Esercizio fisico e cartilagine articolare

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I dolori articolari possono provenire da diversi tessuti: capsula, legamenti, borse, ecc. Se i vostri provengono da una riduzione della cartilagine articolare, questo è l’articolo che fa per voi.

ginocchio-usura-cartilagine

Articolo del Dott Angelo Fassio

 “Ciascuno di noi ogni tanto è cretino, imbecille, stupido o matto.

Diciamo che la persona normale è quella

che mescola in misura ragionevole tutte queste componenti, questi tipi ideali.”

Umberto Eco

Questo articolo dovrebbe teoricamente portare chiarezza su un argomento circondato da un po’ troppe credenze e leggende metropolitane. Vi anticipo già che non ci riuscirà. I dati attualmente a nostra disposizione sono, sotto alcuni aspetti, un po’ contraddittori ed il quadro generale non è del tutto chiaro; se si deve avere le idee confuse, tuttavia, penso che valga la pena avercele confuse come Dio comanda.
cartilagine articolare La cartilagine articolare esplica diversi ruoli fondamentali:

  • mantiene la congruenza meccanica dei capi articolari;

  • fornisce una superficie di scivolamento pressoché priva di attrito;

  • contribuisce ad assorbire gli shock meccanici che l’articolazione subisce.

La cartilagine ialina articolare

La cartilagine ialina nell’adulto è priva di vasi sanguigni, di vasi linfatici e di terminazioni nervose; le cellule che la compongono (i condrociti, che compongono il 2-10% del volume tissutale) ottengono il proprio nutrimento tramite diffusione dal liquido sinoviale (processo facilitato dall’azione di compressione-rilasciamento esercitata su questo tessuto e determinata dal movimento. In questo modo si genera un effetto “spugna” favorendo la diffusione delle sostanze nutritive). Il tessuto cartilagineo è inoltre composto da collagene (10-30% del peso a fresco del tessuto), proteoglicani (5-10%) ed acqua (65-80%). Le proprietà biomeccaniche della cartilagine dipendono in larga parte dalla composizione della matrice extracellulare.

Con l’invecchiamento la cartilagine diviene via via più suscettibile agli insulti e tende ad indebolirsi ed a consumarsi più facilmente in seguito al carico funzionale sottoposto negli anni; allo stesso modo perde elasticità e riduce la sua capacità di resistere a forze compressive.

Molti studi in merito all’effetto dell’esercizio sulle cartilagini hanno inoltre dimostrato come, in assenza di un carico regolare, esse tendano ad indebolirsi. Tuttavia, a differenza di quanto accade per il tessuto osseo osso, gli studi in vivo espletati per rilevare un eventuale aumento dello spessore delle cartilagini articolari in persone molto attive (sportivamente) hanno evidenziato dati contrastanti. La variabilità interindividuale dello spessore delle cartilagini è notevole, mentre l’abilità di modellarsi in senso positivo in risposta al carico meccanico è molto più limitata rispetto a quella di altre strutture (ad esempio quelle muscolari). Inoltre se “più muscolo” è associato allo sviluppo di maggiori forze tensive, e se “più osso” a maggiori capacità di carico, “più cartilagine” non è automaticamente correlabile con migliori proprietà meccaniche o maggiore competenza articolare.
riduzione cartilagine articolare

Come dicevamo, l’invecchiamento determina una riduzione della tolleranza cartilaginea agli insulti. A quanto parrebbe emergere dagli studi il livello e le modalità dell’attività fisica praticata potrebbero avere un effetto variabile sulla salute di tali strutture (vedi più sotto).

Alcuni fattori di rischio noti per la degenerazione cartilaginea sono la predisposizione genetica, alterazioni congenite o acquisite della biomeccanica articolare (ad esempio un disallineamento dell’articolazione), un eccessivo peso corporeo, l’iperlassità legamentosa, gli infortuni e una cattiva tecnica di esecuzione del gesto atletico (chiaramente perpetrata nel tempo).

Attività a basso impatto come camminare o come l’esercizio in acqua sono più favorevoli in termini di salute cartilaginea a lungo termine rispetto ad attività ad impatto maggiore (corsa, tennis, ecc). Sebbene le attività con sovraccarichi come il sollevamento pesi, la ginnastica artistica ecc. siano in grado di aumentare sia la massa ossea che quella muscolare, possono tuttavia esporre ad un aumentato rischio di sviluppare un danno cartilagineo e quindi rappresentano effettivamente un fattore di rischio per lo sviluppo, nel corso degli anni, di un quadro di osteoartrosi.

