Conseguenze dieta Vegana, un caso studio

Conseguenze dieta Vegana, un caso studio

Prima d’iniziare a leggere il seguente articolo bisogna essere Open Minded, non è il solito elenco delle carenze alimentari di una dieta Vegana, ne al contrario esalta i benefici o le proprietà miracolose del seguente regime.

È un caso studio, l’esperienze personale, dopo un anno, di un ragazzo che l’ha provata, con analisi del sangue prima e dopo, con grasso corporeo prima e dopo. In questo modo, è stato possibile considerare le conseguenze della dieta vegana in modo più specifico e scientifico. Ognuno segue il regime che lo fa stare meglio a 360°, se possiamo aggiungere due numeri oggettivi possiamo tutti avere degli spunti di riflessione, quindi prima di giudicare, prima di dire si ma tra cinque anni cambierà tutto, prima di sentirsi sempre dalla parte della ragione e mai del torto, prendete dall’articolo quello che c’è di buono.

Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere ” VOLTAIRE

La Dieta Vegana, un caso studio

Articolo di Roberto Castellucci 

Premessa

Mi è stato chiesto di scrivere un articolo critico e il più possibile tecnico sul mio essere diventato un mangia insalata, supportato dai miei esami del sangue pre e post veganesimo. Questo è la cosa più vicina che sono riuscito a scrivere in merito.
Per essere più onesto e imparziale possibile allegherò alla fine dell’articolo le fonti di quanto ho scritto, ovvero i miei esami tali e quali come mi sono arrivati così che si possano confrontare.

Carnevale 1979

A Roberto, con l’augurio di una pronta guarigione. La Maestra Margherita
La dedica scritta all’interno del libro di favole che la mia maestra delle elementari mi regalò per la mia permanenza in ospedale suonava di formale, in realtà era una maestra molto premurosa e ho sempre pensato che mi volesse davvero bene.
Di tutte le favole presente nel libro la mia preferita era “ Il parere degli altri”.

Racconto tutt’ora di grande attualità in cui si narra di un padre, un figlio e il loro asino che percorrono una via e comunque la percorrano, che sia il padre a montare l’asino, il figlio, entrambi o nessuno dei due, la gente intorno a loro li biasimi e trovi da ridire sul loro comportamento.

La maschera di zorro non era di sicuro il mio travestimento preferito per carnevale, anche perchè non possedevo mantello e spada. Zorro senza mantello e spada è uno come tanti, con una maschera simile potresti assomigliare a Robin o a Lanterna verde… insomma non mi piaceva.
Non potendo rimanere vestito tutto il giorno da Goldrake era un ottimo compromesso per potermi sentire un bambino speciale.

Mia madre però sembrava voler a tutti costi limitare i miei superpoteri; non faceva altro che lamentarsi chiedendomi di toglierla – “ti segna tutto il viso con quell’elastico, non ti farà di certo bene” – come se Zorro, Robin o lanterna verde potessero preoccuparsi di due segni dell’elestico sulla pelle.
Due giorni dopo ero ricoverato in un letto di ospedale: nefrite.

Il gonfiore era causato dalla ritenzione idrica causata dalla malattie. Le mie urine erano ricche di sangue, niente di buono, certo le urine nel sangue sarebbero state peggio, ma non c’era da rallegrarsi.
Furono quindici giorni di dolorosissime iniezioni, digiuno totale, altri quindici a riso senza sale: era come se mi prendessero in giro: mangiare nulla o avere un pasto orrendo.
Fortunatamente da piccolo non ero un mangione e non mi faceva soffrire più di tanto quella situazione.

La sensazione peggiore me la dava il non potermi alzare dal letto, tassativamente sdraiato, questo era la prescrizione del dottore che giornalmente veniva a farmi visita.

La mia vicina di letto era una bambina molto carina, mi pare di ricordare affetta da acetone, nulla di grave.
La odiavo. Lei poteva mangiare il budino al cioccolato mentre io dovevo sorbirmi quel disgustoso riso insipido.
In ogni caso durante le visite si faceva vedere nuda e questo ripagava in parte l’offesa di mangiare il suo dolce davanti a me.

Marzo 2007

Avete mai letto la dicitura dietro gli integratori proteici? In pratica se ne sconsiglia l’utilizzo continuativo, proibisce l’uso in caso di insufficienza renale e comunque si raccomanda di fare due chiacchiere con il proprio medico curante prima di assumerle.

