Attività fisica come terapia nell’ipertensione e nelle malattie cardiovascolari

Attività fisica come terapia nell’ipertensione e nelle malattie cardiovascolari

Attività fisica ipertensione

Per ipertensione arteriosa si intende un aumento a carattere stabile della pressione arteriosa nella circolazione sistemica. E’ un importante fattore di rischio per ictus, infarto miocardico acuto, insufficienza cardiaca e morte improvvisa.

Si parla di ipertensione quando la pressione sistolica è maggiore di 140 mmHg e la diastolica è maggiore di 90 mmHg.

Esistono quattro studi in particolare che dimostrano gli effetti positivi dell’attivita’ fisica sulla pressione sanguigna a riposo in normotesi ed ipertesi: quelli di Cornelissen & Fagard (2005), Kelley et al.(2001),Kelley & Kelley (2000), Pescatello et al. (2004). Attraverso dei gruppi di studio con persone che hanno partecipato a prove di diversa preparazione fisica come gli allenamenti per la forza o camminare, è stato dimostrato che l’attivita’ fisica induce una diminuzione della pressione sanguigna, che in genere dura 4-10 ore dopo la cessazione dell’esercizio, ma che puo’ durare fino a 22 ore; inoltre la diminuzione media della pressione sanguigna sistolica è 15 mmHg e 4mmHg la diastolica, le persone con ipertensione possono cosi raggiungere valori pressori normali durante gran parte del giorno e cio’ e’ considerato di grande rilevanza clinica.

Un programma di allenamento continuato nel tempo nelle persone ipertese induce un calo della pressione arteriosa sistolica di 7.4 mmHg e 5.8 mmHg della diastolica. La cosa piu’ interessante di questi dati è che la sola terapia convenzionale con farmaci ipertensivi riduce in genere gli stessi valori della pressione diastolica.

Un altro studio di grande rilevanza su 1 milione di persone ha calcolato anche che una diminuzione della pressione arteriosa sistolica di appena 2 mmHg ridurra’ la morte per ictus del 10% e la morte per malattia ischemica del 7% in persone di mezza eta’.

Tutti i pazienti con ipertensione arteriosa (sia quelli in farmacoterapia sia coloro che non beneficiano del trattamento) dovrebbero svolgere attivita’ fisica; infatti la durata della riduzione della pressione del sangue persiste fino a 24 ore dopo l’esercizio; l’allenamento fisico quotidiano richiesto prevede un esercizio di tipo aerobico di resistenza a bassa-media intensita’ tra il 40 e il 60% del VO2R (10-11 per la scala di Borg) per la durata di 30’ continui o accumulati nel giorno. Si puo’ anche sostituire l’allenamento di resistenza con il condizionamento della forza due volte alla settimana. Nei pazienti con ipertensione lieve, e’ ragionevole tentare un trattamento non farmacologico, sotto forma di attivita’ fisica , dieta e uno stile di vita corretto per un periodo di 3-6 mesi prima di optare per un eventuale trattamento farmacologico.

Molti pazienti con ipertensione sono sintomatiche delle malattie ischemiche cardiovascolari, l’attivita’ fisica pertanto deve essere altamente individuale e personalizzata anche se le prescrizioni degli esercizi dovrebbero seguire le raccomandazioni generali per la popolazione. Qui trovi le linee guida sull’attività fisica e come allenarsi per chi ha problemi cardiovascolari.

Si deve ricordare pero’ che secondo le linee guida dell’ACSM (American College Sports Medicine) in individui con un pressione arteriosa >180/105 la farmacoterapia dovrebbe cominciare prima di un’attivita’ fisica regolare, si consiglia prudenza nello svolgere un esercizio fisico molto intenso e nell’allenamento della forza con pesi elevati. Durante l’allenamento con i sovraccarichi infatti possono essere raggiunti valori pressori molto elevati nel ventricolo sinistro del cuore (>300 mmHg), che possono essere potenzialmente pericolosi. L’ allenamento con i pesi e quello che prevede esercizi intensi (15-16 per la scala di Borg) deve essere ponderato anche nei pazienti affetti da ipertrofia ventricolare sinistra e malattia coronarica.

