La lombalgia: come curarla

La lombalgia: come curarla

La lombalgia è, nella pratica clinica, quello che in gergo popolare viene definito mal di schiena lombare. Il cosiddetto mal di schiena è, infatti, un dolore che affligge quasi tutte le persone almeno una volta nella vita, e costituisce la principale causa di assenza dal lavoro nel mondo (quando è acuto è chiamato anche “colpo della strega”). L’argomento è davvero vasto e complesso, vista l’articolata anatomia e la fine biomeccanica che caratterizza questo settore anatomico, e tutto ciò come spesso accade si scontra con una conoscenza popolare confusa e approssimativa, spesso relegata a credenze tramandate o esperienze personali raccontate, che non fanno altro che ostacolare il percorso di guarigione o, nei casi peggiori, renderlo impraticabile. Ecco perché è importante partire dalle basi dell’argomento, perché la consapevolezza può fare la differenza per comprendere meglio la problematica e adottare così le giuste strategie per farvi fronte senza perdere soldi e tempo. Perché i dolori alla schiena? Come curare e come risolvere il dolore lombare? Cerchiamo di conoscere meglio l’argomento.

I sintomi della lombalgia

Il dolore alla schiena è in genere inteso come dolore ai lombari. Generalmente le persone si approcciano al professionista dicendo “ho dolore alla schiena quando sto in piedi”, “ho dolore alla schiena quando mi alzo” oppure “ho dolore alla schiena quando mi piego”. Il dolore alla schiena è spesso descritto come una pugnalata, come uno spillo, come un bruciore o come degli aghi.

La varietà della manifestazione dei sintomi riferiti fa già intendere la complessità della condizione, situazione che non può mai essere affrontata in maniera superficiale. È bene iniziare a comprendere subito che il dolore può essere generato da strutture diverse di questa regione anatomica, strutture protagoniste di alterazioni e disfunzioni che richiedono in molti casi trattamenti di natura opposta tra loro. Si capisce bene, dunque, che standardizzare i rimedi è una pratica davvero con poco senso e si inizia a intuire che le possibilità di guarigione sono legate a strategie che dipendono strettamente dalle condizioni soggettive della persona e non possono essere uguali per tutti.

muscoli schiena
Potenzialmente ogni struttura della regione lombare può essere fonte di dolore alla schiena

Nella fattispecie, la lombalgia cronica può derivare da alterazioni di ogni componente anatomica: vertebre lombari, dischi, radici nervose, legamenti, muscoli. Una prima cosa importante da chiarire è che non vi è sempre una correlazione diretta tra le manifestazioni cliniche, ossia i sintomi riportati, e le eventuali alterazioni riscontrate durante l’esecuzione di lastre o risonanze magnetiche. Un modo di fare molto comune è spesso quello di recarsi dal medico di base, farsi prescrivere degli esami e, una volta fatti, dare un nome al colpevole del dolore (tessuto o struttura alterata o lesionata), senza tuttavia occuparsi della causa (perché si è lesionato? Cosa non funziona?).

Molto spesso si trovano tessuti o strutture degenerate anche in soggetti privi di dolori (come ci riportano molti studi) e per questo è di solito alquanto ottimistico pensare di associare in maniera diretta la struttura degenerata con i propri sintomi. Se per esempio, nella risonanza compaiono due protrusioni, non è assolutamente detto che queste siano le colpevoli del dolore ed è anzi probabile che vi erano già anni prima della comparsa dei sintomi e che nulla vi abbiano a che fare. Altre volte invece (specie in soggetti più giovani) vi è la presenza di dolore in assenza di alterazioni in sede di imaging diagnostico. Che fare con dolore alla schiena quindi? Qualcosa da qualche parte non quadra sicuramente e bisogna capire che cosa.

Concentrare tutte le nostre forze solo sugli esami diagnostici (lastre e risonanze) per trovare a tutti i costi un capro espiatorio con cui prendersela senza impostare un piano di trattamento razionale e organizzato, crea in moltissimi casi solo inutili sentimenti di paura e angoscia e distoglie l’attenzione dall’aspetto più importante: ci fa fissare il dito, impedendoci di vedere la luna.

Come curare la lombalgia: i farmaci e i massaggi sono davvero utili?

