Motor Learning: cosa non ti insegnano a “scuola”

Motor Learning: cosa non ti insegnano a “scuola”

Motor Learning: cosa non ti insegnano a “scuola”

Quando avevo 20 anni, avevo molto tempo libero, poco senso del pericolo e anche una buona dose di mania di onnipotenza. Già a quell’età ero affassinato dal Motor Learning.

Così ho deciso di investire il mio tempo libero per imparare questo:

Il Front Flip. Ancora oggi (10 anni dopo) viene considerato nel mondo del freestyle in bici come uno dei trick più rischiosi, più paurosi e soprattutto più difficili a livello tecnico.

La cosa interessante di tutto ciò è che sono stato il primo in Italia a farlo, e sinceramente fino ad ora l’avevo visto fare esclusivamente in un video da un francese.

Quindi l’ho imparato da solo. Non esistevano propedeutiche, video tutorial o altro materiale che mi potesse dare un percorso da seguire per arrivare all’esecuzione finale.

Come ho fatto?

Questa è la domanda a cui voglio rispondere in questo articolo, sperando di lasciarvi un qualcosa di utile su come poter imparare un nuovo movimento, su come avvicinarci al mondo del motor learning, dell’imparare non direttamente dai libri.

Troppa analisi e poco intuito


Allenamento free

Il maestro di un mio maestro, Kaoru Kurihara (Aikido), sosteneva: “voi occidentali siete troppo fissati con l’analisi del movimento. Volete sapere perfettamente come deve essere posizionato il piede, quali muscoli devo contrarre e quali rilasciare, quanto alto devo tenere il braccio. Così facendo vi perdete l’essenza del movimento!

Secondo Kaoru quindi, l’eccesso di informazioni su un determinato movimento non ne migliora l’apprendimento; anzi, può portare solo più confusione nella testa dell’allievo.

Nelle palestre odierne ormai tutti i trainer si divertono a fare una descrizione accurata della Core Stability (un argomento a caso) e dei muscoli che entrano in funzione nella pratica: “No perché se attivi il trasverso poi per sinergia attivi il multifido che andrà a stabilizzarti meglio le vertebre.. se dai più enfasi sulla contrazione dell’addome inverti la curva lombare e per te che sei leggermente iperlordotico è importante per non sovraccaricare i dischi intervertebrali..”.

Kaouru Kurihara, se dovesse spiegare la Core Stability ad un suo allievo probabilmente direbbe: “immagina che il tuo hara sia solido come la roccia!”.

Stop. Basta con le informazioni. Il tuo hara deve essere solido come una roccia. Adesso che lo sai “buttati” nel movimento e consenti al tuo corpo di imparare spontaneamente.

Perché ci piace la propedeutica?

La propedeutica

Come mai quindi noi occidentali ci poniamo tutte queste domane? Perché vogliamo sapere perfettamente ogni cosa di ciò che andremo a fare prima di metterci in gioco?

Probabilmente io non ho le vere competenze (psicologiche, antropologiche, etc.) per rispondere esaustivamente a una domanda del genere.

Ma nel mio piccolo, quando svolgo lezioni di personal training con i miei clienti, percepisco sempre una forte necessità da parte loro di volere delle certezze su quello che si sta facendo.

Se oggi farai questo e dopo domani farai quest’altro, dopo dopo domani arriverai a quello.”

Questo è secondo me il perché ci piace tanto questo metodo, il motor learning appunto.

Non esiste un’università di scienze motorie dove non venga abusata da parte degli alunni la richiesta di protocolli di lavoro. Protocollo per la riabilitazione dell’anca, per la spalla, per le lombalgie. Ovviamente non è così solo per il nostro mondo. In tutte le professioni si cerca una linea guida; una ricetta magica da mettere in pratica per arrivare a ciò che si vuole.

Ma purtroppo (o per fortuna), la ricetta magica non esiste.

Consigli per imparare senza studiare

Questo articolo invece, mi è venuto in mente durante le riprese del seguente video (una delle mie soddisfazioni più grandi):

Un mix di Calisthenics, Parkour, Bodyweight Strenght. E’ un mio modo di allenarmi. Una mia espressione del movimento.

Per girare il tutto da solo mi ci sono voluti i ritagli di giornate degli ultimi 4 mesi. Purtroppo (o per fortuna) non ho più il tempo libero di quando ero ventenne.

Quindi il tempo a disposizione era veramente poco ma l’ambizione era tanta, anzi, era così tanta che avevo deciso di mettere nel video delle skill che ancora non sapevo fare.

Il muscle up 360, la camminata in human flag, la transizione da una sbarra all’altra sono tutte cose che consideravo fighe ma che ancora non sapevo se sarei stato in grado di farle. Alla fine però ci sono riuscito.