Anche attività caratterizzate da frequenti flessio-estensioni dell’articolazione (es. il ginocchio) potrebbero essere caratterizzate da simili conseguenze (è inutile che mi guardiate storto). Quindi, a differenza di quanto accade per l’osso, un intenso e ripetitivo sovraccarico a lungo termine sulla cartilagine è stato dimostrato avere un impatto sfavorevole nei confronti della stessa.

D’altro canto, attività più tranquille (a basso impatto) come la camminata in piano, l’esercizio in acqua, l’andare in bici potrebbero rallentare il processo degenerativo della cartilagine adulta anche una volta già danneggiata. Ciò potrebbe essere in parte spiegato da un miglioramento nella circolazione sanguigna locale seguito dall’aumento a breve termine (fisiologico) della produzione di liquido sinoviale all’interno delle articolazioni. Ciò avviene proprio in risposta all’esercizio e potrebbe contribuire a mantenerle lubrificate e ben nutrite.

Cartilagine articolare ginocchio

Tra le articolazioni che sono più soggette a una degenerazione della cartilagine vi è il ginocchio. Le cartilagini del ginocchio consumate sono caratteristica di un quadro di gonartrosi (artrosi del ginocchio) che può generare dolore localizzato e rigidità articolare.

Nell’artrosi di ginocchio e nella condromalacia (definibile come una degenerazione della cartilagine del ginocchio che riveste la superficie posteriore della patella) l’esercizio fisico a basso impatto (soprattutto volto a rinforzare la porzione interna del quadricipite femorale) è parte fondamentale del programma riabilitativo, e permette di guadagnare forza e continenza articolare (e quindi determina una biomeccanica articolare più favorevole) con un minimo impatto.

L’esercizio riveste un ruolo molto importante nel processo riabilitativo dell’osteoartrosi: è stato infatti ampiamente dimostrato che è in grado di ridurre il dolore e di migliorare la funzionalità delle articolazioni artrosiche. Vi sono studi che dimostrano come l’esercizio fisico moderato in pazienti con  artrosi al ginocchio sia in grado di determinare non solo un miglioramento funzionale (in termini di rigidità articolare e dolore) ma anche di migliorare il contenuto cartilagineo di glicosaminoglicani.

Cartilagine articolare, rimedi naturali

L’esercizio fisico, come visto poco fa, assieme ad un uso ragionato degli integratori per la cartilagine articolare, può costituire un vero e proprio rimedio naturale per la cartilagine articolare. L’esercizio regolare facilita la diffusione dei nutrienti e quindi il trofismo della cartilagine stessa. Troppo poco carico funzionale o una vera e propria immobilizzazione finiscono viceversa per compromettere le proprietà della cartilagine stessa e ne determinano atrofia, tuttavia un carico eccessivo (ed il nocciolo della situazione sarebbe, per ogni singolo individuo, riuscire a definire “eccessivo”), unito a diversi altri fattori alcuni dei quali ad oggi poco chiari, può favorire la comparsa osteoartrosi.

Attenzione: la capacità di adattare il proprio giudizio a seconda del contesto è ciò che differenzia l’uomo retto dal fondamentalista, l’appassionato dall’esaltato. Immagino già i flames dei vari Robocop in giro per la rete; vorrei sottolineare che questo articolo non ha assolutamente lo scopo di dissuadervi dall’allenarvi duramente. E’ necessario tuttavia tenere conto che l’allenamento di un certo tipo (vedi sport agonistico o equivalenti), specialmente se protratto nel tempo, potrebbe avere alcune conseguenze sfavorevoli. Curare la tecnica di esecuzione, la programmazione dell’allenamento e sottoporsi a stimoli allenanti calibrati sulla base delle proprie caratteristiche del momento non garantisce l’immunità nei confronti di tutto questo, ma sicuramente aiuta a ridurre i rischi.
Esercizio fisico e cartilagini articolari

Note sull’autore
Angelo Fassio: atleta della Domenica e Medico in formazione specialistica (Reumatologia e Malattie del Metabolismo Osseo).

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Andrea Biasci

Andrea Biasci

Dott. in Scienze Motorie. Ha insegnato e collaborato con l'università Statale di Milano come professore a contratto. Fondatore del Project inVictus. Maggiori informazioni

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