Dopo 3 anni di assidua frequentazione della palestra volevo più massa, più muscoli. Il corpo era ormai abbastanza muscoloso ma nulla a che vedere con i fisici da copertina.
Del resto il mio problema renale risaliva oramai a decenni or sono, non potevo considerarmi un nefropatico, ne mi andava di andare dal medico per una cosa simile, i medici non mi sono mai piaciuti molto. Certo quegli avvisi mi sono comunque sempre rimasti in mente, lasciandomi sempre il dubbio che se fossero stati innocui quelle raccomandazioni non ci sarebbero state.

Una mattina di quel marzo il mio risveglio fu molto diverso dal solito, alzandomi dal letto non riuscivo a tenere l’equilibrio.
Nulla da fare, non riuscivo proprio a stare in piedi, tanto che dovetti tornare a letto e chiamare il mio medico curante, pensando ad una forma di labirintite.

non so se è pertinente, ma recentemente ho cambiato la mia dieta
tipo? Che genere di cambiamento?
Ho cominciato ad assumere integratori proteici a base di siero del latte
Per quale motivo?
Vorrei mettere su un po’ di massa muscolare…
Quanti anni hai? – 35

E vorresti mettere su massa? E’ improbabile che tu possa diventare un bodybuilder a questa età, ma a parte questo, sei sicuro di volerti rovinare la salute con questa roba? Le raccomandazioni riguardo l’alimentazione sono chiare: il 60-65% deve essere costituita da carboidrati, il 10-15% da proteine e il 20-25% da grassi. Non rovinarti la salute per queste sciocchezze.

“Il dottore era ovviamente plagiato da anni di studio di medicina con nozioni troppo vecchie per conoscere la verità sull’alimentazione”, almeno questo fu quello che pensai allora.
La diagnosi comunque fu una banale infiammazione alla cervicale che creava quello stato di mancanza di equilibrio. Niente labirintite ne problemi legati all’alimentazione.
Continuai ad assumere siero del latte e caseina nonostante il tarlo delle raccomandazioni sugli accorgimenti di assunzione mi rimasero sempre in testa.

Giugno 2011

hamburger

Svegliarmi con il gusto di carne alla griglia in bocca era normale dopo una grigliata colossale come quella della sera prima: costine, braciole, salamelle, salsiccia e arrosticini e birra.
Birra non molta in realtà, dopo l’ultima sbronza colossale dieci anni prima che mi condusse al pronto soccorso ho sempre evitato di esagerare.

Davanti allo specchio notai però il gonfiore al viso, gli occhi vistosamente affossati e le guance molto gonfie e cadenti, tipo Basset Hound.
Non poteva essere… il gonfiore al viso mi fece subito tornare alla mente quel carnevale del 1979, un brivido mi colse, una nefrite non l’avrei davvero gradita.

Urgeva un esame del sangue e delle urine.
I nuovi esami erano nel complesso buoni, non perfetti per uno come me che comunque mangiava in modo sano, fatta eccezione per qualche sgarro una o due volte a settimana, ma comunque decenti:

  • Colesterolo 226 mg/dl, leggermente alto
  • Trigliceridi 88 mg/dl nella norma

I valori erano quasi tutti nella media a parte la Creatinina 1,33 mg/dl, i valori normali erano 0,6 – 1,3 mg/dl.
Non mi sembrava una cosa a cui prestare attenzione, cosa poteva essere lo 0,03 in più? Il medico però cerchiò il valore con una bic nera e fece una smorfia.

Potrebbe non essere nulla, magari un allenamento piuttosto faticoso e una leggera disidratazione…. oppure, potrebbe essere una leggera insufficienza renale.

Questa ultima ipotesi mi spaventò abbastanza: un insufficienza renale a 39 anni, era un po’ presto, se fossi vissuto fino a 80 anni che fine avrebbero fatto i miei reni? Sarei dovuto entrare in dialisi? Trapianto?
Il nefrologo non volle allarmarmi e mi disse che bastava ripetere l’esame dopo circa 6 mesi per verificare quel valore, se fosse rientrato non si sarebbe trattato di insufficienza renale ma solo di un caso isolato dovuto appunto a disidratazione.

