Sudare fa dimagrire? Facciamo un po’ di chiarezza

Sudare fa dimagrire? Facciamo un po’ di chiarezza

Difficile pensare che ancora oggi la maggior parte delle persona credano che sudare fa dimagrire. Eppure nell’era dell’informazione ancora si sceglie di non sapere per avere speranza. Perché è più comodo sperare di dimagrire la pancia indossando una panciera modellante piuttosto che seguire un regime alimentare e fare attività fisica. Oscar Wilde diceva: “Io per la mia salute farei qualsiasi cosa, tranne mettermi a dieta e fare esercizio fisico”. Dopo questo articolo sarà difficile rimanere ancorati alle proprio speranze di dimagrire semplicemente sudando.

sudare fa dimagrireDel Dr Andrea Roncari

Dimagrire sudando

Tra i più inossidabili e radicati luoghi comuni che aleggiano negli ambienti fitness e nelle menti di chi li frequenta c’è senza dubbio il mito del “sudare“, ancora di salvataggio per quella fetta di popolazione che, spinta da tanti buoni propositi, si decide a rimettersi in forma e a dimagrire 1kg al giorno per prepararsi alla fatidica prova costume.

Ecco che magicamente l’equazione “sudare=dimagrire” la fa da padrone partorendo improbabili allenamenti “fai da te” dell’ultimo mese o suggerendo fantasiose e stravaganti tecniche dimagranti a base di k-way o pellicole trasparenti sotto le magliette, magari con la speranza di dimagrire 10 chili in una settimana. Per chissà quale strano motivo, il principale colpevole responsabile dei chili di troppo è sempre l’acqua, uno spauracchio che in tutti i modi si cerca di eliminare.

Come sempre cerchiamo di vedere la questione da un punto di vista scientifico, abbandonando i luoghi comuni e cercando di dare finalmente delle risposte convincenti ed inequivocabili.
Innanzitutto cominciamo ad analizzare da un punto di vista fisiologico il meccanismo della sudorazione. Cominciamo con l’affermare che il corpo umano ha bisogno di mantenere costante la propria temperatura per far si che tutti i processi biologici e metabolici che hanno luogo al suo interno possano avvenire con efficacia.
Qualsiasi perturbazione a questo equilibrio termico è opportunamente contrastato da meccanismi di termoregolazione, che riportano la temperatura corporea in un range di normalità, trattenendo calore in caso di basse temperature o disperdendolo in caso di temperature elevate.

Nel nostro caso, fattori come l’ alta temperatura ambientale, l’umidità e l’esercizio fisico provocano un aumento della temperatura corporea e di conseguenza inducono meccanismi di dispersione del calore per garantire l’omeostasi termica dell’organismo, tra i quali il più importante è costituito dalla sudorazione.

Circa 3 milioni di ghiandole sudoripare sparse per l’organismo secernono sulla superficie cutanea una soluzione costituita da acqua e sali minerali, il sudore, in grado di disperdere calore e di indurre un effetto di raffreddamento tramite la sua evaporazione.

E da dove attinge l’acqua del sudore il nostro organismo? Siamo proprio sicuri che quest’acqua provenga dal tanto odiato grasso sottocutaneo?
Da un punto di vista funzionale il corpo ha 3 compartimenti liquidi: ogni cellula contiene al proprio interno del liquido che chiameremo liquido intracellulare (LIC), fondamentale per il corretto funzionamento dei processi metabolici che la caratterizzano.
Al di fuori delle cellule troviamo un secondo compartimento costituito dal liquido extracellulare (LEC) che a sua volta è diviso in plasma ( la componente liquida del sangue) e dal restante liquido, chiamato liquido interstiziale localizzato tra il sistema circolatorio e le cellule.

Ed è proprio da questo liquido interstiziale che il nostro organismo attinge l’acqua per la formazione del sudore nell’importante processo di termoregolazione che lo coinvolge.
Il LIC costituisce un parametro fondamentale ed indispensabile per il corretto funzionamento di una cellula, difficile pensare che il corpo se ne possa privare facilmente andando a minare il corretto equilibrio intracellulare su cui si basano le reazioni che avvengono al suo interno.
parte intra-extra cellulare In conclusione, un’ulteriore conferma che spero estinguerà k-way e pellicole trasparenti dal borsone da palestra.

Analizzando la composizione chimica di un adipocita, la cellula costituente principale del tessuto adiposo che vogliamo tanto eliminare, notiamo come esso possa essere considerato anidro (dal greco “privo d’acqua”), in virtù della bassa percentuale d’acqua contenuta al suo interno: in condizioni normali infatti un adipocita è occupato per il 90% del suo volume da un’unica grossa goccia lipidica che spinge gli organelli in prossimità della membrana cellulare.

Difficile credere che il corpo si privi del liquido intracellulare, ancor più difficile pensare che se ne privi da una cellula che di acqua al proprio interno ne contiene pochissima.

adipocita

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Andrea Roncari

Andrea Roncari

Professore a contratto presso la facoltà di Scienze Motorie dell'università degli studi di Pavia. Fisioterapista e laureato in scienze motorie. E-mail: [email protected] Tutti i miei articoli

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