La tecnica corretta serve per diventare grossi? (Parte 3)

La tecnica corretta serve per diventare grossi? (Parte 3)

Avete mai visto i video di come si allenano i Bodybuilder professionisti? L’esecuzione vi sembra biomeccanicamente corretta? Ma che cos’è la tecnica ottimale? E come si relaziona con l’ipertrofia muscolare?
A queste e ad altre domande cercheremo di rispondere in questa serie d’articoli, in cui proveremo a spiegare il nesso tra quello che si fa, come lo si fa, e la risposta ipertrofica del muscolo.


Più il corpo è debole, più comanda. Più è forte, meglio obbedisce.”  ROUSSEAU

Per iniziare leggi la prima parte

Siamo arrivati finalmente al dunque: la tecnica corretta serve per diventare grossi?
La risposta è:  SI
Ma cerchiamo in primis di definire che cos’è la TECNICA.

Avete mai visto un bodybuilder professionista allenarsi come un powerlifters?
No, giustamente, perchè ricercano due obiettivi differenti, il primo è incentrato solo sul carico interno, il secondo invece è interessato al carico esterno.
Ricerche differenti, percorsi differenti, coordinazioni differenti (intra ed intermuscolare).
Il bodybuilding guarda al muscolo, il powerlifting, lo sport, guardano al movimento.

Eppure possiamo aggiungere ancora un pezzettino, possiamo trovare un punto d’incontro tra i due mondi.
Quante persone avete sentito che prediligono di più le distensione con manubri, le croci, alla panca piana col bilanciere, per sviluppare il petto?
La risposta risiede nella seguente legge fisiologica.
Quando una catena muscolare è sotto carico, il primo muscolo che perde tensione è quello più forte.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare: una catena non è forte quanto il suo anello debole, è il motore primo (il principale muscolo che attua il movimento) a togliere il piede dall’acceleratore.
E così vediamo Squat dove si alza il culo e si toglie tensione dal grande gluteo (motore primo) per trasferirlo ai lombi, vediamo trazioni tirate tutte di braccia e non di schiena e osserviamo panche con le spalle anteposte dove il gran pettorale non è in condizione d’esprimere il suo potenziale.

Questa è la ragione per cui si può prediligere un esercizio rispetto ad un altro: faccio la panca, la eseguo male non riesco a reclutare il petto in modo ottimale, passo ai manubri, cambio assetto, a livello propriocettivo stiro di più il gran pettorale, lo attivo di più, finalmente cresce.

E’ tutta una questione propriocettiva, sensoriale.

E allora cosa faccio, eseguo tutti gli esercizi con bilanciere come se fossi un powerlifters?
NO, assolutamente no.
Prendo quello che c’è di buono in queste esecuzioni: nella panca per esempio un settaggio ottimale per attivare il pettorale, l’adduzione delle scapole che mi protegge le spalle, il fermo al petto (anche brevissimo) che mi evita il rimbalzo e non mi fa togliere tensione al pettorale, ecc.
Ma evito tutte quelle strategie che giocano sulle leve articolari per aumentare il carico esterno senza avere benefici su quello interno: non allargo eccessivamente la presa, inarco quanto basta per settarmi correttamente senza esagerare, insomma non limito il ROM dell’alzata solo per sollevare di più.

LA TECNICA CORRETTA PER DIVENTARE PIU’ GROSSI E’ QUELLA CHE MI PERMETTE D’ESSERE SEMPRE IN SPINTA (SFRUTTANDO IL MOTORE PRIMO) SENZA FARMI MALE, SENZA RIDURRE ROM ED IL CARICO INTERNO SUL MUSCOLO TARGET.

Prendete quello che c’è di buono da ogni ambiente e sfruttatelo per raggiungere il vostro obiettivo.

Per concludere veniamo finalmente al dunque del perchè prediligere il multiarticolari ai monoarticolari.
Abbiamo visto precedentemente che le risposte ormonali sono poco rilevanti nei natural e che i muscoli crescono perchè l’ipertrofia è una risposta fisiologica di tutti i tessuti ai stimoli meccanici.
Seguendo questa legge ne possiamo aggiungere un’altra:
LA STRUTTURA E’ AL SERVIZIO DELLA FUNZIONE
Se il corpo ha bisogno d’eseguire un elevato carico di lavoro in un breve lasso di tempo, l’ipertrofia (l’aumento del motore) è la risposta naturale a questa necessità.
I muscoli aumentano di volume come adattamento a richieste esterne di lavoro sempre maggiori.
Le persone smettono di crescere in palestra perchè dopo il primo anno, massimo due, i carichi si stabilizzano.

I multiarticolari sono i soli esercizi che permettono un aumento del carico rilevante in quanto il corpo è stato creato per lavorare con una sinergia muscolare.
Il modello fisiologico prevede la cooperazione di diversi distretti per raggiungere uno scopo comune “il corpo non ragiona per muscoli ma per movimenti” (Fausto Caruana).
L’isolamento tipico del bodybuilding è una condizione difficilissima da raggiungere che solo poche persone riescono a percorrere perchè va nella direzione opposta a quella per cui il corpo è stato creato.

Una volta si diceva: il carico è un mezzo e non un fine.
Ribaltate questo concetto.
L’ipertrofia è un mezzo e non un fine.

Muscoli più grossi vi permetteranno di sollevare più carico, ricercate l’ipertrofia per diventare degli atleti migliori, imparate a muovervi, imparate a governare il vostro corpo.

10Kg in più di panca NON vi daranno un petto migliore se vi faranno anteporre le spalle, se aumenterete il rimbalzo, ma 10kg in più di panca se le condizioni tecniche rimarranno identiche, daranno sicuramente un maggior stimolo ipertrofico.

Questa è l’IPERTROFIA FUNZIONALE che ha descritto Ado Gruzza ormai 4-5 anni fa.
Questa è la strada che percorriamo noi del project inVictus.

 

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Andrea Biasci

Andrea Biasci

Professore universitario a contratto all'università Statale di Milano. Fondatore del Project inVictus. Maggiori informazioni

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