Alimentazione e tumori: cosa dicono le linee guida (veramente)

Alimentazione e tumori: cosa dicono le linee guida (veramente)

Dopo le dichiarazione dell’OMS sulla pericolosità della carne processata, su internet è scoppiato il solito putiferio. Chi è pro, chi contro, chi cita l’esperto di turno, chi la nonna che è campata 100 anni. Insomma ognuno si sente legittimato a dire la sua su quello che è un problema complesso ma con delle evidenze abbastanza inopinabili.  In realtà il WCRF (Word Cancer Research Fund) aveva dato le stesse linee guida (rapporto tra alimentazione e tumori) già 8 anni fa (2007) , quindi colpisce come una notizia vecchia possa fare ancora tanto rumore.

Crediamo che il punto fondamentale della questione sia il giudizio che noi diamo alle notizie. Alla fine il nostro parere prevarica le linee guida, le grandi organizzazioni di ricerca, ecc. Magari nella vita facciamo l’avvocato, l’imbianchino, il gelataio ma di sicuro sull’alimentazione sappiamo già tutto.

Questo articolo è dedicato a chi prova a farsi un bagno d’umiltà e cerca d’ascoltare, senza preconcetti o pregiudizi. La scienza, la medicina, sono in continua evoluzione, possono anche sbagliare. Ma se leggiamo attentamente le linee guida sull’alimentazione e tumori, se ascoltiamo senza mettere prima la nostra personale opinione, vedremo che danno delle indicazioni di buon senso, rivolte alla persona comune che ha un budget per la spesa limitato, che cerca al supermercato tutti i prodotti di cui ha bisogno, senza dovere andare a rivolgersi al contadino o all’allevatore in montagna.

Su internet purtroppo c’è più disinformazione che informazione, quando leggete una notizia tipo: “La causa primaria del cancro fu scoperta nel 1931”, “Grazie a questo alimento il tumore è regredito”, “Scoperto cosa provoca il cancro negli alimenti ma nessuno ve lo dice”, ecc, siete sicuri di leggere cazzate. Guardate sempre alle grandi organizzazioni mondiali e nazionali cosa dicono, perché prendono in considerazione tutti gli studi, non uno che dimostra che le ciliegie sono cancerogene.

Potete credere che tutte le linee guida su cancro ed alimentazione si basano solo sugli interessi delle multinazionali, ma a questo punto non citate nessuno studio, perché tutte le ricerche seguono lo stesso percorso scientifico e sono sottoposte alle stesse analisi. O nessuna pubblicazione è valida, o sono le review e le meta-analisi degli studi a dare le linee guida!

Non c’è bisogno di nessuna congiura o complotto delle multinazionali a discapito del cittadino. Milioni di persone al mondo prendono statine, farmaci per il diabete o l’osteoporosi, ma potrebbero evitarli semplicemente migliorando il loro stile di vita. Non lo fanno perchè costa fatica. Questa è la realtà!

Alimentazione e tumori, cosa dicono le linee guida WCRF

frutta e cancro

I tumori sono la seconda causa di morte in Europa e in Italia. I numeri sono costantemente in crescita. Le forme tumorali che causano il maggior numero di decessi a livello mondiale sono il tumore al polmone, allo stomaco, al colon retto, al fegato e alla mammella.

Le evidenze scientifiche vengono espresse su tre livelli: convincente, probabile, limitata evidenza, più un quarto livello per cui l’associazione col tumore è altamente improbabile.

Quando leggete che un fattore aumenta del 100% il rischio di contrarre un tumore non vuol dire che vi ammalerete sicuramente ma semplicemente che la probabilità di base è raddoppiata. Quindi se in partenza tutti ci possiamo ammalare con un rischio dello 0,003%, raddoppiare la possibilità vuol dire passare a 0,006%. I tumori hanno sempre delle cause multifattoriali, non ci si ammala perché si mangia un alimento (a meno che non sia fortemente contaminato) ma perché si sommano tutta una serie di fattori.

Le prime linee guida vedono nel sovrappeso il primo fattore di rischio e raccomandano di basare la propria alimentazione principalmente su alimenti di origine vegetale, di limitare le carni rosse e di evitare quelle processate.

