica, dato che non contiene molta acqua e quindi i molti ioni presenti nel fluido; gli ioni sono fondamentali per la conducibilità, in quanto dotati di carica (più o meno elettroni rispetto al corrispondente atomo/molecola neutro/a).

La percentuale di FM è un dato sicuramente ricercato tramite l’analisi bioimpedenziometrica, ma non bisogna riporre cieca fiducia nel dato ottenuto tramite BIA. Infatti, la misurazione della FM è facilmente influenzabile da più fattori, che possono alterare sia in difetto che in eccesso il valore:

  • Da una parte, il già accennato livello di idratazione del soggetto: un’ipoidratazione diminuisce il valore di impedenza e quindi la %FM sarà sottovalutata. Al contrario, se c’è un’iperidratazione la %FM viene sopravvalutata: viene stimata una maggior quantità di massa grassa.
  • La temperatura della pelle, condizionata da quella esterna dell’ambiente: in un ambiente freddo la massa grassa viene sovrastimata, al contrario quando è caldo.

Anche in condizioni di idratazione e temperature ottimali, comunque nei soggetti magri e con una buona massa muscolare la massa grassa viene stimata più alta di quella che realmente è. Nei soggetti obesi, invece, rileva una minor percentuale.

Un consiglio pratico per gli sportivi: è meglio evitare di effettuare la BIA dopo o anche il giorno successivo rispetto all’allenamento, dato che l’esercizio fisico naturalmente comporta una variazione in acuto dei fluidi corporei (es. sudorazione).

Inoltre, la BIA non rileva la distribuzione del grasso nel corpo.

Affidabilità ed errori della bioimpedenziometria

Normalmente si considerano i classici metodi d’analisi della composizione corporea (circonferenze corporee e plicometria) dei parametri quantitativi del corpo. La BIA, invece, dovrebbe aggiungere una componente qualitativa – passando da un modello bicompartimentale ad uno tricompartimentale, che oltre a muscolo e grasso considera anche l’acqua. Anche se ormai quest’apparecchiatura è utilizzata normalmente da biologi e personal trainer, rimane sempre solo una stima della composizione del corpo.

Riassumendo quanto detto fino ad ora in pochi punti, la BIA ha più fonti di errore: in primis il livello di idratazione, poi la temperatura corporea, la tipologia del soggetto (se è magro, se grasso), l’utilizzo di alcune equazioni piuttosto che di altre. Tutti questi elementi possono portare anche ad un margine di errore del 10%.

Detto ciò, per rispondere a chi si è sorbito tutta questa fisica sulla corrente elettrica quando voleva solamente sapere se la bilancia che ha a casa e che stima FM e FMM serve o meno… La risposta viene da sé: se già le apparecchiature professionali hanno questo margine di errore e richiedono delle specifiche procedure, non c’è motivo per cui una semplice bilancia comprata online sia più affidabile o accurata.

Bioimpedenziometria e dieta

Bioimpedenziometria e dieta

L’acqua, anche se spesso viene dimenticato, è un macronutriente, così come carboidrati, grassi e proteine, se non più importante; come tale è necessario un adeguato fabbisogno. Per mantenere un’idratazione e una ripartizione dei liquidi corrette, devi mantenerti attivo, mangiare frutta e verdura e non eccedere con il sodio, ma nemmeno escluderlo.

L’EFSA (ente europeo preposto alla sicurezza alimentare) consiglia di bere:

  • bambini da 1 a 3 anni: 1,1-1,3 l/die
  • bambini da 4-8 anni: 1,6 l/die,
  • bambini maschi 9-13 anni: 2,1 l/die,
  • bambine femmine 9-13 anni 1,9 l/die,
  • adolescenti, adulti e anziani 2,5 l/die,
  • adolescenti, adulte e anziane 2 l/die.

Bioimpedenziometria e ritenzione idrica

L’acqua nell’organismo è suddivisa tra una componente intracellulare (60%) e una extracellulare (40%). Quest’ultima a sua volta si divide in una componente interstiziale, plasmatica e linfatica. La BIA tramite la conduzione elettrica si prefigge di stimare anche la ripartizione idrica del corpo: una buona idratazione indica una buona massa cellulare, la capacità di termoregolare l’organismo e di mantenere funzionanti gli scambi chimici.

L’acqua che non è dentro alle cellule e che si trova nello spazio tra le cellule (interstiziale) è proprio quella che, quando diventa più pronunciata, comunemente viene definita ritenzione idrica. L’acqua dentro alle cellule è utile e va mantenuta a livelli ottimali, mentre quella “esterna” quando molto in eccesso è bene diminuirla – anche se prevenire è sempre meglio di curare.

Nella donna è fisiologico che ci sia un po’ di ritenzione, a causa degli ormoni e dei capillari (i vasi sanguigni più sottili) più permeabili. Tutti i fattori che migliorano la circolazione, come ad esempio l’essere costanti nell’andare a fare una camminata ogni giorno, favoriscono il riassorbimento dei fluidi presenti nello spazio interstiziale. 

Bioimpedenziometria e plicometria

Sia BIA che plicometria hanno i propri vantaggi e svantaggi, come trovi nella tabella. Per un’analisi e un quadro complessivo migliori per la valutazione della composizione corporea sarebbe opportuno integrare i risultati delle varie analisi, anche includendo le classiche misure antropometriche.

Vantaggi Svantaggi
BIA
  • Portabile
  • Facilità di impiego
  • Relativamente poco costosa
  • Non invasiva
  • % di BF può cambiare di molto (anche del 10%) a seconda del macchinario o della metodologia
  • Differenti categorie di soggetti necessitano di specifiche equazioni
  • Dipende molto dall’idratazione del soggetto
Plicometria
  • Portabile
  • Facilità di impiego
  • Economica
  • Non invasiva
  • Valutazione distrettuale del tessuto adiposo
  • La misurazione varia a seconda della manualità dell’operatore
  • Difficile da usare su soggetti con alta BF
  • Può risultare fastidiosa

 

Bibliografia

McArdle, Katch F., Katch V. (2015). “Exercise Physiology – Nutrition, Energy and Human Performance”. Chapter 28: Body composition assessment. Wolters Kluwer Health.

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Lucia Ienco

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Laureata in Biotecnologie presso l’Università di Trieste e studentessa magistrale in Scienze dell’Alimentazione presso l’Università di Firenze. Articolista inVictus ed esordiente di weightlifting a livello agonistico. Maggiori informazioni

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