L’idea di trattamento del dolore alla schiena che si ha nell’immaginario comune è basata essenzialmente su due grandi pilastri: i farmaci anti-infiammatori e il massaggio. Questo modo di pensare è basato sull’errata tendenza a considerare solo ed esclusivamente il sintomo, in questo caso il dolore, e ignorare totalmente la causa che l’ha creato. I farmaci possono andare bene per alleviare il dolore alla schiena, ma non possono essere considerati in alcun modo i protagonisti del nostro trattamento. Utilizzateli in fase acuta, ma non abusatene se il dolore cronicizza e soprattutto adoperatevi per capire le ragioni del dolore, in modo tale da non doverli più assumere.

trigger point

Il massaggio è un vero e proprio must e generalmente, anche per ciò che riguarda il mal di schiena, è la prima cosa che viene in mente di fare per guarire. Direi che siamo fuori dalla realtà. Fare un massaggio, nella maggior parte dei casi, non serve a nulla per la lombalgia, specie se non abbiamo prima capito a cosa sia realmente dovuta. Massaggiare “a caso” la schiena non apporterà alcun beneficio. Il massaggio è uno dei tanti strumenti terapeutici in mano a un fisioterapista, ma non è l’unico e spesso è anche il meno utile. Prima di pensare a fare un massaggio fatevi visitare, sarà il professionista a decidere se quella è la strada migliore verso la guarigione e come risolvere il dolore alla schiena nel modo più efficace.

Il massaggio è una pratica decisamente sopravvalutata: è molto utile come decontratturante e rilassante per muscoli rigidi (trigger point). Se la causa del dolore alla schiena è questa allora il massaggio può andare bene, altrimenti no. Ad ogni modo anche se vi è la presenza effettiva di muscoli rigidi da “massaggiare” c’è da chiedersi comunque il perché questi muscolo siano rigidi: sovraccarico anomalo il giorno prima oppure disfunzione e disequilibrio muscolare? In questo secondo caso, il massaggio può svolgere la funzione di un farmaco: allevia i sintomi in fase acuta ma non risolve la causa, rompe il led acceso che segnala il carburante in esaurimento, senza fare benzina.

trigger point

Lombalgia, cosa fare

Che fare quindi? Come si cura la lombalgia? L’approccio più intelligente per risolvere una problematica così complessa come il mal di schiena lombare è sempre quello di valutare come si presenta clinicamente il fenomeno, non concentrandosi solo ed esclusivamente sulla diagnosi dei referti medici. Il dolore alla schiena è spesso il risultato di piccoli traumi ripetuti durante la giornata (che possono portare a lesioni più o meno gravi dei tessuti e delle strutture ossee) che sono dovuti a tre possibili cause:

  • un cattivo allineamento della colonna stessa, del bacino e dell’anca. In questo senso è importante considerare il rachide lombare non come una struttura isolata, bensì come una delle componenti di un sistema integrato. È fondamentale quindi valutare la sede del dolore ma anche le strutture limitrofe, per capire dove sta realmente la disfunzione. In molti casi, la zona lombare è sede di compensi che la sovraccaricano eccessivamente in risposta a una rigidità dell’anca o del bacino. Terapia manuale con tecniche di mobilizzazione settoriale ed esercizi specifici di rinforzo e allungamento per i muscoli in disequilibrio potranno essere delle strategie utili a ripristinare la normalità;
terapia manuale
Terapia manuale con tecniche di mobilizzazione vertebrale settoriale
  • cattiva stabilizzazione della muscolatura del tronco. Il core addominale è un complesso sistema muscolare che ha lo scopo di stabilizzare le vertebre durante i movimenti sportivi e di vista quotidiana. Una cattiva performance o un alterato timing di attivazione di alcuni di questi muscoli (come, per esempio, il trasverso dell’addome) può esporre le vertebre lombari a rischi maggiori. Esercizi per il mal di schiena specifici di rinforzo di questa muscolatura garantiranno maggiore stabilità e maggiore resistenza a tutte le strutture lombari (dolore lombare e addominali);
rinforzo addome
Esercizio di rinforzo per il muscolo trasverso dell’addome
  • schemi di movimento scorretti. Più che concentrarsi sul nome delle strutture degenerate è più utile effettuare delle diagnosi funzionali, ovvero capire attraverso dei test quali sono i movimenti che scatenano i sintomi e quali disfunzioni sono presenti durante questi movimenti (dolore in estensione, in flessione, in rotazione, ecc.). Un occhio clinico potrà facilmente riconoscere delle alterazioni, potrà scorgere dei movimenti di compenso che allontanano il gesto dalla fisiologia esponendo le strutture a danni. Prendere consapevolezza e correggere tali schemi di movimento alterati, anche durante il quotidiano, permetterà di ridurre i microtraumi e le possibili lesioni associate.

movimenti schiena

L’approccio consigliato quindi per il dolore di schiena non è tanto quello medico classico basato solo sulla diagnosi (“ho una protrusione”, “ho degli osteofiti”, “ho una contrattura”), o solo sui sintomi (farmaci e massaggi), bensì quello che analizza la funzionalità delle strutture, per comprendere le reali cause, considerando il l’apparato locomotore come un sistema integrato e non come la somma di tante parti separate le une dalle altre. Capire realmente cosa fare per la lombalgia e come curarla davvero passa necessariamente da un approccio di questo tipo.

Andrea Roncari

Andrea Roncari

Professore a contratto presso la facoltà di Scienze Motorie dell'università degli studi di Pavia. Fisioterapista e laureato in scienze motorie. E-mail: [email protected] Tutti i miei articoli

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