Come ridurre il girovita: le Torsioni del busto servono?

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Da sempre uno degli esercizi più inossidabili delle schede di allenamento, tra i più famosi nell’immaginario comune e più praticati anche tra le mura domestiche dalla massaia che ricerca come ridurre il girovita, le Torsioni del busto costituiscono un movimento di facile esecuzione e accessibile a tutti, anche senza metter piede in palestra. Proposto principalmente da seduto con bastone o con bilanciere sulle spalle, viene spesso eseguito per la stimolazione della muscolatura del torchio addominale, con l’obiettivo di dimagrire pancia e fianchi e di ridurre la circonferenza vita. Tutto questo ha davvero senso? Le torsioni del busto sono la risposta alla domanda “come avere la pancia piatta”? Scopriamolo insieme analizzando l’esercizio dal punto di vista dell’attivazione muscolare e del rischio articolare.

Esercizi per ridurre il girovita?

Iniziamo chiarendo il discorso dimagrimento localizzato, spesso l’unico e vero scopo per il quale si propone questo esercizio.Liquiderò una volta per tutte tale questione con una sola frase: fare le Torsioni del busto non vi farà né dimagrire né acquisire un giro vita da modella, come non lo faranno mai i Crunch o i Side Bending. Passiamo dunque ora alla biomeccanica del movimento richiesto durante l’esercizio e le implicazioni che questo può avere alla lunga sulla salute della nostra colonna.

girovita

Ridurre il girovita con le torsioni del busto? Analisi biomeccanica

Iniziamo col dire che la torsione del busto avviene grazie alla somma delle singole rotazioni dei metameri vertebrali toracici e lombari sul piano trasversale. L’ampiezza del movimento di rotazione nei vari livelli del rachide è strettamente influenzata dalla precisa morfologia di ogni vertebra, in particolare dall’orientamento delle faccette articolari che costituiscono i binari del movimento vertebrale. Nella fattispecie l’orientamento delle faccette articolari differisce molto tra una vertebra toracica e una lombare (Platzer, 2007).

Una torsione del busto da seduti è garantita da movimenti di rotazione del rachide toracico e di quello lombare

 

Una vertebra toracica consta di faccette articolari superiori volte all’indietro, leggermente in alto e in fuori, e inferiori orientate in avanti, leggermente in basso e in dentro. Questa precisa conformazione anatomica garantisce un movimento puro di rotazione attorno a un asse comune (Kapandji; 2002) e determina una discreta ampiezza del movimento stesso nell’intero tratto toracico.

Una vertebra lombare invece presenta un orientamento differente delle faccette articolari che comporta dinamiche molto diverse durante lo stesso movimento di rotazione. Le faccette articolari superiori infatti guardano indietro e in dentro, mentre le inferiori in fuori e in avanti. Questa conformazione anatomica determina, diversamente dal tratto toracico, un movimento che non è di rotazione pura, bensì di rotazione e scivolamento, un’accoppiata che sollecita il disco intervertebrale non in rotazione assiale ma in taglio (Kapandji; 2002). Tutto questo limita enormemente il movimento complessivo di rotazione a questo livello e sottopone il disco stesso a forze potenzialmente lesive dirette alle fibre dell’anulus fibroso.

vertebra lombare
Morfologia di una vertebra lombare

 

Alla luce di tali dinamiche possiamo affermare che nell’esercizio “Torsioni del busto” il movimento di rotazione avviene molto più a livello toracico che a livello lombare, come invece si crede (Sahrmann; 2008). Inoltre, l’esercizio richiede al rachide lombare un movimento che per sua morfologia non è in grado di effettuare e che lo sottopone a forze di taglio sul disco potenzialmente rischiose, specie se effettuato con un carico maggiore (come un bilanciere o un macchinario specifico) e con bacino bloccato nella posizione seduta.

Gradi movimento rachide

Come se non bastasse la torsione del tronco prevista dall’esercizio, che sia eseguita in piedi o seduto, non avviene contro gravità e ciò comporta una stimolazione muscolare irrisoria e del tutto trascurabile ai fini della “tonificazione” del giro vita tanto ricercato. Avete capito bene, oltre al danno di un esercizio inutile ai fini del dimagrimento e del rinforzo muscolare, anche la beffa di un movimento potenzialmente rischioso per la nostra colonna.

Ridurre il girovita con le torsioni del busto: conclusioni di buon senso

Per concludere, faccio notare anche che vi sono differenze sostanziali nell’esecuzione dell’esercizio in stazione eretta o seduta. Le Torsioni del busto in piedi sono decisamente meno rischiose, soprattutto se eseguite con un bastone, ossia un carico praticamente inesistente. In questa variante, infatti, il movimento si compone di una torsione del rachide associata a una rotazione delle anche, situazione che riduce l’ampiezza del movimento rachideo e di conseguenza le forze potenzialmente lesive sulle vertebre lombari. Certo è anche da precisare che in questo caso i muscoli target lavoreranno ancora meno, assistiti in maniera importante dai rotatori interni ed esterni delle anche.

torsioni del busto
La torsione del busto da seduti con sovraccarico è più pericolosa per le vertebre lombari rispetto a quella eseguita in piedi

 

La versione seduta invece lascia direi poco scampo: il vincolo dato dal bacino fermo impedisce qualsiasi tipo di compenso in rotazione dell’anca e l’escursione ottenuta sarà completamente a carico della rotazione vertebrale aumentando i rischi, specie in soggetti predisposti e/o più avanti con gli anni.

A questo punto non ci resta altro da fare che sollevare enormi perplessità nei riguardi di questo famoso esercizio. Mi sento tranquillamente di sconsigliarlo, sia da un punto di vista estetico (non servono a ridurre il girovita), sia da un punto di vista di rinforzo muscolare e di salute articolare (si può fare molto meglio). Se volete allenare gli obliqui (consapevoli che non vi faranno dimagrire la pancia) con movimenti di torsione del busto, basatevi su due principi di buon senso: lavoro contro gravità ed escursione molto limitata. La vostra schiena vi ringrazierà.

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Andrea Roncari

Andrea Roncari

Professore universitario a contratto all'università di Pavia. Fisioterapista specializzato nei disturbi muscolo-scheletrici e sportivi. Laureato in scienze motorie e Personal Trainer Maggiori informazioni

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