Internet può essere un pozzo di notizie e di idiozie, sopratutto se cerchi qualcosa che riguarda la salute. La mia presunta insufficienza renale mi spinse a cercare qualsiasi informazione a riguardo che non furono affatto confortanti.

I nefrologi lanciano l’allarme sulle malattie renali.
Con insufficienza renale in Italia, infatti, si sopravvive meno che con un tumore: il tasso di sopravvivenza dei dializzati italiani è infatti del 55%, contro l’84% del cancro alla mammella, il 70% di quello al colon, il 63% di quello al rene.
A sostenerlo è la Società Italiana di Nefrologia.
Sulla base dei dati aggiornati a tutto il 2009, in Italia le persone che devono abitualmente fare ricorso alla dialisi sono oltre 45mila; coloro che hanno subito un trapianto di rene sono quasi 16mila (15.793 a tutto il 31 dicembre 2010); e sono tra i 5 e i 6 milioni gli italiani che soffrono di un danno renale e almeno altrettanti hanno una disfunzione renale lieve senza saperlo… ancora.

Oltre a documenti seri me ne sono passati davanti anche agli occhi di dubbia comprovata scientificità: la miracolosa l’Aloe vera o le bacche di goji per la vita eterna.

Tra tanti documenti e documentari uno in particolare  mi colpì: parlava di curare le malattie con i succhi di frutta e verdura. Anche in questo si parlava della miracolosità di questi trattamenti.

I miracoli mi sono sempre stati stretti ma la teoria di base che i vegetali contenessero moltissime vitamine, sali minerali, antiossidanti e sostanze fitochimiche molto utili al benessere dell’organismo mi convinse.
Sono cose che in realtà si sanno, anche mia nonna mi costringeva a mangiare le verdure, ma questo era un po’ diverso: si trattava di assumere molti vegetali scartando tutti gli alimenti lavorati e sopratutto di origine animale.
Da questo concetto al veganesimo il passo fu breve.

Dopo un mese ero arrivato ai documentari più tragici sul macello degli animali e sull’impatto ambientale che ha questo tipo di alimentazione sul mondo.
Cifre assurde dalla FAO: per produrre un kg di manzo occorrevano 15400 litri di acqua potabile? 56
miliardi di animali terrestri macellati ogni anno? 56 miliardi?? Equivalgono a 1700 animali al secondo?

Ogni secondo della mia giornata vengono soppressi 1700 animali, e solo parlando di quelli terrestri? Il mediterraneo viene sfruttato in modo che il pesce che produce soddisfa le nostra richiesta fino ad aprile, da maggio in poi stiamo pescando già il pesce dei prossimi anni.

Insomma questi numeri, insieme alle scene degli animali macellati bastarono a farmi dimenticare del problema che mi aveva spinto a fare queste ricerche su internet.
L’attenzione per la mia salute si spostò su quanto è grave la situazione ecologica mondiale, senza contare che gli animali mi son sempre piaciuti vivi e che subivo questa abitudine convinto di non poterci fare nulla.
Invece mi sbagliavo, potevo fare qualcosa.
Certo sono ben conscio che non sarà la mia sola persona a fare una differenza, ma come persona senziente ho scelto di scegliere come nutrirmi senza preoccuparmi della nostra millenaria cultura alimentare.

A settembre del 2012 decisi di smettere di mangiare animali e i loro derivati e comunicai ai miei cari che dalla settimana prossima non avrei mai più mangiato come prima.
Giusto il tempo di svuotare il frigorifero.

Il frigorifero fu finalmente vuoto: e adesso? Cosa mangia un vegano?
Solitamente il passaggio da onnivoro a vegano passa attraverso il vegetarianesimo. Io invece contro ogni consiglio ho fatto il salto diretto.

Cosa diavolo mangia un vegano per avere un’alimentazione sana ed equilibrata?
Di cose ne avevo lette: ricette, consigli, ma alimenti come il tofu, il seitan, il muscolo di grano, il tempeh… rimanevano sconosciuti ed ero oggettivamente incapace di fare un piatto gustoso e sano se facciamo eccezione per una pasta integrale e un insalata.

Papà, capisco che non sia facile, ma non preoccuparti, va bene anche uno spaghetto al pomodoro o anche in bianco, non serve che ti inventi piatti strani.

