Viaggio nella miofascia: le tre reti olistiche

Viaggio nella miofascia: le tre reti olistiche

Ricominciamo il nostro viaggio alla scoperta della Fascia. Negli articoli precedenti abbiamo introdotto questo argomento con la parte più anatomica/fisiologica che per molti sarà stata un supplizio.
1.La miofascia: verso una visione olistica del corpo umano
2.La miofascia: plasticità del tessuto connettivo

Ora cominciamo ad entrare nel vivo dell’argomento ma prima di iniziare a parlare dei vari meridiani miofasciali, è necessario capire alcuni concetti, per non scadere in una mera descrizione del genere “La linea frontale comincia da….e passando di qua…arriva là”.

Iniziamo con questa semplice domanda: “quali sistemi fisiologici del corpo, se potessimo estrarli o eliminare tutto ciò che gli fa da contorno, ci mostrerebbero l’esatta forma corporea interna ed esterna? Quali sono veramente i sistemi olistici?” Quali sistemi collegano tutto il corpo?

Vesalio tentò di rispondere a tale domanda disegnando uno scheletro in contemplazione. Tale immagine fu sconvolgente per l’epoca e di grande impatto visivo.

Vesalio

Oppure senza andare troppo indietro, vi ricordate la canzone dei Chemical Brothers – Hey boy, hey girl?             In questo video a un certo punto in una discoteca si vede una massa di scheletri che ballano. Tuttavia riceveremo poche informazioni; ad esempio sulle espressioni facciali o sul vissuto della persona. Potremmo distinguere una maschio da una femmina grazie alla forma delle pelvi, questo sì, ma non avremmo informazioni su chi è grasso, magro, sedentario o sportivo, ecc.

Quindi, il sistema scheletrico non è il candidato ideale come sistema olistico.

L’apparato digerente e gli organi associati ci potrebbero dare delle indicazioni sugli stati emozionali grazie ai ritmi peristaltici ma anche lui risulta troppo incompleto come sistema olistico.
Il tessuto epiteliale, la pelle? Togliendo tutto e lasciando solo quella avremmo un’idea molto precisa del corpo, ma solo della sua parte esterna.

Quindi rimangono solo tre candidati: il sistema nervoso, circolatorio e fibroso.

La rete neurale

Sistema nervoso

Se togliessimo tutto ciò che è intorno al sistema nervoso questo mostrerebbe l’esatta forma del corpo. Vedremmo le innervazioni di ogni organo, sistema, apparato. Alcune aree, le più sensibili, saranno più dense. Direi quindi che il sistema nervoso è un candidato ottimo come prima rete olistica.

La rete fluida

Sistema fluido

Se rimuovessimo tutto lasciando solo il sistema circolatorio avremmo un’altra bella istantanea globale del corpo. Al centro il cuore, con arterie e vene principali e poi tutto il resto di questa fitta rete di tubicini. Questa rete vanta qualcosa come 100.000 km di canali. E se si includesse anche la circolazione linfatica e cerebrospinale questa istantanea del corpo sarebbe completissima. Tuttavia alcune zone come le cartilagini e i legamenti sarebbero poco o per nulla visibili poiché poco raggiunti da questo mare interno….per questo le lesioni in tali sedi sono più lente a guarire.

La rete fibrosa

Questa è il sistema fasciale, la terza linea di comunicazione lungo tutto il corpo. Rendendo visibili solo gli elementi fibrillari del tessuto connettivo, (collagene, reticolina, elastina) vedremmo tutto il corpo come nella rete neurale e vascolare ma in maniera molto più completa, con le cartilagini, legamenti, tutti i foglietti attorno ai muscoli e agli organi. Il centro di questa rete sarebbe il nostro centro di gravità nel mezzo della parte inferiore del nostro ventre, il cosidetto “hara” così caro e importante nelle arti marziali giapponesi e affini.

 La rete fasciale permea il corpo al punto di essere parte dell’ambiente vicino a ciascuna cellula.

Una teoria ancora da verificare vede questa rete come un’antenna biologica poiché il lattice molecolare che la compone può qualificarsi come cristallo liquido, ci sono ricerche in corso riguardo le proprietà elettriche della fascia.

Non vi sono molte raffigurazioni di questa rete poiché considerata qualcosa che copre, uno scarto che nascondeva i muscoli così cari agli anatomisti. Ma diciamo che tale rete è più o meno la stessa cosa della scorza di un’arancia che dalla superficie và in profondità separando i vari spicchi esternamente ed internamente.

Sistema fibroso

Sempre parlando di agrumi, spesso nei programmi di cucina si dice di far rotolare sotto la mano, schiacciandolo leggermente un Lime, per “spremerlo meglio”. Il lavoro di rilascio miofasciale funziona più o meno allo stesso modo, diminuendo o eliminando alcune tensioni strutturali in modo che i nostri “succhi” siano liberi di fluire in zone più “asciutte”.