Negli ultimi cinquant’anni il consumo di cereali si è dimezzato, mentre il tumore al colon-retto è quintuplicato.

  • Si ritiene che gli alimenti ricchi di fibre (ortaggi, frutta, legumi, cereali integrali, radici e tuberi), riducano il rischio d’ammalarsi di malattie croniche e cardiovascolari e probabilmente proteggano contro il cancro.
  • Si ritiene convincente che i cibi contaminati da aflatossine (metaboliti secondari di funghi e muffe) siano causa del cancro al fegato. I principali alimenti contaminati sono: frumento, riso, mais, avena, orzo e le arachidi. Anche i mangimi per animali possono essere contaminati e le aflatossine possono essere secrete nel latte o accumulate nei tessuti. Un altro fattore di rischio molto importante correlato al fegato è l’epatopatia alcolica.
  • Vi è una correlazione positiva che la carne rossa e quelle processate rappresentino una causa del cancro al colon-retto. Per carni rosse si intende quelle di vitello, manzo, maiale, agnello, cavallo e capra. Per carni conservate invece quelle sottoposte ad affumicatura, essicazione, salatura, o aggiunta di conservanti chimici. La carne conservata per refrigerio non è ritenuta processata, mentre la carne tritata come gli hamburger si.
    Tra le cause del cancro correlate alla carne, c’è la produzione batterica nell’intestino di N-nitroso conseguente a una sua assunzione. I nitrati utilizzati per conservala si convertono in nitriti e in N-nitroso. La cottura ad alte temperature crea amine enteriche ed idrocarburi che aumentano il rischio di tumori.
    La cottura alla griglia e la caduta di grassi, determina la produzione di PAHs che aderiscono alla superficie dell’alimento. Anche la presenza di ferro eme nelle carni promuove la formazione di N-nitrosi, oltre quella di ferro libero che crea invece danni ossidativi, cellulari e la formazione di citochine pro-infiammatorie.
  • Si ritiene il latte abbia un’azione probabilmente di protezione dal rischio al cancro del colon-retto. Questo grazie al contenuto di calcio che contiene. Al contrario una sua eccessiva assunzione sembrerebbe incrementare il rischio di cancro alla prostata (giudicato probabile).
  • Si ritiene il sale come causa probabile del cancro allo stomaco. Si raccomanda una assunzione massima di 5g al giorno.
  • Si ritiene esista una probabile evidenza tra bevande molto calde e l’insorgenza del tumore all’esofago.
  • Si ritiene che le bevande alcoliche abbiano un livello convincente di evidenza come causa di cancro alla bocca, faringe, laringe, esofago, colon-retto (uomini) e mammella.
    Risulta come livello probabile per il cancro al fegato e colon-retto (donna). L’alcol agisce come carcinogeno sinergico col tabacco per indurre mutazioni nel DNA.
  • Si ritiene ci siano evidenze probabili tra l’assunzione di vegetali non amidacei e l’effetto protettivo contro tumori alla bocca, laringe, faringe, esofago e stomaco.
  • Si ritiene che gli alimenti della famiglia delle liliacee (aglio, cipolla, porri, ecc.) presentino una probabile azione protettiva per i tumori allo stomaco e al colon-retto.
  • Si ritiene probabile che la frutta in generale possa abbassare il rischio di cancro alla bocca, laringe, faringe, esofago, stomaco e polmone.
  • Si ritiene che i cibi che contengono carotenoidi (spinaci, cavoli, zucca, peperoni, carote, pomodori, melone, patate dolci, ecc.) abbiano una probabile azione protettiva contro i tumori alla bocca, laringe, faringe e polmone.
  • Si ritiene probabile che i cibi contenenti folati (vegetali, frutta, fagioli, fegato) proteggano dal tumore al pancreas. Nello stesso modo quelli contenenti selenio (pesce, cereali integrali, germe di grano, semi di girasole, noci brasiliane), proteggano dal cancro alla prostata.
  • I cibi contenenti vitamina C (peperoni rossi e gialli, kiwi, broccoli, papaya, agrumi, fragole, pomodori), probabilmente hanno un’azione protettiva contro il tumore all’esofago.

