Consumo calorico: partiamo dall’inizio

Consumo calorico: partiamo dall’inizio

Quando ci addentriamo nel mondo sportivo non possiamo fare altro che scontrarci spesso con un argomento molto scottante come quello del consumo calorico. Le donne che vogliono perdere peso sono ossessionate da quante calorie introducono mangiando e quante ne consumano con l’attività fisica, mentre alcuni dietologi e personal trainer sostengono che le calorie “non esistono”. In realtà come sempre il discorso è più complesso, vedi: contano le calorie o gli ormoni. Conoscere tutti gli elementi, saperli quantificare ci da degli strumenti in più per valutare ed avere un quadro completo della situazione.

Quindi devi conoscere come funziona il consumo calorico per le attività sportive e sedentarie, che andrai a compiere.

Il costo energetico ( C ) rappresenta la quantità di energia necessaria per percorrere una distanza unitaria.

La sua determinazione ci risulta senza dubbio utile per quantificare l’impegno metabolico o il fabbisogno calorico di differenti forme di attività fisica (non solo in ambito sportivo).

Consumo calorico

Può essere inoltre definito come:

Quantità di energia metabolica spesa per unità di distanza per avanzare ad una determinata velocità.

Ho deciso di occuparmi di questo tema perché ritengo sia molto importante per tutti coloro che svolgono attività fisica e voglio davvero comprendere i meccanismi che compongono e permettono il movimento umano.

Se pensi che a 12 km/h hai un costo energetico nella corsa superiore ad una di 9 km/h, (vedi guida: dimagrire correndo), o sei convinto che lavorare in super-serie ti permetta una spesa calorica superiore, sappi che ti stai sbagliando. Di conseguenza questa serie d’articoli sul consumo calorico fanno proprio per te.

Bruciare 1000 calorie

Il consumo calorico: partiamo dall’inizio

Quando si parla di movimento umano, ricordiamo che biomeccanica e bioenergetica sono due facce della stessa medaglia ed i muscoli sono in grado di trasformare un tipo di energia in un altro. Sappiamo inoltre che i nostri muscoli, esattamente come le macchine, sono tanto più efficienti tanto più riescono a trasformare l’energia in ingresso in lavoro utile, riducendo quindi le perdite di energia.

Questo rendimento, che corrisponde all’efficienza, per il muscolo scheletrico vale circa 25-30%. Questo sta ad indicare che il 70-75% dell’energia in ingresso viene perso sotto forma di calore.

Ricordiamo inoltre che parte dell’energia che entra nel nostro corpo serve per la sopravvivenza dei tessuti e delle cellule, e che questa quantità di energia è pari ad 1MET (unità di metabolismo basale) per un soggetto sdraiato e rilassato. A sua volta 1 MET può essere espresso come:

1MET = 3,5 mlO2 · kg-1 · min-1 = 1kCal · h · kg di massa 

Di conseguenza un soggetto di 70 kg sdraiato sul divano di casa sua “spende” all’ora 70 kCal.

Misura metabolismo basale

La figura sopra indica la procedura per il calcolo del metabolismo basale (apparecchiatura: casco Canapy)

Possiamo concludere che quindi riuscire a capire quanto lavoro è stato effettivamente generato e non perso in calore o nutrimento delle nostre cellule non è semplice. Per “semplicità” quindi molti ricercatori hanno deciso di concentrarsi “solo” sul lato energetico, tenendo in considerazione l’intensità dell’esercizio.

Notoriamente il costo energetico (C) ha come unità di misura:

C = J / (m · kg) oppure = ml O2 ⋅ kg-1 · km-1

 e dipende da vari fattori: come la tecnica di esecuzione dell’esercizio, carichi aggiuntivi a quello che è la massa del soggetto, patologie articolari limitanti e altro ancora.

Non voglio annoiarvi ancora per molto e per adesso mi limito a dirvi un’ultima cosa.

I più attendi si saranno accorti che nel momento in cui vado a quantificare il costo energetico di una attività fisica devo innanzitutto esprime la mia spesa energetica netta, che si ottiene sottraendo il valore del mio metabolismo basale alla spesa energetica totale durante esercizio.

V’o2 netto = V’o2 totale – V’o2 basale

Per adesso credo di avervi dato parecchie informazioni che ci serviranno ad addentrarci in un mondo più pratico. Nei prossimi articoli analizzeremo vari sport, prendendo in considerazione le varie forme di locomozione umano e arriveremo al mondo della palestra, cercando di sfatare alcuni miti man mano che proseguiamo nel nostro cammino. Spero sia un cammino fruttuoso.

“Il premio non è Itaca ma il viaggio per arrivare ad Itaca”

cit. Costantinos Kavafis

Intanto vi lascio con una domanda:

Come mai se un soggetto corre a 10 km/h (velocità costante) e poi a 13 km/h (velocità costante) il suo consumo di ossigeno cambia ma il costo energetico rimane costante?

Di: Andrea Monte

Studente al 1° anno magistrale in scienze delle attività motorie e della prestazione sportiva.

Personal trainer impegnato del territorio veronese e della provincia di Bolzano

Email: [email protected]

 

 

 

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Andrea Biasci

Andrea Biasci

Professore universitario a contratto all'università Statale di Milano. Fondatore del Project inVictus. Maggiori informazioni

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