Ma gli asparagi li puoi mangiare? ….

Durante i successivi 12 mesi ho scoperto che un vegano, mangia o può mangiare quello che mangiano un po’ tutti, solo con delle piccole varianti.
Lasagne, hamburgher, wurstel, dolci ecc ecc con la accortezza di sostituire alcuni ingredienti con altri.
All’inizio il gusto sembra strano, ma dopo poche settimane il gusto cambia e ti sembra normale mangiare così.
Diventa impensabile rimettere in bocca i vecchi alimenti: troppo salati, o dolci o grassi oppure perchè semplicemente li vedi da un altro punto di vista: li vedi morti; forse perchè lo sono.
L’unico alimento che ancora darebbe gran gioia mangiare è il formaggio.
Potrei mangiarne ogni tanto, non ci sarebbe nulla di male, ma ormai è più forte di me; sarebbe come tradire un impegno, come mancare ad un appuntamento od arrivare in ritardo, antipatico no?
La parte più noiosa è giustificarsi con gli altri in continuazione.
Quando ne vale la pena lo spieghi; quando non ne vale fai una battuta

Senti ma questo non lo puoi mangiare?!
Non lo voglio mangiare… non è che non posso. È diverso.
Ma perché sei diventato vegano?
Odio le piante.

Luglio 2013 – Conseguenze positive della dieta vegana

esami del sangue vegano

Francesca, la mia ragazza, già donatrice Avis, ogni tanto me lo ricordava.

Dovresti donare il sangue.
Non ti costa nulla, fai del bene e inoltre ti fanno gli esami ogni anno gratuitamente. Così finalmente tieni sotto controllo i tuoi valori. Avresti dovuto fare gli esami di controllo 6 mesi dopo; sono passati due anni e non li hai ancora fatti!
Gli esami del sangue gratis furono un argomento più che sufficiente per convincermi di quanto fosse una cosa buona diventare donatore.

Una volta sbrigata la parte burocratica potei fare l’esame di controllo per diventare donatore. Gli esiti arrivarono in 4 giorni:

  • Il colesterolo è sceso a 163 mg/dl
  • I trigliceridi sono scesi a 70 mg/dl
  • Il ferro è salito da 58,20 a 93,3 e questo è il valore che più mi è sembrato strano: ho parlato con decine di persone che mi hanno affermato di aver dovuto smettere di essere vegetariano a causa di anemia.
    Non so se è un buon segno ma anche la conta delle piastrine è aumentata di centomila unità.
    Ma la cosa che più mi ha fatto piacere è vedere la creatinina, responsabile involontaria del cambiamento della mia vita, scesa a 1,1 di 0,2 punti sotto il valore massimo oltre al quale si sospetta un insufficienza renale lieve.
  • Il mio peso è sceso di 7 kg senza controllare le quantità di quello che mangio, la mia forma generale è rimasta la stessa, nel senso che non posso ne voglio decretare energie miracolose o forze sovra umane.
    Mi sento esattamente come prima, salvo svegliarmi al mattino senza gonfiori o nausee e avere le analisi perfette come mai lo sono state in passato.

Oggi

conseguenze vegano

Ogni giorno trovo qualcuno che critica la mia scelta pensando o dicendo che sono uno sciocco: facebook è un continuo criticare e sfottere chi intraprende la scelta vegana. Nella vita quotidiana capita più di rado: si sa, sfottere dietro la tastiera è più semplice di farlo quando uno ti guarda negli occhi.

Non si mangia vegano solo per una questione di salute. Lo si fa innanzitutto per empatia verso gli animali, che non sono cose da usare ma hanno personalità e sentimenti, per quanto meno complessi di quelli umani sono comunque sentimenti. Non mi pare che le cose ne abbiano.
Lo si fa per un senso civico ed ecologico.

Per quello che mi riguarda è una provocazione. Un modo per esprimere il mio dissenso di condividere un pianeta con persone che non hanno la sensibilità, la responsabilità e nemmeno la capacità di accorgersi di quanto sia delicato, complesso e stupendo, e per questo motivo semplicemente non se lo meritano.
In ogni caso c’è sempre qualcuno che criticherà il tuo modo di essere e di vivere, come nel libro delle favole regalatomi dalla mia maestra delle elementari: Margherita, e allora mi viene da sorridere.

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