Ernia cervicale, come curarla

Ernia cervicale, come curarla

L’ernia cervicale è una problematica ricca di insidie e spesso alquanto sconosciuta. In primis, iniziamo chiarendo che, per la precisione, è meglio riferirsi a questa condizione parlando di radicolopatia cervicale. In parole povere, è la radice nervosa di uno dei nervi spinali che fuoriescono tra le vertebre cervicali a soffrire per via di fenomeni compressivi che irritano e infiammano il tessuto nervoso (cervicale infiammata). Tra questi fenomeni compressivi possiamo avere appunto l’ernia cervicale.

nervi
L’ernia cervicale nel suo contesto anatomico

Non è la sola però, essendo in compagnia dei più comuni processi degenerativi età-dipendenti a carico delle vertebre (ernia cervicale con osteofitosi e ernia cervicale con artrosi) e dei legamenti (ispessimento). Tali processi riducono lo spazio di scorrimento della radice nervosa, la quale può così trovarsi intrappolata e compressa in maniera anomala, creando una serie di sintomi riferiti talvolta dal collo fino alla mano, passando dalla spalla e dal braccio (per questo spesso ci si riferisce a questo disordine col termine cervico-brachialgia, letteralmente “dolore al collo e al braccio”).

Avere un’ernia cervicale si sa, può spaventare molto e far pensare al peggio. Tuttavia, la situazione non è sempre così drammatica come uno potrebbe attendersi. Per capirlo iniziamo a definire cosa provoca l’ernia cervicale e poi cerchiamo di chiarire quali sono le possibili contromisure da attuare.

Ernia cervicale, sintomi

I segmenti vertebrali più interessati dalla radicolopatia sono generalmente i più bassi: è più facile, infatti, riscontrare un’ernia del disco cervicale c5 c6 oppure c6 c7. I sintomi sono generalmente caratterizzati da dolore cervicale e/o al braccio, formicolii al braccio e/o alla mano ed eventualmente, nei casi più gravi, alterazioni della sensibilità cutanea e debolezza dei muscoli innervati dalla radice compressa. Il dolore è spesso descritto come diffuso e “trafiggente” con possibili sensazioni di pesantezza al braccio e, in alcuni casi, sensazioni di “freddo” da alterata sensibilità. I dolori hanno generalmente un andamento non costante durante le 24h.

Come diagnosticare l’ernia cervicale? Per riconoscere un’ernia discale cervicale, oltre all’utilizzo di una risonanza magnetica, è possibile somministrare una serie di test che possono inquadrare il problema in maniera precisa:

  • il test di tensione del plesso brachiale, per provocare i sintomi radicolari e fare un paragone con l’arto “sano”;

test nervo

  • il test di Spurling che provoca volontariamente un restringimento dello spazio di passaggio della radice scatenando i sintomi in caso di positività;

spurling test

distraction test

  • la valutazione neurologica di sensibilità, riflessi e forza dei muscoli innervati dalla radice compressa.

Maggiori positività ai test e maggiori alterazioni vengono riscontrate, maggiore è la possibilità di essere in presenza di una radicolopatia cervicale.

Interventi ernia cervicale

L’ernia discale cervicale è spesso una condizione che si risolve da sola, senza un intervento specifico. Nei casi invece di una mancata regressione spontanea della sintomatologia gli scenari possibili sono due: l’operazione o la fisioterapia.

L’ernia cervicale quando va operata? La fisioterapia è ovviamente considerata il trattamento d’elezione in questi casi e l’intervento chirurgico viene preso in considerazione sono in casi molto gravi di deficit neurologici o di un mancato successo del trattamento fisioterapico specifico. Come sempre ricordo che è fondamentale valutare, escludere eventuali patologie associate e, se necessario, collaborare con figure professionali del settore medico. Solo una volta individuate le alterazioni soggettive sarà possibile impostare un piano di esercizi credibile sul quale puntare.

Fisioterapia per l’ernia cervicale

In caso di ernia cervicale, le strategie utili a risolvere il problema possono dividersi in due macro-categorie: le indicazioni riguardanti le posture da assumere e quelle da evitare per favorire il recupero e il processo riparativo del nervo irritato, e gli esercizi specifici da eseguire in autonomia o sotto guida del terapista.

  • I sintomi in caso di ernia del disco cervicale possono essere alleviati tramite un posizionamento del collo in inclinazione e rotazione dal lato opposto del dolore. In questo modo le radici avranno più spazio per scorrere e potranno beneficiare di questo per ridurre lo stress lesivo. Un altro modo per alleviare i sintomi è invece l’inclinazione del capo dallo stesso lato del dolore, questo soprattutto se il test di tensione del plesso brachiale presenta una forte positività e una grossa differenza con l’arto non affetto. Discorso interessante è anche l’ernia cervicale e la posizione per dormire. Quale cuscino per l’ernia cervicale? Anche la postura durante il sonno, infatti, può aiutare: in questo senso è consigliato utilizzare più di un cuscino per dormire con il collo maggiormente flesso e aumentare lo spazio per lo scorrimento delle radici nervose infiammate.

fisioterapia cervicale

  • Come per molti altri casi, anche per l’ernia cervicale il trattamento fisioterapico deve comporsi di terapia manuale ed esercizi. Le trazioni cervicali, il glide cervicale laterale e le mobilizzazioni delle radici nervose sono trattamenti riconosciuti come validi dalla letteratura e dalla pratica clinica. Sono invece assolutamente sconsigliate le manipolazioni vertebrali: diffidate da chi si approccia con questa metodica se avete i sintomi di radicolopatia cervicale. Alcuni esercizi per l’ernia cervicale possono inoltre favorire un riequilibrio dei muscoli del collo, spesso disfunzionali in questi pazienti: esercizi per il flessore profondo e per il muscolo trapezio inferiore e gran dentato possono costituire un valido alleato all’interno di un piano di trattamento razionale e ben calibrato.

terapia manuale

neurodinamica
Mobilizzazioni delle vertebre cervicali ed esercizi di neurodinamica
Andrea Roncari

Andrea Roncari

Professore a contratto presso la facoltà di Scienze Motorie dell'università degli studi di Pavia. Fisioterapista e laureato in scienze motorie. E-mail: [email protected] Tutti i miei articoli

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