La tecnica corretta serve per diventare grossi? (Parte 2)

La tecnica corretta serve per diventare grossi? (Parte 2)

Avete mai visto i video di come si allenano i Bodybuilder professionisti? L’esecuzione vi sembra biomeccanicamente corretta? Ma che cos’è la tecnica ottimale? E come si relaziona con l’ipertrofia muscolare?
A queste e ad altre domande cercheremo di rispondere in questa serie d’articoli, in cui proveremo a spiegare il nesso tra quello che si fa, come lo si fa, e la risposta ipertrofica del muscolo.



Per iniziare leggi il primo articolo.

A volte nella pratica, approccio diversi, anche opposti, sortiscono lo stesso effetto. Per esempio, alcuni soggetti hanno ottimi pettorali esclusivamente allenandoli con la panca piana, altri invece senza le spinte con manubri, o le croci, non ottengono lo stesso risultato. Cosa determina questa differenza?
Anche oggi una sana teoria ci può spiegare cosa succede nella pratica.
Ma partiamo da lontano, cos’è la coordinazione intra ed intermuscolare e come si relazionano con il carico esterno ed interno?

Cos’è la coordinazione intramuscolare?
Un muscolo è composto da fibre muscolari (miociti) raggruppate in unità motorie (gruppi di fibre innervate da un singolo motoneurone). Quando si contrae solo alcune si attivano.
L’alternanza di contrazione tra le varie unità motorie (dello stesso tipo) è un vantaggio negli sport di resistenza, quando alcune lavorano altre si riposano alternandosi, è invece uno svantaggio nelle attività di forza.
La coordinazione intramuscolare diventa così un fattore determinante per poter contrarre tutte le unità simultaneamente e per poter così esprimere così più forza possibile.

Cos’è la coordinazione intermuscolare?
Quando spostiamo un sovraccarico non utilizziamo mai solo un muscolo, ma intere catene muscolari. Un principiante ha difficoltà a coordinare tutti i muscoli (coordinazione grezza). La coordinazione intermuscolare permette di regolare i diversi distretti per creare una sinergia efficace nel movimento che vogliamo eseguire.

coordinazione inter intramuscolare

Carico esterno ed interno.
Quando solleviamo un sovraccarico abbiamo una stima esatta del carico utilizzato. 100Kg sul bilanciere sono 100kg di carico esterno. Questo viene distribuito , durante l’esecuzione, su tutte le catene muscolari utilizzate. Il carico interno è invece lo stress meccanico a cui viene sottoposto un singolo muscolo quando lavora. 100Kg di panca non equivalgono ad un carico interno di 100kg sul gran pettorale.
A seconda della tecnica utilizzata lavorerà di più il pettorale o il deltoide anteriore, ridistribuendo così il carico interno sui muscoli coinvolti.
Maggiore è la coordinazione intermuscolare e più il peso viene ridistribuito su tutta la catena muscolare in modo proficuo alla prestazione.

Multiarticolari con bilanciere e ricerca del collegamento mente/muscolo
Il vantaggio dei multiarticolari è che permettono l’utilizzo di grossi sovraccarichi, stimolando così in profondità l’intero organismo. Va però ricordato che 10kg di panca in più non equivalgono necessariamente a 10kg in più sul pettorale. Se per esempio la tecnica si degrada, se si sfrutta di più il rimbalzo, ecc un aumento del peso non necessariamente porterà ad un miglior stimolo allenante sul muscolo target.
L’isolamento del bodybuilding (inteso come ricerca della massima tensione sul muscolo target), teoricamente , nasce in quest’ottica, si sceglie un muscolo bersaglio e si cerca, per quanto possibile, di ridurre la coordinazione intermuscolare a favore di quella intramuscolare. A parità di carico esterno un esercizio potrebbe sortire sempre maggiori stimoli se la sinergia muscolare viene sempre meno sfruttata.
Per questo molti bodybuilder sollevano carichi “bassi” (rispetto ai sollevatori di peso) concentrandosi di più sul collegamento mente e muscolo piuttosto che sulla sinergia muscolare, riducendo il lavoro degli agonisti (non si riesce a sollevare il massimo carico esterno ma si aumenta il carico interno).

Concludendo.
Abbiamo così due strade: multiarticolari (in cui si ricerca in primis l’aumento del carico esterno) e l’isolamento (cioè ricerca della massima tensione al muscolo target). A seconda di come vi piace allenarvi tutte e due possono dare ottimi risultati. Ovviamente un mix è la strada ottimale, ma con il prossimo ed ultimo articolo vi mostreremo perché, noi del project inVictus, prediligiamo maggiormente il lavoro che si concentra sull’aumento del carico esterno nei grandi multiarticolari (panca, stacco, squat, rematore, lento, dip).

Continua con la terza ed ultima parte.

Approfondisci le conoscenze su "Metodi e tecniche" con:

Project Bodybuilding

Project Bodybuilding

Il manuale sulla ricomposizione corporea

 39,90 Aggiungi al carrello
In offerta!
Project Exercise Vol. 1-2

Project Exercise Vol. 1-2

I libri sulla biomeccanica degli esercizi

 73,80  69,90 Aggiungi al carrello
Andrea Biasci

Andrea Biasci

Professore universitario a contratto all'università Statale di Milano. Fondatore del Project inVictus. Maggiori informazioni

Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per fini tecnici, statistici e di profilazione.

Cliccando su "Accetto", acconsenti all’uso dei cookie. Per ulteriori informazioni sui cookie e su come gestirli, consulta la nostra Cookie Policy