La malattia coronarica indica qualsiasi alterazione, anatomica o funzionale, delle arterie coronarie, cioe’ dei vasi sanguigni che portano sangue al muscolo cardiaco.

La malattia coronarica si manifesta come:

  • Ischemia silente (asintomatica)
  • Malattia coronaria sintomatica:
  1. angina pectoris, stabile e instabile (dolori toracici, reversibili)
  2. infarto (durata dell’ischemia > 20 min), infarto acuto miocardio (AMI)
  3. alterazione ischemica con insufficienza cardiaca sinistra
  4. aritmie, soprattutto a livello ventricolare
  5. morte improvvisa

Questo tipo di malattia puo’ essere congenita o dovuta da fattori predisponenti non influenzabili come: l’eta, il sesso e la predisposizione familiare, puo’ essere invece acquisita dovuta a fattori di rischio come dislipidemie e aumento del colesterolo cattivo nel sangue (LDL), ipertensione, diabete mellito, sindrome metaboliche e tabagismo.

L’attività fisica, una dieta equilibrata e uno stile di vita corretta hanno sicuramente un effetto positivo nelle persone con malattia coronarica, migliorando la sopravvivenza ed avendo effetti diretti sulla patogenesi della malattia. Anche per quel che riguarda questa malattia molti sono gli studi a riguardano che accertano l’importanza dell’attivita’ fisica parallelamente alla terapia standard come ad esempio dimostra lo studio di Jolliffe et al. (2000).Gli effetti dell’attivita’ fisica sono:

  • riduzione dell’ aggregazione dei trombociti
  • miglioramento dei valori della pressione sanguigna
  • ottimizzazione del profilo lipidico
  • miglioramento della vasodilatazione endotelio-mediata coronarica
  • aumento della variabilità della frequenza cardiaca
  • effetti benefici su fattori psicosociali

E’ preferibile un esercizio di tipo aerobico in cui l’intensita’ e la durata delle sessioni di allenamento sono gradualmente aumentate, e’ importante realizzare un programma di allenamento personalizzato ed effettuare dei specifici test precedenti all’attivita’ fisica finalizzati a valutare la FCmax e il VO2max. L’ intensita’ degli esercizi oltre a questi due valori fa riferimento alla scala di Borg.

Come per l’ipertensione anche per la somministrazione dell’ esercizio fisico nella malattia coronarica ci sono delle controindicazioni come l’angina pectoris instabile, dispnea a riposo,pericardite, miocardite, endocardite, stenosi aortica sintomatica, grave ipertensione, febbre e gravi malattie non cardiache.

Questo potrebbe essere un valido esempio di protocollo di allenamento per soggetti con malattia coronarica:

PRIMO MESE: 30 min/die di lavoro aerobico

  • 10 min riscaldamento: bike, Borg 10-12
  • 10 min: bike, Borg 12-13
  • 10 min: bike, Borg 10
  • 2 volte la prima settimana
  • 3 volte la seconda settimana
  • 4 volte la terza e quarta settimana

NEI MESI SUCCESSIVI: 45 min 3 volte a settimana

  •     esercizio aerobico + allenamento della forza
  • 10 min : riscaldamento: bike o tapis roulant, Borg 10
  • 10 min : esercizi muscolari sia per arti inferiori che superiori, Borg 10 -12
  • 15 min : esercizi muscolari con l’utilizzo di elastici 12- 13
  • 10 min : lavoro leggero per gambe e braccia, Borg 10 – 12

Un protocollo del genere accompagnato a della camminata per dimagrire, può aiutare in modo importante la nostra salute.

Articolo del Dr Stefano Giuseppini

Proprietario del centro personal in Via Valle Corteno 58, Roma
Dottore in Scienze Motorie/Personal Trainer/Preparatore Atletico/Pugile Dilettante
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Andrea Biasci

Andrea Biasci

Professore universitario a contratto all'università Statale di Milano. Fondatore del Project inVictus. Maggiori informazioni

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