Le domande che mi sono posto a fine prodotto sono: “Se per ogni skill avessi seguito una propedeutica standardizzata step by step quanto c’avrei messo a girare il video? Avrei ottenuto per certo dei risultati migliori o il risultato finale sarebbe stato lo stesso? Se avessi seguito un percorso prestabilito il video sarebbe venuto più o meno naturale?”.

Queste sono le pulci nell’orecchio che spero di mettere pure a voi durante questa lettura.

Di seguito ecco cosa è stato realmente utile per me per imparare il front flip e le skills del video Body, Mind and Spirt (senza un libretto di istruzioni):

  • Visualizza: prima di provare un nuovo movimento visualizzalo nella tua mente. Osservalo in essa accuratamente. Un esempio su tutti sono gli sciatori di slalom che prima di partire chiudono gli occhi per ripetere mentalmente tutta la pista. Più accurata sarà quella riproduzione mentale, più accurata sarà l’esecuzione dei movimenti.
  • Trova l’essenza: l’essenza di una verticale è stare a testa in giù. L’essenza di un 360 è ruotare. L’essenza di un muscle up è arrivare sopra la sbarra. Il primo muscle up della tua vita non capiterà perché hai seguito per filo e per segno le istruzioni del tutorial; capiterà perché hai pensato e voluto realmente andare sopra alla sbarra. Quindi, ogni volta che stai facendo un movimento nuovo, sia che tu voglia impararlo, sia che tu voglia perfezionarlo, tieni sempre a mente la sua essenza.
  • Sperimenta: più esperienze motorie fai, più ci sono probabilità di imparane facilmente delle nuove. Ido Portal nei suoi workshop usa il termine Kinetic Koans. Il Koan è un enigma irrisolvibile delle pratiche Zen; il conetto calza perfettamente. Nel momento che pensi di essere arrivato alla soluzione motoria hai interrotto la ricerca. Ma l’evoluzione del movimento avviene durante la ricerca, non durante la soluzione. Più movimenti ricercherai con il tuo corpo e più sarai in grado di immaginare correttamente un movimento che non hai mai provato prima. Non fermare la ricerca
  • Riguardati: una cosa a cui penso sempre è che non potrò mai vedermi realmente. Si, posso vedermi allo specchio, in un video; però quella è una riproduzione di me stesso, non sono realmente io. Penso che se uno potesse vedere dall’esterno il proprio corpo durante il movimento potrebbe capire tantissimo di come migliorarsi. Flash mentali a parte, la video analisi di noi stessi è un ottimo metodo per l’evoluzione motoria.
  • Concentrati: stai veramente pensando al movimento o sei focalizzato sulla tipa che sta facendo i glutei? Tutto quello che aumenta la tua capacità di concentrazione aumenta la tua capacità di successo; in tutte le cose. Tecniche di meditazione, training autogeno, entrare nello stato di flow. Tutto quello che ti aiuta a veicolare la mente sull’obiettivo è da considerare oro colato per l’apprendimento. Prima di pensare che il concentrarsi sia una consiglio ovvio e scontato, chiediti se ti stai veramente concentrando al massimo delle tue potenzialità.

E poi.. Mettiti in Gioco!

In conclusione

Per concludere voglio smentire tutto quello che ho detto fino a adesso. La propedeutica non è importante? Assolutamente no! La propedeutica è importantissima. Io nel mio percorso ho imparato tante cose senza propedeutica e tantissime con la propedeutica.

Anzi, nel momento che imparo una skill senza istruzioni, immediatamente nel mio cervello tramuto l’esperienza motoria in una propedeutica da insegnare a qualche cliente interessato (tra l’altro spero di mostrarvi a breve dei miei tutorial sul corpo libero).

Però non diventiamo schiavi di essa. Non dimentichiamoci mai di affiancare ad un percorso prestabilito il nostro intuito, la nostra percezione e la nostra personalità. Tutto deve essere guidato dal buon senso. Il buon senso di capire che a volte puoi personalizzare quella propedeutica per le tue caratteristiche ed il buon senso di capire che imparare senza una propedeutica può essere rischioso. L’anatomia funzionale rimane sempre quella. Quindi se proviamo un movimento nuovo, dobbiamo sempre tenere a mente quali sono i nostri limiti fisiologici. In ogni caso, credo che Project Invictus al momento sia uno dei migliori siti (se non il migliore) su cui potersi fare una cultura di come funziona il nostro corpo e di quali sono le potenzialità e i limiti.

In fine, ricordatevi che la teoria bisogna studiarla.. per poi.. a volte.. dimenticarsela.

Motor Learning: cosa non ti insegnano a “scuola” fine

Note sull’autore:
Gabriele Pampanelli
Laureato in Scienze Motorie , Pesonal Trainer vive a Perugia
Sito: 
www.workoutrevolut1on.com
Mail: [email protected]
Canale youtube: https://www.youtube.com/channel/UCuehvTkwgBKs3z2n6sDvXDQ

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