Epicondilite: sintomi e cura

Epicondilite: sintomi e cura

L’epicondilite, detta anche “gomito del tennista”, è il più comune dolore cronico muscolo-scheletrico che affligge l’articolazione del gomito, arrivando a interessare fino a due persone su cento. Per iniziare a capire cos’è l’epicondilite, diciamo che essa consiste essenzialmente in un’infiammazione cronica dei tendini degli estensori del polso e delle dita (tendinosi) che hanno sede proprio a livello del cosiddetto epicondilo, lateralmente all’articolazione del gomito. Ma perché viene l’epicondilite? Il dolore al gomito è generato da un sovraccarico funzionale eccessivo di questi muscoli impegnati nelle attività manuali lavorative e sportive nelle quali sono previsti movimenti ripetuti contro resistenza di estensione del polso e delle dita e rotazione dell’avambraccio (come per esempio quando si svita un bullone).

La persistenza di tali forze stressanti e lesive per i tessuti interessati genera alla lunga fibrosi e calcificazioni che instaurano un circolo vizioso caratterizzato da dolore-immobilità-debolezza, il tutto amplificato anche da una frequente ipersensibilità al dolore del sistema nervoso. Contrariamente a quanto si pensi, l’infiammazione non rappresenterebbe l’elemento fondamentale della problematica, trattandosi soprattutto di un processo di tipo degenerativo. E’ per questo motivo che ad oggi vengono preferiti i termini tendinopatia dei muscoli epicondiloidei o più genericamente epicondilalgia.

epicondilo
L’inserzione dei muscoli estensori del carpo a livello dell’epicondilo.

È una condizione che affligge numerosi sportivi e numerosi lavoratori ogni anno, con sintomi che persistono, secondo le ultime ricerche, anche per molti anni con dolore intermittente. Proprio per questa sua diffusione è da sempre protagonista di dibattiti riguardo alla sua cura, ai suoi sintomi e agli esercizi più efficaci per combatterla. Cerchiamo ora di fare ordine  con lo scopo di fare chiarezza e aprire la strada a un piano di trattamento più efficace.

Epicondilite sintomi

Per capire come si manifesta l’epicondilite al gomito, parliamo dei suoi sintomi. Il sintomo tipico dell’epicondilite laterale è il dolore localizzato a livello dell’epicondilo, dolore che viene evocato durante la palpazione della zona e che può irradiare fin lungo tutto l’avambraccio.

epicondilo

A un’attenta analisi è possibile diagnosticare clinicamente l’epicondilite del gomito grazie ad alcuni test come l’estensione del polso contro resistenza e con l’avambraccio pronato, il test di Maudsley e il test di Mill. In generale il dolore al gomito è esacerbato da il sollevamento di un oggetto pesante afferrato specie con l’avambraccio in pronazione. In genere, la positività dei test sopra menzionati può indirizzare la diagnosi verso l’epicondilite, anche se tuttavia è doverosa un’attenta diagnosi differenziale.

Molte altre, infatti, sono le problematiche che possono riferire un dolore a livello dell’epicondilo del gomito (epicondilalgia) tra cui le brachialgie di origine radicolare (per esempio dovute all’ernia del disco o la protrusione cervicale), le patologie articolari del gomito e la sindrome del tunnel radiale, una patologia da compressione di un piccolo ramo del nervo radiale (il nervo interosseo posteriore) in prossimità del muscolo supinatore breve, che rappresenta una delle principali cause di fallimento della terapia conservativa e chirurgica dell’epicondilite cronica.

Viste le insidie dettate dal suo inquadramento clinico, è sempre consigliata una visita specialistica, specie se la condizione dolorosa non guarisce nel tempo con il riposo.

epicondilite
Test di evocazione del dolore nella valutazione dell’epicondilite.

Epicondilite cura

Quale cura per l’epicondilite? In generale è difficile asserire con certezza quali siano le strategie di trattamento più efficaci per l’epicondilite, questo perché in generale essa è una condizione patologica che tende a limitarsi nel tempo da sé e perché le terapie somministrate sono poco standardizzabili e molto operatore-dipendente.

Ad ogni modo abbiamo una serie di trattamenti a nostra disposizione:

  • il riposo con la correzione/sospensione delle attività che possono sovraccaricare durante la giornata i muscoli estensori del polso;
  • la fisioterapia classica basata sulla somministrazione di stretching, terapia manuale, massaggio traverso profondo e rinforzo eccentrico e isometrico dei muscoli estensori del carpo e delle dita;
  • le terapie fisiche come laser e onde d’urto;
  • le infiltrazioni di cortisone.

Tra gli esercizi per l’epicondilite troviamo lo stretching degli estensori del polso e il rinforzo selettivo tramite contrazioni eccentriche e isometriche. Anche la terapia manuale, con tecniche di mobilizzazione articolare, può risultare molto utile in caso di segni articolari al gomito durante l’esame obiettivo.

stretching epicondilite

esercizi epicondilite
Lo stretching, gli esercizi eccentrici e la terapia manuale sono alcune delle terapie utili per curare l’epicondilite.

