Lavoro isometrico e strongman: cosa dicono i campioni

Lavoro isometrico e strongman: cosa dicono i campioni

Ricordo, come fosse ieri, quel periodo anni ’90 del bodybuilding, periodo nel quale mi avvicinai ai pesi e fui risucchiato in quel vortice di informazioni che mi confuse le idee piuttosto che chiarirle. A quei tempi internet muoveva i suoi primi passi e per attingere informazioni si andava dietro le riviste più gettonate e si viveva di passaparola. All’epoca ricordo che tornarono di moda le parziali e il lavoro isometrico, dove Pete Sisco era il guru del momento e pubblicizzava con fervore il “suo “ metodo isometrico, nonché il libro Static Contraction Training. Per esperienza personale posso confermare quella teoria che sostiene l’importanza di variare l’allenamento, pertanto le teorie delle parziali e delle contrazioni isometriche, che piacciano oppure no, trovano ragione d’essere inserite nell’allenamento in palestra.

Nel mondo dello sport in genere l’isometria è utilizzata più in ambito riabilitativo e post operatorio. Per il body builder diventa una variante per ricercare la massa, invece avvicinandosi alla realtà dell’allenamento strongman, il lavoro isometrico riveste un ruolo spesso fondamentale, perché diventa temprante per il carattere dell’atleta e fortificante nel dare solidità alle cartilagini, ai tendini ed alla densità ossea. Dopotutto, diverse prove nello strongman riguardano sforzi statici, trattenendo gravosi carichi in precise posizioni. Durante delle pesanti contrazioni isometriche il cervello manda continuamente scariche ai motoneuroni e diventa pertanto un lavoro molto stressante anche per il sistema nervoso centrale (SNC) che, quindi, andrebbe allenato con gradualità, contestualizzandolo all’interno del proprio programma d’allenamento.

Io penso che l’esperienza diretta sia la scuola migliore per l’insegnamento di ciò che funziona, o funziona meno. Proprio per questo motivo ho voluto girare un mio quesito ad alcuni strongman, anche di vecchia scuola, che prima di ogni teoria hanno all’attivo anni di pratica diretta, spesso in maniera piuttosto estrema. Il mio quesito, per ciascuno di Loro, è stato:

“ Cosa ne pensi del lavoro isometrico per un atleta strongman?”

Vediamo le loro considerazioni:

Chris Rider

Lavoro isometrico Chris Rider

Il lavoro isometrico è stato estremamente importante nel mio allenamento per la forza, in modo particolare con il bending steel (piegare l’acciaio). Andare al di là di un obiettivo che è fuori portata con il massimo sforzo, sino al punto in cui il corpo molla – svenendo – ha dimostrato d’essere un ottimo metodo per sviluppare la forza, per me. Il corpo cerca d’adattarsi al compito che ha davanti per realizzarlo, se la mente spinge in questo. Non sto consigliando o raccomandando nessuno di arrivare a tal punto, è oltremodo rischioso. Ad ogni modo, sento di doverci andare sino a quel punto e personalmente mi ha dato molto, catapultandomi in avanti nel mio allenamento.”

Chris Rider, denominato Hercules, è un oldtime strongman. Le sue performance sono strabilianti, piegare chiavi inglesi, strappare targhe d’auto, mazzi di carte, piegare ferri da cavallo, sono alcune delle sue prodezze. Amico storico di atleti del calibro di Dennis Rogers e Slim “the Hammer Man” Farman, tanto da renderlo un punto di riferimento per molti. www.strongmanchrisrider.com

Logan Christopher

Lavoro isometrico Logan Christopher

Le contrazioni statiche sono una delle chiavi mancanti della forza che molti strongman di un tempo praticavano. Possono aiutare a costruire i muscoli non solo più forti, ma tendini, legamenti e anche ossa più forti. Quindi, se non si vuole apparire ridicolmente forti,  legamenti, tendini e ossa sono tanto importanti quanto lo sono i muscoli.

