MMA e taglio del peso: una pratica controversa (parte 1)

MMA  e taglio del peso: una pratica controversa (parte 1)

taglio del peso

MMA  e taglio del peso: una pratica controversa (parte 1)

Articolo di Matteo Capodaglio

Never Back Down, Warrior: sono solo un paio di titoli cinematografici che testimoniano come nel mondo sia ormai esploso il fenomeno MMA, note anche come arti marziali miste.
L’argomento che vogliamo affrontare non sono le questioni tecniche legate alla disciplina vera e propria ma ci soffermeremo a discutere una pratica comune a tutti gli sport con categorie di peso: il weight cutting o taglio del peso.
Avete presente quando nei film gli atleti salgono sulla bilancia minacciosi per poi fare le foto di rito?
Nella realtà questa cerimonia avviene 25-30 ore prima del match.

Gli atleti, soprattutto negli ultimi decenni, hanno iniziato ad effettuare quello che in gergo si definisce il “taglio”, cioè a presentarsi ad un peso inferiore, anche di molto, a quello naturale, con due tecniche principali: riduzione della massa grassa e la disidratazione, sfruttando poi il lasso di tempo tra pesata e match per reintegrare i chili perduti.

Purtroppo l’improvvisazione é spesso padrona portando a tragiche conseguenze: studi epidemiologici di traumatologia hanno dimostrato che i maggiori danni cerebrali si riscontrino in categorie paradossalmente diverse dai pesi massimi (dove il peso non si “taglia” ma la potenza é nettamente superiore) in quanto l’eccessiva disidratazione può portare ad una diminuzione del volume del fluido cefalorachidiano, una sorta di cuscino liquido che dovrebbe attutire gli urti tra cervello e ossa del cranio dopo aver ricevuto un colpo.

Ogni atleta é “speciale”, ha cioè delle caratteristiche fisiologiche che lo rendono unico, dunque questa pratica non può che essere personalizzata e questo articolo non vuole insegnarvi a tagliare il peso ma, dal momento che sicuramente non vi avrò persuaso dall’idea di tagliare quei 5, 10 e a volte anche più chili, vi esorto a leggere le prossime righe dove cercheremo di capire quelli che sono i punti critici che mi sono appuntato nella mia intensa, seppur breve, esperienza tra i fighter professionisti e non.

  • In primis attenti alla disidratazione: é vero che siamo composti per lo più di acqua e quindi é intuitivamente l’elemento col quale si può “giocare di più” per diminuire il peso.

La domandina però viene spontanea: dato che in natura tutto ha un perché, sarà forse l’acqua, come componente ponderale maggiore del corpo, l’unica eccezione? Ovvio che no!
Ah, vorresti quindi dire che disidratandomi metto la mia salute a rischio? Ovvio che si.
Restringere il suo apporto a pochi sorsi per più giorni (magari in concomitanza con saune od allenamenti) può avere effetti devastanti: febbre, sovraccarico epatico e renale nonché la diminuzione in volume di quelli che sono i sopracitati “cuscini” del nostro corpo che ci permettono di incassare meglio i colpi di un avversario, il quale certo non salirà sul ring/ottagono per fare un’ amichevole seduta di sparring!

  • Punto due, molto radicato nel pensiero “old school”: essere consapevoli che un catabolismo a brevissimo termine indirizzato totalmente all’ossidazione degli acidi grassi sia pura utopia.

Sia a livelli professionistici che amatoriali c’é l’usanza di ridursi a ferreo digiuno nei giorni precedenti la cerimonia del peso, non c’è sicuramente modo migliore per rovinare la propria performance dal punto di vista atletico!
Il nostro corpo, che produce con diversi cicli metabolici la benzina sotto forma di una molecola chiamata l’ATP, finite le riserve di glicogeno, si avvarrà della distruzione dei lipidi (beta ossidazione) ma utilizzerà anche le proteine dei nostri muscoli, che abbiamo costruito con durissime sessioni di functional training e foraggiato con i più pregiati BCAA, come substrato energetico.
Questo vorrà dire che riuscirete a fare il peso, ma il regime di restrizione calorica estrema e non fisiologica, vi porterà a non avere né la forza né la resistenza che avevate durante la preparazione del match, sarete una macchina con meno benzina e meno cavalli per intenderci.

E’ preferibile trovare gradualmente la propria condizione atletica ottimale con una percentuale di grasso variabile tra l’8 e il 12% (sono un valori medi riscontrati tra gli atleti della UFC, la promozione più famosa al mondo) e ridurre solo marginalmente l’apporto calorico nei giorni appena antecedenti al peso, così da poter recuperare quel poco che si é perso nelle 24 ore prima dell’incontro.

L’ultima osservazione é obbligatoriamente su un aspetto che lega i due punti precedentemente trattati: substrati energetici e bilancio idrico. Un grammo di glicogeno, un polisaccaride derivante dal glucosio, che costituisce la nostra prima “tanica di benzina” viene immagazzinato insieme a 2,4 − 2,7g di acqua. La deplezione di quest’ultimo può quindi contribuire, in vicinanza della cerimonia del peso, ad un notevole decremento ponderale.
Un occhio di riguardo a quest’ultima pratica però: la sua applicazione con una tempistica sbagliata può portare ad anabolismo (come già discusso prima).

Concluderei con una riflessione: la vita é una sola, il fegato anche e i reni sono due. Ottimizzare la propria performace nei limiti fisiologicamente accettabili é bene, spingersi a raggiungere, chilo dopo chilo, grammo dopo grammo, un peso per noi impossibile no!

Quante vite viviamo… quante volte si muore? Si dice che nel preciso istante della morte tutti perdiamo 21 grammi di peso, nessuno escluso. Ma quanto c’è in 21 grammi? Quanto va perduto? Quando li perdiamo quei 21 grammi? Quanto se ne va con loro? Quanto si guadagna? Quanto si guadagna? 21 grammi… il peso di 5 nichelini uno sull’altro… il peso di un colibrì, di una barretta di cioccolato… Quanto valgono 21 grammi?” DAL FILM 21 GRAMMI
Dal film 21 grammi

L’autore: sono un laureando in Farmacia con una tesi sperimentale sull’identificazione dei metaboliti dei cannabinoidi sintetici presso i laboratori della World Anti Doping Agency. Lo sport e la ricerca dell’ottimizzazione della performance umana é sempre stata una passione, ora collaboro con atleti di MMA per quanto riguarda l’aspetto nutrizionale durante i training camp e del taglio del peso in vista dei match. Lavoro presso la Federazione Italiana Nuoto come arbitro di serie C di pallanuoto. Pratico a livello amatoriale il Brazilian Jiu Jitsu.

Per contattare Matteo
Profilo Instagram @plus_health
Profilo Twitter @PlusHealth2014

Approfondisci le conoscenze su "Sport da combattimento" con:

Project Cross-Athlete

Project Cross-Athlete

Valutato 5.00 su 5

Programmazione avanzata per competitors

 36,90 Aggiungi al carrello
Project Strength

Project Strength

Valutato 4.69 su 5

Libro sull’allenamento della forza

 36,90 Aggiungi al carrello

Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per fini tecnici, statistici e di profilazione.

Cliccando su "Accetto", acconsenti all’uso dei cookie. Per ulteriori informazioni sui cookie e su come gestirli, consulta la nostra Cookie Policy