Glutammina: integrazione ed utilizzo

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La glutammina è un amminoacido che, all’epoca, trovò largo impiego nell’industria dell’integrazione alimentare. É tradizionalmente proposto come supplemento per ridurre il catabolismo muscolare e velocizzare il recupero dall’esercizio fisico. Nel campo del bodybuilding veniva quindi proposto per potersi allenare di più e “diventare più grossi velocemente”. Con il terrorismo mediatico suscitato nei confronti del catabolismo muscolare ne possiamo percepire e capire il successo mediatico. Abbiamo poi avuto modo di assistere ad un suo declino. Declino questo, nato dalle evidenze scientifiche che ne hanno smentito un’utilità in questi termini. Eppure risulta un supplemento che, per altri versi, può essere ancora eventualmente impiegato.

In questo articolo cercheremo di chiarire la sua efficacia e ne identificheremo un possibile utilizzo.

gluttamina

L Glutammina

La glutammina è un amminoacido non essenziale per il nostro organismo, il che vuol dire che, a fronte di particolari esigenze, può esser prodotto in maniera autonoma dal nostro corpo. Ciò nonostante una sua carenza alimentare (molto rara) può portare a fenomeni di stanchezza fisica e mentale. Si tratta di un amminoacido essenziale per il sistema nervoso, fortemente coinvolto nei processi digestivi ed un intermedio basale per le unzioni renali ed epatiche. Possiamo notare dunque come questo amminoacido rivesta un ruolo non da poco. Peraltro, considerando anche la capacità del nostro organismo di produrlo a partire da altri amminoacidi, come vedremo una sua integrazione permette comunque benefici specifici.

Glutammina, a cosa serve?

A cosa serve dunque la glutammina? Come abbiamo detto questo supplemento è stato proposto come rimedio contro il catabolismo muscolare nonchè come supplemento per un più rapido recupero in seguito all’esercizio. Queste proposte si basano sull’interpretazione di diversi studi che hanno effettivamente riscontrato tali benefici [1]. Il problema deriva dal fatto che: tali studi sono stati condotti su cani sotto glucocorticoidi e la glutammina era assunta per via endovenosa.
Il contesto e lo scopo degli studi era quindi drasticamente diverso e, le ultime evidenze, suggeriscono una scarsa utilità della glutammina in questo senso. La prima conclusione è dunque che c’è effettivamente un aiuto in termini di riparazione tissutale ma va circoscritto a condizioni particolari come quelle operatorie o post-operatorie.

Le ultime evidenze si sono però spostate su un altro campo, quello della salute intestinale. Come abbiamo detto infatti la glutammina svolge un importante ruolo partecipativo nei processi digestivi.Una supplementazione di glutammina sembrerebbe migliorare la permeabilità intestinale, l’integrità endoteliale [2] e di ridurre l’incidenza di septicemia [3].
È proprio la salute intestinale il motivo per cui, negli ultimi anni, la glutammina sta venendo riproposta. Questo sia nel mercato del fitness, sia in quello dell’integrazione su larga scala. Con una sempre maggiore incidenza di stress (di natura patologica o meno) a livello intestinale e digestivo, la glutammina potrebbe svolgere un ruolo importante a livello di integrazione.
Dobbiamo poi considerare che, in campo sportivo, disturbi di natura gastrica ed intestinale potrebbero portare a reali problematiche. Questo sia in termini di performance e resa atletica, nonchè sulla composizione corporea nel medio/lungo termine.

glutammina ed intestino

Dosi e modalità di assunzione della glutammina

Passiamo invece alle dosi e alle modalità d’assunzione. Viene suggerita l’integrazione di 5-10gr in una o anche due soluzioni giornaliere. Non importa se durante o lontano dai pasti, non sembrano esserci interferenze di genere. Non sembra particolarmente utile l’integrazione prima di andare a dormire. Questo approccio, all’epoca, era proposto per favorire un aumento del GH notturno (da discutere anche circa l’utilità di quest’ultimo). Si tratta comunque di un supplemento sicuro nel lungo periodo dunque anche un’assunzione cronica non sembra possa portare a problematiche di genere.

Conclusioni sulla glutammina

Come detto la glutammina è un supplemento che ebbe un suo momento di gloria per assistere poi ad un progressivo decadimento ed una forte svalutazione. Negli ultimi anni, approcci evidence-based e molto meno drastici e deterministici hanno permesso di ritaglirne un possibile utilizzo. Utilizzo che sembra prender sempre più piede visti i suggerimenti e i consigli dei principali tecnici di livello internazionale. La glutammina potrebbe dunque esser felicemente integrata in primis in un protocollo di massa. Questo per favorire la salute intestinale messa a rischio dagli alti introidi calorici e dalle alte molti di cibo. In secundis sia in un protocollo di definizione. In questo caso per massimizzare le kcal che assumiamo ma soprattutto per evitare fenomeni di “bloating”. Con questo termine ci riferiamo all’accumulo di acqua e ritenzione idrica derivanti da stress intestinali che sfociano spesso in stati di infiammazione sub-clinica.

Sia chiaro, si tratta di un supplemento assolutamente non necessario, probabilmente è impossibile dire ad oggi cosa cambia veramente. Tuttavia, contestualizzando e riscontrate particolari esigenze, un suo utilizzo potrebbe essere un valido aiuto soprattutto se abbinato all’effetto placebo ?

[1] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11979397

[2] http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12193680

[3] http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21463215

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Andrea Biasci

Andrea Biasci

Dott. in Scienze Motorie. Ha insegnato e collaborato con l'università Statale di Milano come professore a contratto. Fondatore del Project inVictus. Maggiori informazioni

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