Educazione alimentare: cos’è e perchè è importante

L’educazione alimentare è uno strumento efficace di prevenzione e tutela della salute. L’obiettivo è di sviluppare una coscienza alimentare che aiuti a perseguire una corretta alimentazione, creando un rapporto sano tra mente-cibo. 

Oltre all’importanza di seguire una dieta sana ed equilibrata, l’educazione alimentare mira a sensibilizzare anche il rapporto uomo-natura, in un’ottica di sostenibilità ambientale. 

I comportamenti alimentari si acquisiscono fin dalla tenera età, perciò è indispensabile attuare programmi di educazione alimentare per far comprendere l’importanza di uno stile di vita sano da tramandare alle generazioni future. 

Cosa si intende per educazione alimentare? Perchè è importante?

cibi ricchi di fibre per dimagrire

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e la FAO (Food Agriculture Organization), definiscono l’educazione alimentare come:

‘’ Il processo informativo ed educativo per mezzo del quale si persegue il generale miglioramento dello stato di nutrizione degli individui, attraverso la promozione di adeguate abitudini alimentari, l’eliminazione dei comportamenti alimentari non soddisfacenti, l’utilizzazione di manipolazioni più igieniche degli alimenti e un efficiente utilizzo delle risorse alimentari. ‘’

In linea con la definizione sopra riportata, è possibile considerare l’educazione alimentare come una combinazione di strategie educative designate per facilitare l’adozione volontaria delle scelte di consumo. Una ricerca dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) indica che le scelte di consumo alimentare sono influenzate da molti fattori: psicologici, culturali, sociali, religiosi, economici, estetici e persino dagli amici. 

Il luogo d’elezione in cui si svolge l’educazione alimentare sono le scuole di tutti gli ordini, in cui partecipano gli studenti insieme ai genitori e ai docenti. Il coinvolgimento dei genitori è essenziale affinché si possa consolidare l’apprendimento maturato anche nella sfera familiare. In secondo luogo, l’educazione alimentare si rivolge con tecniche differenti ad adulti, sportivi, persone affette da disturbi alimentari etc. 

Ma chi è l’educatore alimentare? 

Secondo il rapporto di ricerca (2008) del MIUR, l’educatore alimentare è un professionista che si occupa di promuovere le pratiche di educazione alimentare. Nella maggior parte dei casi si tratta di insegnanti di ruolo ma anche a figure esterne alla scuola, quali: dietologi, nutrizionisti ed altri professionisti del settore. 

L’educazione alimentare è importante perché è attenzione alla salute, intesa come prevenzione dei disturbi alimentari e delle malattie cronico-degenerative. È importante perché è esperienza, in quanto coinvolge tutti e cinque i sensi e si articola in progetti e laboratori. Infine è importante perché va intesa come una volontà proattiva di conoscere gli alimenti e le modalità di consumo.

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Quali sono gli obbiettivi dell’educazione alimentare?

L’educazione alimentare va intesa come azione di prevenzione primaria, in contrasto al sovrappeso, all’obesità infantile ed adulta, al diabete, all’asma e a tutte le patologie correlate a un’alimentazione scorretta. Si propone di:

  • Creare consapevolezza rispetto ai rischi dovuti ad un’alimentazione scorretta, scoraggiando il consumo di determinati alimenti poco sani: bevande gassate, merendine, snack ricchi di zuccheri etc;
  • Far comprendere i rischi connessi all’obesità, al sovrappeso e alla sedentarietà: si stima che oltre 40 milioni di bambini di età inferiore ai 5 anni siano sovrappeso con un elevato rischio di diventare adulti obesi;
  • Promuovere la conoscenza del sistema agroalimentare mediante la comprensione del rapporto tra risorse alimentari ed ambientali;
  • Educare al rispetto della stagionalità dei prodotti alimentari;
  • Assicurare un’alimentazione sana a tutti gli esseri umani, eliminando il cibo inquinato o malsano (food safety);
  • Garantire a tutti la sicurezza di poter consumare cibo sano e acqua potabile per poter vivere bene e in salute (food security).

Consigli per una corretta alimentazione

dieta grasso viscerale

Alimentarsi non è soltanto l’espressione del bisogno di nutrirsi, ma anche il risultato di determinanti psicologiche, sociali, culturali, che insieme concorrono a dar vita alle scelte alimentari. 

Una corretta alimentazione non deve solo rispettare le necessità qualitative e quantitative dell’organismo, ma deve anche armonizzarsi con la sfera psicologica e relazionale della persona, nel rispetto dell’ecosistema e della biodiversità. A questo proposito:

  • Consuma una colazione equilibrata: una giusta combinazione di macro e micronutrienti è importante per concentrarsi in maniera adeguata;
  • Siediti correttamente a tavola e mastica a lungo: queste pratiche favoriscono la digestione e ti permettono di sentirti più sazio mangiando il giusto;
  • Varia i cibi consumati: la necessità di una dieta varia deriva dal fatto che nessun alimento, consumato singolarmente, contiene tutte le sostanze nutritive di cui hai bisogno; la combinazione degli alimenti è invece in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali ed energetici;
  • Prediligi metodi di cottura semplici e con poco condimento: preferisci la cottura al vapore, al forno, microonde o alla piastra;
  • Consuma più frutta e verdura e meno cibi processati: assicurati il pieno di vitamine e sali minerali e riduci la quantità di sale (max 5-6g/die).
  • Poni attenzione all’igiene alimentare: gli alimenti, se non correttamente conservati e manipolati possono causare diverse problematiche, al fine di evitare che batteri o virus si diffondano nell’organismo assicurati di conoscere le norme igieniche;
  • Impara a riconoscere il vero senso di fame: spesso, mangiamo per noia o per golosità, cerca di focalizzarti a comprendere le tue reali esigenze, anche usando un diario alimentare.

Alimentarsi in maniera adeguata è di fondamentale importanza a tutte le età, a maggior ragione nei bambini che affrontano un percorso di crescita, sia a livello psicologico che strutturale. Ecco alcuni consigli:

  • Non forzare il bambino a mangiare alimenti che rifiuta: la neofobia alimentare è il rifiuto di mangiare nuovi cibi, è possibile chiedere di assaggiarli di volta in volta, in modo da abituare le papille gustative al nuovo sapore;
  • Cucina gli alimenti rifiutati in modo diverso: legumi sotto forma di polpette, verdure camuffate in pasta/riso o creando nel piatto forme di animali che possano divertirlo;
  • Dai il buon esempio a tavola: è importante essere coerenti per insegnarli a mangiare in modo equilibrato;
  • No al cibo come ricompensa o come punizione: alimentarsi in modo corretto è necessario per mantenersi in salute, non a trasmettere messaggi scorretti;

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Note sull’autrice: Valentina Idà

Laureata triennale in Scienze Motorie e attualmente studentessa magistrale in Scienze della Nutrizione Umana. Da sempre interessata all’alimentazione e al fitness ha scelto di coniugare le sue due passioni e formarsi per far comprendere, soprattutto alle donne, quanto sia importante alimentarsi in modo adeguato e adottare uno stile di vita sano. 

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