Introduzione al mondo della forza Part 2 (LA FORZA MUSCOLARE)

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In questo articolo impareremo come si suddivide la forza. Attraverso quali principi viene classificata e quali sono i riferimenti mondiali a livello teorico. Un breve articolo per capire la base dell’allenamento della forza muscolare.

Di Alessio Ferlito

Quando parliamo di forza parliamo della capacità di vincere una resistenza con un impegno muscolare, impegno che dipende dalla grandezza della resistenza esterna.
La forza che il nostro corpo è in grado di generare, tuttavia, prima che dallo sforzo esterno dipende dai nostri muscoli, dal nostro sistema nervoso e da una serie di fattori legati alle capacità di stiramento dei nostri muscoli.

fattori forza

Come mostra il soprastante grafico della relazione forza/velocità di Bosco, la forza viene influenzato sia dai processi neuromuscolari, sia dai processi metabolici. I primi stabiliscono quanto il nostro corpo riesce a generare forza e come, i secondi invece stabiliscono quanto il corpo è in grado di resistere ad una prova di forza.

In base a questa divisione e dato che le resistenze a cui un muscolo può opporsi sono molteplici, possiamo suddividere la forza in:

1) Forza massimale
2) Forza rapida
3) Forza resistente
4) Resistenza alla forza veloce

La forza massimale rappresenta la massima contrazione volontaria che il sistema neuromuscolare è in grado di esprimere. Questa forza può essere divisa in forza massimale statica, quando l’opposizione contro cui la si esercita è insuperabile, e dinamica, quando si esprime durante un movimento. La forza massimale dinamica può essere poi divisa in forza massimale dinamica positiva e forza massimale dinamica negativa.

La forza esplosiva può essere definitva come la capacità del sistema neuromuscolare di esprimere elevati gradienti di forza nel minor tempo possibile, in modo da imprimere al carico la massima velocità possibile.

La forza resistente consiste invece, seguendo la definizione di Verchosansky, in contrazioni eccentriche e concentriche per lunghi periodi, con resistenze medio basse. Si intende quindi la capacità dell’organismo di opporsi all’affaticamento in prestazioni di forza di lunga durata. Alcuni autori, come ad esempio Harre, si fermano a questa classificazione, altri parlano anche di resistenza alla forza veloce, ovvero la capacità del corpo di esprimere elevati sviluppi di forza esplosiva ripetuti per un tempo relativamente lungo.

La classificazione della forza muscolare però non finisce qui, in quanto è importante dividere, soprattutto ai fini della nostra trattazione, tra forza assoluta e forza relativa.

forza assoluta forza relativa

Per capire bene la differenza tra le due andiamo ad analizzare i risultati di quelli che fondamentalmente sono due super-atleti, il polacco Jaroslaw Olech e il norvegese Carl Christensen.

La forza assoluta è la forza che viene impressa da un essere umano in un esercizio senza tener conto del peso muscolare o il peso del corpo intero. Il powerlifter norvegese Carl Christensen, con i suoi 350kg di panca piana a 162,5kg di peso rappresenta un chiaro esempio di forza assoluta.

La forza relativa invece è la forza che si mostra in ogni esercizio rapportata al proprio peso corporeo. Un famoso esempio sono i “canonici” carichi base che vengono posti come risultato minimo nel powerlifting, ovvero: 1.5 il proprio peso corporeo di panca piana, 2 volte di squat, 2 volte e mezzo di stacco da terra.

Jaroslaw Olech, che ai mondiali IPF ha eseguito uno squat con 360kg ad un peso corporeo di 74kg, rappresenta il miglior esempio di “forza relativa” al momento sulla piazza, in quanto ha squattato 5 volte il suo peso corporeo.

Un atleta di 160kg, come il norvegese Christensen, non potrà andare oltre certe proporzioni di peso sollevato, ma potrà, sotto il profilo assolutistico, un massimale molto superiore rispetto ad atleti molto più leggeri di lui. In base a questo possiamo quindi dire che più un atleta è pesante meno sarà influenzato dal peso che vuole spostare.

Articolo di Alessio Ferlito 

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Andrea Biasci

Andrea Biasci

Dott. in Scienze Motorie. Ha insegnato e collaborato con l'università Statale di Milano come professore a contratto. Fondatore del Project inVictus. Maggiori informazioni

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