Ipertrofia sarcoplasmatica o miofibrillare? Conosciamole meglio

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Conosciamo meglio l’ipertrofia muscolare. Che differenza c’è tra l’ipertrofia sarcoplasmatica e miofibrillare e come si sviluppano a seconda del tipo d’allenamento. Un articolo che collega la teoria (anatomia e fisiologia della cellula muscolare) con la pratica in palestra.

Del Dr Andrea Roncari

Parametri-ipertrofia-muscolare

Ricercata, inseguita, agognata, pretesa l’ipertrofia muscolare è spesso l’ossessione di molti frequentatori di palestre, alla ricerca di una forma fisica impeccabile, del fisico da spiaggia, dell’esaltazione del proprio ego.

Per i professionisti del settore, è invece un valido alleato per aiutare il proprio cliente/paziente al raggiungimento dei proprio obbiettivi a lungo termine: dimagrimento, aumento delle prestazioni, salute, riabilitazione. ”Certo che quello è proprio grosso!Però alzo di più io!” vi sarà sicuramente capitato di sentire questa frase se frequentate una palestra e le risposte a questo enigma le troviamo nel concetto di ipertrofia muscolare e nella profonda comprensione delle modalità con le quali si manifesta.

Ipertrofia deriva dal greco upèr, troppo, e trofé, nutrimento, e indica quindi l’aumento di volume delle cellule che compongono un organo o un tessuto del corpo umano. Non essendo questa la sede per parlare di ipertrofia uterina, ci soffermiamo sul concetto di ipertrofia muscolare e di come l’allenamento con i sovraccarichi possa effettivamente creare adattamenti a un muscolo e che tipi di adattamenti otteniamo a seconda degli stimoli a cui lo sottoponiamo.

Ogni qualvolta somministriamo uno stimolo che abbia le giuste caratteristiche di intensità e durata nel tempo otteniamo un adattamento, ovvero il nostro corpo lo contrasta migliorandosi o meglio mettendosi nelle condizioni di migliorare la propria efficienza in risposta ad esso. Un esempio possono essere, sempre per rimanere nel settore, i calli che compaiono sulle mani di chi si allena coi pesi in modo costante: il corpo si adatta creando un ispessimento dell’epitelio più resistente alla frizione e alla pressione esercitata da manubri e bilancieri.

Analogamente all’interno di ogni fibrocellula muscolare, le strutture interne si adattano in maniera tale da garantire al muscolo un’efficienza maggiore in risposta a quello stimolo specifico, in questo caso il sollevamento di un peso. Tale adattamento comporta l’aumento delle dimensioni delle singole fibre dovuto sia ad un aumento della componente contrattile che alla componente fluido-energetica della fibra.

Schematicamente possiamo parlare di due tipi di ipertrofia:

1) Ipertrofia sarcoplasmatica, dovuta all’aumento del sarcoplasma e delle strutture che lo compongono: acqua, proteine non contrattili, organelli e riserve energetiche quali glicogeno e lipidi. La fibra si adatta dal punto di vista strutturale ed energetico adattandosi all’aumentata richiesta di lavoro muscolare. È tipica dei body builder e non comporta un aumento diretto della forza del muscolo pur aumentandone la sezione trasversa. Indirettamente si è visto che una maggior pressione muscolare riesce comunque a generare più forza, anche se i meccanismi per cui avviene non sono stati ancora scoperti.

2) Ipertrofia miofibrillare, dovuta all’aumento delle miofibrille e delle proteine contrattili che le compongono actina e miosina. La fibra si adatta agendo sui dispositivi che direttamente influiscono sulla produzione di forza a livello periferico. Sono responsabili quindi di un diretto aumento della forza. È tipica dei sollevatori di peso.

ipertrofia miofibrillare sarcoplasmatica

La comprensione di queste dinamiche può guidarci con maggior consapevolezza nell’allenamento di noi stessi e dei nostri clienti, aiutandoci a raggiungere un risultato migliore. L’allenamento con i sovraccarichi induce sempre entrambi i tipi di ipertrofia muscolare. L’una può prevalere sull’altra a seconda del tipo di allenamento proposto e dei metabolismi energetici richiesti a soddisfare il lavoro.

Ecco che un allenamento costantemente anaerobico lattacido, tipico del body building, comporta una percentuale maggiore di ipertrofia sarcoplasmatica mentre le serie brevi ad alte percentuali di carico, tipiche dei sollevatori di peso stimolano maggiormente l’ipertrofia miofibrillare. Ad ognuno la sua ipertrofia!

Buon allenamento!

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Andrea Roncari

Andrea Roncari

Professore universitario a contratto all'università di Pavia. Fisioterapista specializzato nei disturbi muscolo-scheletrici e sportivi. Laureato in scienze motorie e Personal Trainer Maggiori informazioni

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