Bias scientifici, fitness ed alimentazione

Sapete che cos’è un BIAS? E’ un processo mentale (inconscio) che ci porta a ricercare, formulare e convalidare pregiudizi (anche qui spesso inconsci) cha avevamo. Se siamo convinti che una cosa sia giusta, porremo più attenzione a tutte le notizie o dati che confermano quella cosa. Alla fine avremo la percezione che la realtà è fatta in un certo modo, non rendendoci conto che abbiamo aggiunto autoconvinzioni su autoconvinzioni.

Questo fenomeno viene definito bias psicologico, ma in realtà i bias sono anche sociali, nei sondaggi e i bias nella ricerca scientifica. Si perché anche i ricercatori sono uomini e spesso dati ritenuti oggettivi, hanno un bias alla base che può sconfessare i risultati di uno studio. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha cercato di fare pulizia di tantissimi studi inficiati da bias (peccato solo che tantissimi “esperti” non se ne siano accorti, saranno a loro volta preda dei bias?).

Fitness, bias e la scienza dei poveri

Se notate nel mondo del fitness tutti ormai parlano di metodo scientifico, d’essere scientifici. Quelli grossi che dicono: fai come me perché sono il più muscoloso, mediamente non si mettono a scrivere e al massimo aprono un canale Youtube.

Insomma “teoricamente” i guru dovrebbero tutti porsi come paladini del metodo scientifico.

Noi non amiamo definirci scientifici, perché oggettivamente non lo siamo. Il problema è che non lo è neanche chi afferma di esserlo, il motivo è semplice: ad essere realmente scientifici ti leggerebbero 3 gatti, perché nel 99% delle discussioni ci sarebbero lunghe premesse per arrivare a timide conclusioni.

Quando vedete qualcuno che dice, la scienza afferma che…. Ecco quello non è scientifico, crede di esserlo ma non lo è. Perché la scienza è dubbiosa, prima di affermare con certezza qualcosa ci mette anni, centinaia di studi e anche quando si pensa d’essere arrivati a delle conclusioni, prova sempre a metterle in discussione.
Le certezze servono ai venditori, la scienza è più interessata a scardinarle piuttosto che ad inchiodarle nel legno.

Il problema di base è che il nostro è un ambiente commerciale, il fitness, la palestra ma anche diversi sport, hanno un’anima “capitalista”, la scienza oggi va bene perché ti aiuta a vendere.

(Qui sotto un’immagine che mi ha passato Antonio Paoli, uno dei pochi ricercatori italiani che abbiamo nel nostro settore, e mostra la differenza tra pubblicare un articolo scientifico e un articolo su un blog).

come funziona la ricerca scientifica, come funzionano i blog

Alimentazione: una scienza giovane piena di bias scientifici

Fatta questa doverosa premessa arriviamo al succo del discorso di oggi, i bias scientifici.
Il metodo scientifico si è strutturato 200 anni fa in materie come la chimica e la fisica, nella medicina e nell’alimentazione ha visto un suo reale riconoscimento a partire negli anni 70 (timidamente) e poi una definitiva affermazione negli anni 90 (meno di 30 anni fa). Sembra incredibile ma fino ad allora i punti di riferimento erano i grandi luminari che dicevano uno l’opposto dell’altro (probabilmente sbagliando tutti e due).

Se ci fate caso a livello mediatico tendiamo ancora a considerare l’esperto come il punto di riferimento, l’ha detto il medico X, il ricercatore Y, come se la persona fosse chi dobbiamo ascoltare.
SBAGLIATO, nel metodo scientifico sono le prove a contare non le persone, è un nostro bisogno psicologico trovare un mentore che guidi le nostre convinzioni.

Negli ultimi anni la letteratura scientifica nel nostro ambito (alimentazione e fitness) ha subito diverse review che hanno scardinato molte convinzioni. Si è visto che molti studi scientifici erano fallaci, ovvero chi gli aveva fatti era partito (si spera inconsciamente) con delle convinzioni e questo aveva sfalsato completamente i risultati dello studio.

Questo avviene soprattutto per gli studi statistici ed epidemiologici, non causali (magari in doppio cieco). Leggere i dati ed interpretarli presta molto il fianco ai BIAS, ovvero ai pregiudizi (inconsci) di chi li legge.

Anche la scienza sbaglia, lo fa di continuo, ma questo dato di fatto non dobbiamo interpretarlo come un male, per fortuna è insito in una mentalità scientifica mettere continuamente in dubbio le convinzioni moderne per, o convalidarle o confutarle. Se non fosse così si chiamerebbe fede e non scienza.

(Qui sotto la piramide delle evidenze scientifiche)

piramide evidenze scientifiche

Conclusione sui bias scientifici

Concludendo facciamo ben attenzione, se non siamo ricercatori, a riempirci la bocca con la parola scienza, soprattutto in un ambito come il nostro dove gli investimenti  sono praticamente inesistenti e spesso gli unici finanziamenti vengono dalle case d’integratori.

Per commercializzare un farmaco, l’investimento nella ricerca e nello sviluppo è mediamente di un miliardo di dollari. Quanti soldi si investiranno per decretare se 3 serie sono meglio o peggio di 5?

Per leggere ma soprattutto interpretare gli studi si richiedono esami universitari di statistica. Se citate uno studio perché avete letto l’abstract state attenti ai vostri bias!

bias scientifico alimentazione