Logan Christopher a dispetto del suo fisico magro e asciutto, è una forza della natura. Esperto in Kettebells, Bodyweight Training, strongman e qualsiasi gesto inerente la forza ed il controllo del corpo. Collabora con diversi strongmen, studiando ed applicando prove oldtime. www.legendarystrength.com

Steve Gardener

Lavoro isometrico Steve Gardener

Si tratta di una semplificazione. Sappiamo entrambi come degli studi fatti sui movimenti parziali e statici nell’allenamento, abbiano dimostrato di funzionare. Tuttavia, anche il lavoro più tradizionale funziona bene. Osserva l’uso di bande elastiche nel picco di sollevamento dello stacco, per esempio. Brian Shaw ne è un esempio in questo. Probabilmente conviene come sforzo aggiuntivo più che solo come lavoro statico.

Steve Gardner detto “Mobster” è uno strongman, specializzato nel grip training. La sua specialità è la capacità di chiusura della mano. Nel 2001 ha ufficializzato la chiusura del gripper Captains Of Crush n° 3, capace anche di chiudere il 4 in maniera non ufficiale, e nel 2007, ai British Iron Grip Championships è riuscito a sollevare con una sola mano 330kg. Nel 2009 ha certificato anche il gripper Mash Monster Elite livello 3. www.facebook.com/SteveMobsterGardener

Peter Ragnar

Lavoro isometrico Peter Ragnar

Giorgio, sono lieto di condividere con te qualsiasi cosa tu voglia. Personalmente, ho trovato risultati con 30 secondi di contrazioni statiche con uno dei sollevamenti base, seguito da un set con l’80% del mio massimale. Sono almeno il 10% più forte, rispetto a quando non facevo contrazioni statiche. La maggior parte delle volte ho fatto una certa quantità di contrazioni statiche e una volta ritornato all’allenamento classico, con un range ampio di movimento, tornavo più forte di prima.”

Peter Ragnar è un concentrato d’esperienze pluriennali. Esperto ed insegnante di arti marziali, relatore e scrittore di quasi trenta libri riguardanti l’allenamento con i pesi, la forza, il fitness, la salute e il benessere mente-corpo. E’ soprannominato “The Magic Man”, per la capacità di fondere tutti gli aspetti positivi del corpo, della mente e della natura in un solo uomo! E’ una persona davvero speciale! www.peterragnar.com

Barry Von Perkins    

Barry Von Perkins

Ci siamo Giorgio… Raggiunsi il mio amico e training partner Mark Kimener e fu lui a darmi l’intuizione… Per quanto riguarda le contrazioni isometriche nello strongman, hanno la loro parte. L’allenamento della presa è il primo esempio di trattenuta statica, ma anche le crucifix holds. Hai bisogno di allenare e rafforzare questi tipi di prove. Inoltre, le contrazioni isometriche sono ottime per allenare i muscoli carenti (spremendo in alto le spalle e trapezi), bicipiti, ecc… Un’altra area di utilizzo è nell’allenamento preparatorio e riabilitativo. Come obiettivo  per i muscoli infortunati o per prevenirne gli infortuni, senza pesare troppo sulle articolazioni.

Barry Von Perkins è uno strongman professionista con moltissime gare all’attivo, circa 70 competizioni a partire dal 2004. Lavora come preparatore presso una struttura che è diventata davvero un riferimento, la “The Edge 2.0”. www.trainingattheedge.com

Tutti e cinque gli esperti hanno avuto esperienze positive dall’utilizzo di questo sistema, riconoscendone l’importanza d’inserirlo in allenamento per costruire e consolidare la forza, soprattutto per uno strongman, la cui struttura corporea dev’essere preparata a sorreggere grossi carichi anche in movimento.

Note sull’autore:

Giorgio Giannico
Giorgio Giannico

Amatore della ghisa in tutte le sue forme. Forte appassionato di Strongman e grip training.
Fa parte dello Staff di StrongmanItalia, responsabile dell’area strongmanews sul sito: www.strongmanItalia.com

Per info e contatti: Facebook o email a: [email protected]

 

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Andrea Biasci

Andrea Biasci

Professore universitario a contratto all'università Statale di Milano. Fondatore del Project inVictus. Maggiori informazioni

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