Le raccomandazioni finali del WCRF sono:

  1. mantenersi snelli tutta la vita;
  2. muoversi attivamente tutti i giorni;
  3. evitare gli alimenti ad alta densità calorica e le bevande zuccherate;
  4. basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non raffinati e legumi in ogni pasto, assumendo un’ampia varietà di frutta e verdura;
  5. limitare il consumo di carni rosse ed evitare quelle processate;
  6. limitare il consumo di bevande alcoliche;
  7. limitare il consumo di sale e cibi conservati;
  8. assicurarsi un apporto sufficiente di tutti i nutrimenti attraverso il cibo;
  9. allattare i bambini al seno almeno per 6 mesi;
  10. le raccomandazioni per la prevenzione alimentare al cancro valgono anche per chi è già ammalato.

Non abbiamo finora mai citato il fumo come causa primaria del cancro perché non è un alimento. Tuttavia rimane una concausa evidente che peggiora e aumenta, in modo sinergico, gli effetti dati da una cattiva alimentazione

Quando si manipolano le ricerche per dimostrare che si ha ragione

Alimentazione e tumori

Diamo di seguito alcuni strumenti per non essere preda di chi vi cita gli studi su cancro e alimentazione per sostenere la sua tesi.

  1. Paragonare studi epidemiologici dei paesi più poveri con quelli della popolazione occidentale è sprofondamene scorretto, perché non tiene conto dello stile di vita. La stessa cosa avviene se paragoniamo la popolazione benestante a quella povera o se guardiamo i dati relativi ai nostri nonni rispetto a noi. Tutte le persone che si nutrono di meno (senza carestie) e si muovono di più sono soggette a meno malattie croniche per via di un migliore BMI.
  2. Paragonare uno stile alimentare in cui si tiene conto della qualità del cibo con l’alimentazione dell’americano medio ha poco senso. I paragoni devono essere fatti tra campioni della popolazione che prestano la stessa attenzione alla qualità degli alimenti.
  3. Il fattore primario per molte malattie (compresi alcuni tipi di cancro) è il grasso viscerale. Alcune diete sono considerate protettive nei confronti dei tumori perché portano a dimagrire. Si associano così diversi fattori per trovare una correlazione diretta, quando in realtà è indiretta.
  4. Gli studi osservazionali (epidemiologici) hanno un grado d’evidenza più basso rispetto a quelli causali. Questo perché trovano correlazioni quando i fattori in gioco possono essere molteplici e forvianti. Per esempio a livello statistico chi mangia all’ospedale ha un’aspettativa di vita più bassa. Ma questo succede perché mangia li o perché si trova ricoverato per problemi di salute? Studi causali sono invece più attendibili perché dimostrano un nesso diretto (di cause-effetto), replicabile e verificabile da qualsiasi ricercatore.

Uno sguardo anche al pianeta

Produzione biosostenibile

Concludiamo con una riflessione più di tipo etico che va al di là della relazione tra alimentazione e tumori. Premesso che tutti abbiamo il diritto alla salute, che la carne non è il male ma è un alimento (quando è sana) che può portare benefici, dobbiamo tutti essere consci che il modello produttivo ed economico che ci siamo imposti è poco biosostenibile.

Per questo uno sguardo alla sostenibilità del pianeta, alle condizioni dall’allevamento degli animali, è una battaglia che non riguarda solo i vegetariani o i vegani ma tutti gli essere umani.

Il cittadino deve imparare a fare delle scelte consapevoli, per lui stesso, per i suoi figli, per il pianeta. Per questo saremo sempre con chi si schiera per la qualità del cibo, con chi coltiva o alleva nel rispetto della natura.

Siti da seguire per approfondire

Se volete ulteriormente approfondire, non leggete (se non per ascoltare dei pareri soggettivi come il nostro) altri siti di parte (pro o contro che siano).
Ma ascoltate chi lavora in equipe a livello mondiale per studiare le relazioni tra alimentazione e tumori:

 

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