Rachide e sensazioni

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Spesso quello che avvertiamo è fuorviante. Come le sensazioni in palestra spesso siano interpretate male. Il non sentire tensione nella colonna vertebrale non equivale a non avere forze esterne su di essa. Un articolo che fa luce su molti miti da palestra

Come ogni animale, l’uomo fugge dal dolore e ricerca il piacere, fugge dalla fatica e dalle sensazioni di tensione. In natura questo istinto è essenziale per la sopravvivenza, nella nostra società è essenziale per farsi crescere la pancia.

La palestra segue ciecamente questa legge. Peccato, perché le persone dovrebbero andarci per muoversi, per riprendere coscienza del proprio corpo, non per sedersi su una pectoral machine, dopo che per tutto il giorno il loro culo flaccido ha ricoperto la sedia dell’ufficio.

Attività fisica in totale confort, è questo il fitness, il wellness, trasformare qualcosa di faticoso in qualcosa di rilassante.

Strano che poi le palestre siano in crisi, non è perché ti metto l’olio sulla supposta che infilarla diventa piacevole.

In questo contesto dove l’uomo perde completamente la concezione di cosa voglia dire l’attività fisica, tutte le sensazioni di tensione ai paravertebrali sono bandite. Se esegui un esercizio non devi avere nessuna afferenza dalla colonna, tutti i muscoli delle docce vertebrali devono rimanere rilassati.

La strategia per detenderli è quella d’appiattire la bassa schiena: i processi trasversi e spinosi si allontanano ed i ventri muscolari smettono d’andare in spasmo e si rilassano. La schiena è salva.

O forse no?

Il nostro corpo ha due tipi di muscoli:

Fasici, superficiali, creati per generare movimento e forza.

Statici, profondi, creati per mantenere la postura e stabilizzare le articolazioni.

Inutile dire che la funzione dei paravertebrali è la seconda, un multifido che collega i processi trasversi a quelli spinosi non estende o inclina la colonna (almeno non da solo) ma ne stabilizza i segmenti.

multifido

La funzione dei muscoli paraspinali è quella di TOGLIERE il carico ai dischi attraverso la loro contrazione.

Immaginate che il nostro segmento vertebrale sia una molletta:

colonna vertebrale molletta

Quando è chiusa (schiena piatta) il carico grava anteriormente.

Quando si apre il carico si distribuisce su tutta la struttura. Le forze esercitate della dita mimano le tensioni dei paravertebrali, il compartimento posteriore si apre sgravando quello anteriore, la parte attiva sorregge quella passiva.

APPIATTIRE LA SCHIENA VUOL DIRE DETENDERE I PARAVERTEBRALI E FAR SI CHE TUTTO IL CARICO GRAVI SUL DISCO ED IL CORPO VERTEBRALE.

Ora, se sentite tensione alla schiena, non fuggite appoggiandola al muro, sedendovi, ecc. Cercate piuttosto di capire perché i vostri paraspinali stanno andando in spasmo.

Avete tenuto una postura a lavoro o a scuola che li ha sovraccaricati? E’ il caso di farsi vedere per controllare che qualche vertebra non sia bloccata? State semplicemente eseguendo male l’esercizio o con troppo carico?

Le risposte possono essere infinite, la biomeccanica invece è una sola.

Non fuggite dalle vostre sensazioni, cercate piuttosto di capirle.

La schiena è la parte del nostro corpo più protetta: ileocostale, lunghissimo, spinale, semifinale, splenio, interspinosi, intertrasversari, multifido, grande spoas, rotatori, dentato posteriore, trasverso, quadrato dei lombi, gran dorsali, romboidi, trapezio, sono solo alcuni dei muscoli che vi si inseriscono.

Se cede l’anello più forte della catena, è perché non abbiamo notato il treno che da lontano ci stava venendo incontro.

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Andrea Biasci

Andrea Biasci

Dott. in Scienze Motorie. Ha insegnato e collaborato con l'università Statale di Milano come professore a contratto. Fondatore del Project inVictus. Maggiori informazioni

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