Arteria, nervo, filo supremi

Ogni cellula è attorniata da un capillare, ma ciò che la nutre non sono gli eritrociti, ma il plasma che porta ossigeno, nutrimento e messaggeri chimici. Se il sangue è la fonte della vita, il nervo è il controllore, perché riporta i feedback al sistema centrale, senza una comunicazione costante perdiamo contatto con la periferia. Tra cellula capillare e nervi vi è una matrice di tessuto connettivo, una sorta di “filtro”. Più le maglie di tale filtro sono fitte e più l’olio (il plasma ) è denso, più tale compito diventa difficile.

Il nutrimento delle cellule è influenzato da:

  • densità della matrice fibrosa
  • viscosità della sostanza fondamentale.

Quindi sostanzialmente molti metodi manuali e di movimento agiscono su questi due aspetti per facilitare questo flusso.

Osteopatia

A livello Macroscopico ciò avviene nelle due principali cavità corporee dorsale e ventrale.

La dura madre, lo strato aracnoide e la pia madre sono involucri di tessuto connettivo che circondano e proteggono il cervello e sono a loro volta circondati e immersi nel liquido cerebrospinale (LCS). Queste membrane interagiscono col sistema nervoso e il LCS producendo una serie di pulsazioni palpabili all’interno della cavità dorsale e quindi nell’intera rete fasciale. Tali pulsazioni son note agli osteopati craniali che usano tale meccanismo, viene definito “respiro craniale”, teoria ancora da verificare con deboli evidenze scientifiche.

Sistema craniosacrale

Riassumendo il nostro viaggio sulla fascia e le reti olistiche
  • Tutte e tre le reti (Neurale, Liquida, Fibrosa), sono interconnesse e mischiate l’una all’altra.
  • Tutte e tre hanno una forma tubulare (neurone, fibre di collagene, capillare) con diametri diversi.
  • Tutte e tre trasmettono informazione (neurale: acceso spento, frequenza e ampiezza di segnale; fluida: informazioni chimiche tramite un mezzo fluido; fasciale: informazioni meccaniche, tensioni/compressioni)
  • Il sistema nervoso è il più veloce a comunicare, seguito dal circolatorio e infine dal fasciale che impiega anche mesi /anni.

Per concludere, un completo approccio al corpo fibroso, un approccio della medicina spaziale può essere ottenuto al meglio da un terapista che conosca e abbia esperienza in quattro aree interconnesse:

  • Le meningi e il perinevrio che circondano e pervadono i tessuti della cavità dorsale con metodi di osteopatia craniale e craniosacrale e sacro occipitale che lavorano sulle tensioni nervose avverse.
  • La sacca peritoneale e le inserzioni legamentose correlate della cavità ventrale con la manipolazione viscerale.
  • “L’involucro esterno” di miofascia che comprende tutti i meridiani miofasciali con metodi come terapia dei trigger points, rilascio miofasciale e integrazione strutturale.
  • “L’involucro interno” del periostio, capsule articolari, legamenti inspessiti, cartilagine e ossa con mobilizzazioni articolari, le tecniche di thrust dei chiropratici e osteopati e le tecniche di rilascio profondo dei tessuti molli.
  • Un quinto approccio è quello del movimento corretto biomeccanicamente e sano quindi con competenze di fisioterapisti, laureati in scienze motorie.

Grazie per l’attenzione e al prossimo articolo.

 

Bibliografia:

Anatomy Trains, Thomas W. Myers.
Becoming a Supple Leopard, Kelly Starrett
The Trigger Point Therapy Workbook: Your Self -Treatment Guide for Pain Relief, Clair Davis
Anatomia Clinica, Marinozzi.
Fascia, the tensional network of human body, Schleip et al.
The Roll Model, Jill Miller

 

Note sull’autore Andrea Colarusso
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Laurea Triennale in Scienze Motorie e Sportive
Laurea Specialistica in Scienza e Tecnica dello Sport- Sport di combattimento
Canali Postural Method 1° livello
Personal Trainer FIPE 3° livello
Specialista in Kettlebell FIPE
Istruttore FIPL 1° livello
Tirocinio di un anno presso Nazionale Olimpica Italiana Taekwondo.
Preparatore Atletico Club Scherma di Roma, settore Spada.
Istruttore Thai Boxe/ K1 FIGHT1
Creatore Satori Training PT .

 

 

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Andrea Biasci

Andrea Biasci

Professore universitario a contratto all'università Statale di Milano. Fondatore del Project inVictus. Maggiori informazioni

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