Il Cat Leap (Salto di braccia)

Il Cat Leap (Salto di braccia)

Il Cat Leap o salto di braccia, è una tecnica di estrema utilità nel parkour, perché permette di arrivare laddove il semplice salto di precisione (da fermo o in corsa) non permette di arrivare.

In estrema sintesi il cat leap è una tecnica che prevede un salto nel quale l’arrivo è con le mani aggrappate al bordo del muro (o della sbarra, o della ringhiera..) e i piedi in appoggio alla superficie verticale dello stesso.

Prerequisito fondamentale per questo movimento è, ovviamente, la capacità di forza sufficiente per restare fermi nella posizione di arrivo. Se una persona non ha abbastanza forza per “rimanere appeso” al muro staticamente, ovviamente non potrà cimentarsi nel salto di braccia. Avrà bisogno di condizionare il proprio corpo duramente ma per questo faremo un altro video.

Tecnica

Questo movimento prevede una fase di stacco, una fase aerea e una fase di atterraggio. Vediamole separatamente.

1. Lo stacco nel salto di braccia è molto simile al precision (movimento già visto nell’altro tutorial), quindi caricamento e spinta di gambe accompagnate da caricamento (verso dietro) ed esplosiva oscillazione per avanti alto di braccia

Cat Leap Stacco

2. La fase aerea. Questa fase differisce un po’ da quella del salto di precisione, infatti, una volta raggiunta la massima distensione di braccia, gambe e busto verso avanti alto dovremo raccogliere le gambe e distenderle verso l’atterraggio (proprio come in un salto di precisione) che questa volta però non sarà su un bordo ma sarà su una superficie verticale, le braccia invece manterranno la direzione in avanti alto per arrivare ad aggrapparsi al bordo del muro.

Cat leap atterraggio

3. L’atterraggio. Questa fase, come sempre nella nostra disciplina, è la più delicata ed importante. Le mani andranno ad aggrapparsi al bordo del muro, mentre i piedi arriveranno in appoggio sulla superficie verticale. Ora, fondamentale in questa tecnica è il sincronismo, il timing di atterraggio di gambe e braccia, infatti le gambe hanno il ruolo preponderante di attutire e ammortizzare l’impatto, essendo esse più forti delle braccia, per questo motivo le gambe arrivano sempre leggermente prima delle braccia (con più il salto di braccia diventa grosso, però, con più le gambe dovranno arrivare prima delle braccia per avere più tempo per attutire).

Cat Leap piedi bassi

Altro fattore importante è il posizionamento dei piedi sul muro, vediamo i 2 casi estremi.
Primo: i piedi arrivano molto bassi, in questo caso poca “porzione” di piede sarà usata per ammortizzare e l’inerzia del corpo in volo farà si che questi scivolino verso il basso facendoci sbattere ginocchia e busto contro il muro: situazione non bellissima.

Cat Leap parkour
Secondo: i piedi arrivano molto alti, che succede? La gambe ammortizzano ma con i piedi così in alto fungono da molla, le mani non riescono ad arrivare al bordo per aggrapparsi e il corpo rimbalza letteralmente indietro, se siamo abili atterreremo in piedi, ma se non lo siamo anche qui la situazione non è bellissima. Quindi è importante trovare una via di mezzo per il posizionamento dei piedi sul muro, abbastanza alti da non farci scivolare ma anche abbastanza bassi da non farci rimbalzare, non vi preoccupate però, vedrete che verrà molto naturale con la ripetizione continua del gesto e con il suo miglioramento.

Cat Leap piedi alti

E’ molto importante, poi, che l’atterraggio venga fatto a due piedi, sempre. Non importa se pari o uno un po’ più in basso e uno un po’ più in alto, è importante che entrambi arrivino sul muro per ammortizzare. Usarne solo uno è un ottimo modo per recare stress inutili a caviglia ginocchio e bacino.

Ultimo aspetto riguarda la tenuta di braccia, pur essendo queste più deboli delle gambe hanno comunque un ruolo fondamentale nell’ammortizzare il salto, altrimenti andremmo a sbattere il muso sul muro. Quindi, braccia ben distese nella fase aerea che vanno a ricercare il bordo pronte per attutire e, appena mi aggrappo, ammortizzo compiendo un’eccentrica fino a braccia tese, questo permette di attutire per bene. In caso tenessi le braccia molto rigide e piegate la possibilità di sbattere il naso sarebbe molto più alta.

Ovviamente potete iniziare ad apprendere questo gesto sul tetto di due grattaceli, oppure dal marciapiede contro un muro. In ogni caso la responsabilità rimane vostra, un atleta migliora perché non si fa male e non si fa male perché è intelligente e capisce fino a dove può arrivare.

Per info e contatti:

Filippo Coen
Sito: www.sangoparkour.com  Mail: [email protected]

Emanuele Snider
Mail: [email protected]  Luogo: Mandello del Lario (LC)

Francesco “Rosso” Mazzù
Sito: www.milanmonkeys.com  Mail: [email protected]

Sango Parkour

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