La letteratura scientifica ad oggi riconosce l’efficacia della terapia infiltrativa di corticosteroidi a scopo antinfiammatorio anche se evidenzia che spesso si hanno benefici transitori con risultati positivi sul dolore talvolta solo temporanei. Capitolo terapie fisiche. Molto spesso si cerca di risolvere il dolore al gomito tramite laser, ultrasuoni e onde d’urto. Secondo la letteratura scientifica tali pratiche riportano risultati positivi sul lungo periodo e se ne consiglia l’utilizzo sotto prescrizione medica nei casi più ardui e restii a un trattamento fisioterapico mirato.

fisioterapia gomito

In generale, a mio parere, in prima istanza è sempre da preferire un piano riabilitativo basato su quattro pilastri fondamentali: il riposo e la limitazione dei movimenti a rischio (sollevare oggetti con l’avambraccio pronato), il trattamento manuale articolare o dei tessuti molli, l’accoppiata stretching/rinforzo selettivo e la correzione di alcuni quadri disfunzionali al polso che possono sovraccaricare eccessivamente i tendini estensori del carpo e delle dita durante la presa in attività di vista quotidiana. Non di rado infatti può essere riscontrata una debolezza dei muscoli flessori delle dita condizione che, nell’atto di afferrare un oggetto, determina un’eccessiva attivazione degli estensori del carpo (l’estensione del polso aiuta la flessione delle dita e rinsalda la presa).

fisioterapia gomito

Tutore epicondilite

I quesiti principali riguardano di solito quale tutore per l’epicondilite e come posizionare il tutore per l’epicondilite. Il tutore è un cinturino con una placca di compressione che va indossato circa tre dita sotto l’epicondilo. Agirebbe come una sorta di seconda origine per i muscoli estensori, riducendo le forze sui tendini degenerati e andando nella direzione dello “scarico” tendineo e della guarigione. Tuttavia le evidenze scientifiche a riguardo sembrano essere abbastanza modeste. Sulla carta, potrebbe anche essere sensato l’utilizzo di un tutore per il polso e non per il gomito, in modo da ridurre l’attività degli estensori a livello dell’articolazione che muovono, riducendone il sovraccarico funzionale durante la giornata.

Epicondilite rimedi e allenamento

Anche molti appassionati di fitness e bodybuilding sviluppano non di rado l’epicondilite laterale. Il sovraccarico funzionale è infatti dietro l’angolo quando si portano avanti con costanza programmi di allenamento mirati allo sviluppo della forza e dell’ipertrofia muscolare. In linea di massima non esistono esercizi in assoluto da sconsigliare poiché l’epicondilite nasce da uno squilibrio tra il carico a cui è sottoposto l’apparato tendineo e il recupero che necessita per evitare fenomeni infiammatori e degenerativi. Per questo è fondamentale il dosaggio dei carichi di lavoro adeguatamente gestito grazie a una programmazione razionale e di buon senso.

Ad ogni modo esistono alcune associazioni di movimenti che possono provocare ed esacerbare il dolore e la loro conoscenza è la base per capire perché viene l’epicondilite e come prevenire l’epicondilite. La cosa fondamentale in palestra è quindi limitare nel tempo questi movimenti dosando nella maniera più intelligente possibile il carico sui tessuti interessati. Gli esercizi in assoluto più a rischio sono quelli che prevedono movimenti di flessione del gomito associati a pronazione dell’avambraccio.

curl
La flessione di gomito con pronazione forzata aumenta lo stress a livello dell’epicondilo.

Quando il gomito è flesso, infatti, la pronazione forzata comporta tensione a livello dei muscoli aventi inserzione sull’epicondilo, tensione che si ripercuote sulla giunzione mio-tendinea e sui tendini stessi, instaurando, nel lungo periodo con il persistere dello stimolo stressante, processi infiammatori prima e degenerativi poi.

Gli esercizi a cui fare attenzione in particolare sono:

  • il Curl a presa inversa con manubri o bilanciere (in particolare bilanciere dritto). Questo esercizio andrebbe quindi limitato se non eliminato a favore di Curl con manubri classici (associazione di flessione e supinazione) e Curl con bilanciere sagomato classico;

curl

gomito
Il Curl a presa inversa (in alto) è un esercizio sconsigliato per chi ha l’epicondilite. Il Curl con manubrio (in basso) è invece la variante consigliata.
  • Lat Machine e Trazioni con presa prona. Le tipologie differenti di prese in questi due esercizi andrebbero costantemente cambiate durante i vari periodi dell’anno, evitando di allenarsi tutto l’anno con la presa prona. Alternate presa prona e presa neutra durante la vostra programmazione sia per ridurre il sovraccarico sugli estensori del polso e prevenire l’epicondilite, sia per variare gli stimoli muscolari in ottica ipertrofia.

lat machine

lat machine
La Lat Machine con presa prona (in alto), se eseguita con carichi e volumi mal dosati, nel lungo periodo può favorire lo sviluppo dell’epicondilite in soggetti predisposti. Alternate quindi durante l’anno di allenamento questa variante con quella a presa neutra o ai cavi svincolati (sotto) per prevenire l’epicondilite.

Epicondilite gomito, conclusioni

Arrivando alle conclusioni qualche importante considerazione.

  • E’ fondamentale ricordare che un dolore a livello dell’epicondilo non è per forza un’epicondilite. In questo senso la valutazione iniziale della problematica permettere un migliore inquadramento clinico e, di rimando, un trattamento mirato ed efficace (un’epicondilalgia non di rado è causata da problematiche radicolari cervicali, rigidità articolari al gomito e alterazioni del nervo radiale).
  • L’epicondilite in molti casi guarisce spontaneamente nel lungo periodo e l’intervento di un professionista della riabilitazione aiuterà ad abbreviare i tempi di recupero. Attenzione però a eliminare a monte la causa del problema quando questa è un sovraccarico funzionale degli estensori di tipo sportivo o lavorativo, un programma di allenamento mal dosato o gesti motori scorretti. Qualsiasi tipo di terapia fallirà se non verranno corretti questi fattori.
Andrea Roncari

Andrea Roncari

Professore a contratto presso la facoltà di Scienze Motorie dell'università degli studi di Pavia. Fisioterapista e laureato in scienze motorie. E-mail: [email protected] Tutti i miei articoli

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